La penisola di Valdés. Patagonia

Viaggio in Patagonia. Puerto Madryn, Punta Tombo e la Penisola di Valdés,

Abbandonato il frastuono e il caos moderno della Città di Buenos Aires, il vostro viaggio in Argentina vi porterà a contatto con la natura. La natura della parte meridionale dell’Argentina è sensazionale. Il contatto con gli animali, la flora, la vita farà sì che sarete immersi in realtà tanto vaste quanto silenziose e lente…. E la frenesia che quotidianamente ci circonda cessa di avere qualsiasi significato.

Prima di addentrarci nel merito di cosa vedere in Patagonia e nella Penisola di Valdés, va però fatta una piccola introduzione di carattere geografico. La Patagonia è una regione geografica che abbraccia tutta l’America meridionale, Argentina e Cile. Essa è caratterizzata da paesaggi incantevoli e vede alternarsi le splendide montagne della Cordigliera Andina, ai laghi, agli altipiani, alle praterie e alle spiagge lungo l’oceano.

Tornando a noi, la Patagonia, quindi, ricomprende non solo la celebre Terra del Fuoco (di cui parleremo più avanti), ma anche la penisola di Valdés.  

Ciò premesso, entreremo nel merito di cosa vedere in Patagonia e nella Penisola di Valdés. Come dicevo, il contatto con la natura sarà l’elemento di connessione dei principali punti d’attrazione. Ah dimenticavo! Stavolta, oltre all’immancabile zaino in spalla e alle scarpe comode, indossate calze termiche, cappello e guanti!!!

Giorno 10: Trelew e Puerto Madryn

Come anticipavo nelle premesse, uno degli aspetti caratterizzanti il vostro viaggio in Argentina è la necessità di molti spostamenti via aereo. Ciò fa sì che avrete la sensazione di perdere molto tempo per recarvi da una regione all’altra dell’Argentina. Invero, a mio avviso, è l’esatto opposto. L’estrema capillarità degli aeroporti e la facilità delle operazioni di imbarco/sbarco consentono di toccare regioni lontanissime del Paese in poche ore. In ogni caso, dovete mettere in conto che parte della giornata sarà dedicata allo spostamento dall’aeroporto di Buenos Aires a quello di Trelew. A dire il vero, l’aeroporto di Trelew, seppur ben gestito, è situato in mezzo al nulla! Il nostro viaggio in Argentina e della Patagonia, quindi, è continuato direttamente alla volta di Puerto Madryn.

Puerto Madryn è la principale cittadina della zona, capoluogo del dipartimento di Biedma, situata sul Golfo Nuevo della Penisola di Valdés. La sua posizione  privilegiata e riparata dalle correnti ha fatto sì che Puerto Madryn fosse il primo insediamento gallese in Patagonia nel XIX secolo. Se durante il vostro viaggio in Argentina prevedete di arrivare a Puerto Madryn in estate (ricordo che qui l’estate è nei mesi di dicembre-gennaio), potrete ammirare le spiagge della cittadina popolate da turisti, navi da crociera e surfisti.

Tuttavia, se come me siete attratti dalle bellezze naturalistiche della Patagonia, poca importa. Puerto Madryn risulta estremamente preziosa per la sua posizione baricentrica rispetto alle riserve naturalistiche e ai principali punti d’attrazione della Penisola di Valdés.

In ogni caso, consiglio di passeggiare a zonzo per la cittadina che si sviluppa principalmente lungo il litorale costiero. L’oceano che si rompe sulla spiaggia sabbiosa, il cielo lindo rotto da qualche nuvola ballerina, le raffiche di vento che si muovono leggere sulle onde e i gabbiani che si stagliano alti faranno da cornice alla vostra passeggiata sul lungomare, rendendo l’atmosfera piacevole e magica. Ricordo con piacere che ad accompagnarmi in questa passeggiata ci fu un cagnone randagio che, giunti a destinazione, improvvisamente si voltò indietro e si tuffò in mare festante. Consiglio vivamente di recarsi e visitare l’Ecocentro Puerto Madryn. Ciò per due ordini di motivi, anzi tre: per la squisitezza della struttura in stile “magellanico” con elementi vittoriani, per la vista che potrete ammirare dal suo faro e dalla sua terrazza in legno che si staglia sul rilevato roccioso circondato da arbusti e cespugli e che cade a picco sul mare, per il vostro primo approccio con il mondo marino del Mar de la Patagonia.

Sconsiglio invece la visita al Museo Provincial del Hombre y el Mar o Chalet Pujol, unico edificio storico della città. Piacevole la passeggiata anche lungo il molo d’attracco delle navi.

Giorno 11: Punta Tombo

Eccoci arrivati al reale motivo per cui siete qui. Se vi state chiedendo cosa vedere in Argentina, non potete esimervi dal visitare la Patagonia e la Penisola di Valdés. La gita a Punta Tombo vi lascerà di stucco! Punta Tombo è la più celebre pinguineria della Patagonia. Detta così, però non rende l’idea. Nella realtà, con l’escursione a Punta Tombo, vi recherete su una desolata lingua costiera che tra settembre ed aprile è popolata da colonie e colonie di pinguini Magellano che proseguono imperturbati dalla vostra presenza la loro vita naturale.

Inutile dire che la stagionalità la fa da padrona, motivo per cui di seguito illustrerò qualche cenno sulle abitudini dei pinguini Magellano. Il Pinguino Magellano, che con i suoi 45 cm di altezza non è tra i più grandi della sua specie, è un animale estremamente abitudinario, motivo per cui annualmente i pinguini popolano Punta Tombo. Sostanzialmente i pinguini arrivano dalle coste brasiliane e del nord dell’Argentina per riprodursi verso la fine di agosto. Ad “atterrare” sono prima i maschi della specie che arrivano sulla terraferma per preparare i nidi…. Indovinate un po’….sempre gli stessi. In pratica scavano delle piccole grotte biposto sottoterra, a ridosso delle radici o degli arbusti, che ospiteranno le coppie felici e consentiranno di covare le uova al riparo. Nella prima decade di settembre, giungono le femmine della specie e, dopo un breve corteggiamento, avvengono gli accoppiamenti che saranno succeduti dalla deposizione delle uova, due per nido, tra fine settembre ed inizio ottobre. Dopo il periodo di incubazione, 40 giorni, a fine ottobre inizieranno a schiudersi le prime uova e, punta Tombo, si popolerà dei primi cuccioli di pinguino non ancora pronti per lasciare il nido. Nella fase iniziare della propria vita, i cuccioli di pinguino sono totalmente dipendenti dai genitori che, alternandosi, lasceranno il nido solo per procacciare il cibo ai propri piccoli. Sarà nel mese di dicembre che potrete ammirare la colonia affollarsi dei piccoli cuccioli che, abbandonato il nido, inizieranno a muovere i primi passi proprio tra le rocce di Punta Tombo. Riconoscerete i cuccioli anche per il piumaggio grigio e morbido. Parallelamente inizierà anche la fase della muta. I piccoli man mano perderanno il loro soffice piumaggio per lasciare spazio al tipico piumaggio compatto ed impermeabile bianco e nero. Tra marzo e aprile tutta la colonia, ormai adulta, abbandona la terraferma per tornare nell’oceano e migrare verso il nord (Argentina e Brasile).

Ciò premesso, appare evidente che questa piccola digressione da Super Quark dei poveri è utile a contestualizzare lo spettacolo che vi troverete dinanzi. Personalmente ho avuto modo di recarmi a Punta Tombo nella seconda metà di settembre ed ho ammirato pinguini ritardatari che si affrettavano ad ultimare il proprio nido, le giovani coppie formatesi godere del vento (e che vento!) tra le piume o coccolarsi nell’intimità del proprio nido, ed ancora, scorto a riva qualche pinguino tuffarsi nelle gelide acque oceaniche. Oltre che dai pinguini, Punta Tombo è popolata dalle procellarie giganti che sorvolano la spiaggia, anatre vaporiere, cormorani e tante altre specie di animali.

Insomma, la visita di Punta Tombo vi regalerà una giornata intesa nella sua semplicità.

Giorno 12: Peninsula Valdés

Se con la visita a Punta Tombo avete avuto i primi contatti con il mondo animale che popola la zona, con l’escursione alla Peninsula Valdès avrete sicuramente il quadro più completo. L’intera penisola di Valdès è infatti una riserva naturale protetta popolata da numerosi animali, marini e non, alcuni dei quali vengono al mondo proprio su queste coste. Nel corso del mio tour nella Riserva della Penisola di Valdès ho avuto modo di entrare in contatto con diverse specie animali. Mentre vi dirigerete presso i principali punti d’attrazione della penisola, infatti, ammirerete i nandù, grandi uccelli simili agli struzzi, i guanachi, una sorta di lama autoctono, e i maras, una sorta di enorme lepre, animare le lande di terra sconfinate. Personalmente, per il mio tour della Penisola di Valdès ho scelto l’Agenzia Argentina Vision che mi ha accompagnato in tutte le escursioni in questa zona della Patagonia. Superato il varco di separazione della riserva naturale protetta il tour si apre con la visita al Centro De Visitantes Istmo Ameghino che vi consentirà di conoscere meglio le specie animali che popolano la penisola e, in particolare, la balena franco-australe. Qui, invero, è conservato anche lo scheletro di un esemplare di questa specie, consentendovi di vedere da vicino le dimensioni del simpatico mammifero. Reputo molto utile la visita al centro dei visitatori perché aiuta a comprendere la storia e la natura del luogo.

La gita continua verso Puerto Piramides. Da questo momento la vostra gita svolterà letteralmente. Vi recherete infatti su una grande spiaggia melmosa (d’estate meta di numerosi bagnanti….sigh) circondata da un costone roccioso su cui svettano numerose guglie piramidali. Sulla spiaggia sono presenti delle imbarcazioni, delle pilotine di medie dimensioni, collegate a un sistema di doppi binari. Sostanzialmente, indosserete il giubbino di salvataggio, salirete sulle imbarcazioni e….via…. i binari trascineranno l’imbarcazione in mare. Se fin qui è tutto più o meno normale, arrivati a pochi metri dalla terra ferma ecco lo spettacolo! Vi troverete circondati da Balene Franco Australi!!!! L’emozione è unica, ma prima di entrare nel merito della mia esperienza, anche qui, un cenno sulle abitudini di questo enorme cetaceo sarà utile per programmare il periodo del vostro viaggio alla Penisola di Valdès. La Balena Franco Australe raggiunge circa i 14-18m di lunghezza di cui circa 1/3 è composto dalla testa dell’animale e si caratterizza per il colore nero scuro alternato da alcune escrescenze di colore biancastro che sono utilizzate dai ricercatori per catalogare e monitorare i singoli esemplari. Come le altre specie marine che popolano la Penisola di Valdès, la balena franco australe è migratoria: essa vive abitualmente nella zona antartica più ricca di plancton e krill e giunge sulle sponde patagoniche nel periodo invernale per riprodursi e partorire in mari più calmi e temperati. In ogni caso, la Balena Franco Australe popola la penisola di Valdès nel periodo tra maggio e dicembre, così da potersi accoppiare, partorire e svezzare i propri cuccioli in tutta tranquillità. I cuccioli di balena, dopo una gestazione di circa 12 mesi, vengono al mondo nel periodo tra giugno e settembre. A partire dal mese di ottobre, quando i cuccioli hanno raggiunto una grandezza sufficiente, i piccoli branchi di balena (dai 2 ai 10 esemplari compresi madri e figli) tornano in mare aperto e si dirigono verso sud. A dicembre il ciclo migratorio è essenzialmente concluso e la balena franco australe ha definitivamente abbandonato l’isola di Valdès per farvi ritorno nella primavera successiva. Il periodo ottimale per ammirare la balena franco australe alla penisola di Valdès è, dunque, compreso tra la seconda metà di giugno e la prima metà di novembre. Personalmente ho visitato la Penisola di Valdès a fine settembre e lo spettacolo è stato garantito. Ciò premesso, torniamo a noi. Dicevo, a pochi metri dalla spiaggia di Puerto Piramides ho potuto ammirare numerose balene, anzi numerose mamme balena, nuotare beatamente con i propri cuccioli al seguito. Il mare calmo della baia, infatti, fa sì che le mamme prediligano la zona allattare i propri piccoli rilasciando il latte materno, estremamente denso, in acqua, così che i piccoli non riscontrino alcuna difficoltà nel nutrirsi. Riconoscerete i cuccioli di balena sia per le dimensioni che per il colore più chiaro rispetto agli esemplari adulti.  In ogni caso, vedere questi splendidi animali sbuffare, volteggiare in acqua e mostrare continuamente coda e pinne è un’emozione è unica ed indescrivibile.

Poco dopo aver volteggiato tra le balene e i propri cuccioli, l’imbarcazione vi porterà ad ammirare la scogliera di Puerto Piramides popolata da colonie di leoni marini e cormorani che, invece, abitano la Penisola tutto l’anno.  

Tornarti sulla terra ferma, l’escursione continua verso Punta Norte per ammirare colonie di elefanti marini. Un percorso degradante lungo una falesia naturale, vi porterà quasi sulla spiaggia di Punta Norte densamente abitata da questi giganti e goffi animali marini che pensano circa 1.800kg. Vi sembrerà di poterli quasi toccare con il palmo di una mano. Seppur l’elefante marino è stanziale nella Penisola di Valdès, per poterlo ammirare dovrete conoscere il suo ciclo vitale. Esso, infatti, trascorre la maggior parte della sua vita nell’oceano, stabilendosi sulla terraferma durante la stagione riproduttiva e per allevare i piccoli. Prima di entrare nel merito degli usi e consumi degli elefanti marini, una piccola nota…. Questi animali sono “poligami”. Un maschio alfa può arrivare a costruire un harem di ben 100 femmine! Ciò premesso, apparirà tutto più chiaro. A fine agosto, i maschi di elefante marino giungono sulla spieggia per scontrarsi e stabilire le gerarchie del dominio con feroci combattimenti. Poche settimane dopo, invece, giungeranno le femmine, già incinte, per dare alla luce i propri piccoli che saranno allattati per il proprio primo mese di vita. Al termine di questo breve periodo, i cuccioli saranno totalmente abbandonati dalle mamme e dovranno iniziare a cavarsela da soli. Già dopo le prime 2 settimane dal parto e durante gli ultimi giorni di allattamento, inizia quindi il periodo dell’accoppiamento. A mio avviso una vera e propria fatica per il maschio alfa! Pensate allo stress di dover allontanare continuamente i maschi esclusi dalla riproduzione e di tutelare il proprio harem composto da 50-100 femmine, il tutto senza nutrirsi e perdendo circa 15 kili al giorno!! Una volta gravide, le femmine di elefante marino sono pronte per tuffarsi in mare in cerca di cibo e torneranno sulla terraferma solamente 11 mesi dopo, per partorire, allattare ed accoppiarsi nuovamente.  Per farla breve, la vita dell’elefante marino è dura assai. Se sei femmina, sei perennemente incinta e, quando non lo sei, allatti e ti accoppi con il maschio più forte, se sei maschio, devi combattere continuamente per proteggere il tuo harem, se sei cucciolo, vieni abbandonato dopo il tuo primo mese di vita e sarai costretto a sopravvivere da solo.

Ciò premesso, a fine settembre Punta Norte è nel pieno della stagione dell’amore. Per me è stato spettacolare…. Seppur questo animale sia estremamente goffo nei movimenti, la vista dei cuccioli, delle lotte, dell’allattamento, degli accoppiamenti…. A due passi dai miei occhi…. Indescrivibile, sarei rimasta lì per ore.

Dalla penisiola di Valdès e Punta Norte, se siete fortunati, potrete ammirare anche le Orche volteggiare in acqua. Esse infatti hanno l’uso di “spiaggiarsi” per catturare gli inesperti cuccioli di leoni ed elefanti marini e gustare il gustoso spuntino. Personalmente non ho avuto questa fortuna. In ogni modo, i periodi ideali per avvistare le orche è febbraio-aprile e ottobre-novembre.

Ultima tappa di questa giornata a stretto contatto con la natura è Caleta Valdés, dove si sviluppa una pinguineria tra la roccia e la spiaggia oceanica.

Se visitando questa zona della Patagonia, Puerto Madryn, Punta Tombo e la Penisola di Valdés, avete avuto modo di entrare in contatto con numerose specie animali, proseguendo verso la terra del fuoco sarà un altro tipo di natura a stupirvi. Ad ogni modo, oltre alla bellezza dei luoghi e all’emozione di avvicinarmi così tanto a diverse specie animali, a stupirmi è stato il contrasto tra la vastità e l’eternità di questi luoghi che seppur inanimati, essudano ciclicamente di vita.

11 commenti

  1. Dai giorni indicati presumo che il viaggio sia più duraturo. E’ possibile leggere anche il resto?

    Un saluto e grazie per queste meraviglie

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  2. Ovviamente le bellezze naturalistiche sono imperdibili. E’ il viaggio ideale per me che amo la natura. Di sicuro un’esperienza del genere ti lascia tante belle emozioni che non proverai da nessun’altra parte.

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