Europa occidentale Portogallo

Portogallo in 7 giorni. Da Oporto all’Algarve

Premetto subito che “a vedere il Portogallo in una settimana” non ce la si fa di certo. Per vederlo tutto,  arcipelago delle Azzorre escluso, di settimane ce ne vogliono due. Ho, infatti, delineato un itinerario classico che va in linea da Oporto fino a Faro nell’Algarve  passando ovviamente per Lisbona.   Ne è rimasto così fuori il  Nord al confine con la Galizia ( Spagna) con la valle del fiume Minho e con paesini splendidi come  Braga, Guimarães, Ponte de Lima e Valenca do minho  – di cui scriverò, quando ne avrò voglia, facendo un itinerario tra questa area e la mia amata Galizia – ma anche  la parte interna dell’Alentejo con Evora, Elvas, Marvão e Monsaraz e Obidos e Santarem.

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Polpetta di baccalà

Nel mio itinerario ho, infatti, inserito l’Algarve, che è la regione più meridionale del Portogallo ed è famosa per le sue scogliere a picco sul mare e per le sue spiagge incontaminate, lasciando Lisbona per ultima. Se però l’Algarve volete vedervelo un’altra volta, date una sbirciata ai paesi  che ho riportato poc’anzi.

Tenete, tuttavia, presente che il seguente itinerario  vi permetterà di immergervi appieno nelle bellezze di questa terra della penisola iberica e di avere un primo approccio con le sue tradizioni.

A proposito, voglio essere subito chiaro su una cosa: qui i pomodori sanno veramente di pomodoro, l’insalata sa veramente di insalata e la frutta – non ci credere mai se non lo provate – sa veramente di frutta. E’ qualcosa di incredibile se non lo si vive.

Invero, fino a pochi anni fa, il Portogallo era considerato il cugino sfigato della Spagna  rimasto agli anni ’60 dove veniva biascicata una lingua strana sconosciuta ai più. Come d’incanto, ora invece è diventata una destinazione di moda e tutti vogliono andarci; con la conseguenza che – se prima – il Portogallo era uno stato super-economico “into the wild” per viaggiare, ora bisogna sganciare diversi euro perché i prezzi sono raddoppiati pur mantenendo immutata la qualità dei servizi.

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Pastel de bacalhau. Non si può andare in Portogallo senza provarli

Eppoi ci sono delle cose che mi fanno letteralmente ingrippare. Prendo ad esempio la libreria di Lello e Irmao a Oporto. E’ la libreria di Harry Potter per intenderci. Fino a due anni fa era una normale libreria in cui chiunque poteva entrare, sfogliare i libri e sbirciare la struttura. Ora invece è diventata a pagamento ( ci vogliono 5 euro), dispone solo di libri “per turisti” al doppio dei prezzi di mercato e per vederla si deve fare una fila assurda ( magari  previa prenotazione). Tutto ciò alla lunga farà perdere di autenticità e sinceramente mi spiace, perché – quando ho conosciuto il Portogallo per la prima volta ( e non sono tantissimi anni)  – mi divertivo a sparagnà e comparire, ovvero a pagare poco e a fare la vita “agiata”.

Comunque,veniamo a noi:

L’itinerario che segue è very slow. Le città, mi riferisco soprattutto a Lisbona coi suoi dintorni, vanno godute. Dovete adeguarvi alla lentezza dei portoghesi e prendere le cose come vengono. Non faremo quindi corse del ciuccio se non quando è necessario.

Come lo percorriamo questo itinerario? L’ideale è, ovviamente, con la macchina, che vi assicura spostamenti agevoli e veloci. Con l’eccezione dell’Algarve,  si può fare anche in autobus e il treno, ma molto più a rilento e non con le connessioni dirette che riporterò di seguito. Per comodità vi allego i siti dei mezzi pubblici da cui cercare gli orari e i prezzi  di ogni tratta: https://www.cp.pt/https://www.rede-expressos.pt/ A proposito, autobus in portoghese si dice camioneta. Tenetelo a mente perché potrebbe esservi utile e non fate come me: io mi confondo sempre e dico furgonetas ( che significa effettivamente furgoncino/camion); con ciò alimentando le perplessità del passante cui vorrei chiedere dove sta la fermata dell’autobus.

GIORNO 1 – OPORTO 

E’ una città sfiziosa assai ed è anche la mia preferita del Portogallo.  Quando l’ho vista per la prima volta, mi è sembrato di essere un enorme parco giochi per viaggiatori. Ci sono gli azulejos sulle facciate delle Chiese e nelle stazioni dei treni (in particolare quella di San Bento), il ponte in ferro Dom Luis che  porta sull’altra parte del fiume Douro, le funicolari sul lungofiume, i tram che si infilano ovunque sparendo nella montagna, il mercato del Bolhao e tante, tantissime altre cose che è inutile che vi elenchi. Della mia prima volta a Oporto ho infatti scritto qui ( cliccate e andate a leggere, sennò mi piglio collera)  . E’ una città piccola che si visita praticamente a piedi. Probabilmente non ha tutto ciò che offre Lisbona, ma – a differenza di Lisbona –  è tutta bella. Non ha un angolo che non meriti di essere sbirciato.

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In sintesi dovete fare questo giro:

  • Il mercato de bolhao
  • piazza  da libertade
  • rua Santa Catarina
  •  torre de los Clericos
  • rua de los carmelitanos e visitare tutti i monumenti presenti nei dintorni, tra cui l’omonima Chiesa e la famosa libreria di Lello e Irmao)
  • San Tiago e  la stazione ferroviaria di San Bento
  • La cattedrale, la Sé così come l’adiacente chiostro e il piazzale antistante,
  • Il palazzo della Borsa con le sale moresche
  •  ponte di San Luis,
  • La Ribeira,
  •  la Chiesa di San Francisco
  • La Chiesa  Santa Clara
  • La Chiesa Sant’Idelfonso.

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GIORNO 2 – DA COIMBRA A FATIMA

( E FORSE  A TOMAR)

Coimbra

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Chiesa Santa Cruz a Coimbra

 

Finite di vedervi ciò che vi manca di Oporto, mangiate, bevete e poi partite alla volta di Coimbra. Non vi preoccupate, l’ex Capitale del Portogallo è infatti una cittadina piccolina che si visita in poche ore. Anche nella specie non mi fate prendere collera e andatevi a leggere cosa ho scritto di Coimbra qui ( clicca). Vi assicuro che c’è tutto.

In sintesi:

  •  Giardini da Sereia
  • Università con libreria Joanina e palacio dos Grilos.
  • Nuova e Vecchia Cattedrale con il suo chiostro
  • Santa Tiago e Santa Cruz
  • Il convento di Santa Clara ( volendo si può pure evitare)
  • Quinta das lagrimas.

Riguardo a quest’ultima, leggetevi  la storia  di Don Pedro e Dona  Inês

Fatima 

Quando avete finito di visitare Coimbra, partite alla volta di Fatima per dire una preghiera al Santuario. E’ aperto anche durante la notte, quindi non ci sono problemi di orario.  Due ore per raccogliersi possono essere sufficienti. La bellezza di Fatima è che fa vivere la religione con autenticità senza quelle speculazioni commerciali che sono proprie di altri Santuari.

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Tomar 

Tomar è una cittadina di 40.000 abitanti a mezz’ora da Fatima. Valutate voi se ce la fate a visitarla. Se è pomeriggio ma non ancora sera,  andateci prima di Fatima.  Altrimenti vi ci dovete fermare per la notte e vi fate lì una passeggiata serale. E’ una tappa facoltativa nel mio itinerario, perché probabilmente è meglio pernottare nei dintorni di Sintra in modo da trovarsi già in quella zona per il giorno dopo, zona dove c’è davvero parecchio da vedere. Valutate questa opzione, perché già solo per andare e tornare a Fatima da Tomar ci vuole un’ora ( mezzora più mezzora). Dopodiché dovete farvi un’altra ora e mezza di macchina fino a Sintra.

Da vedere a Tomar c’è questo:

  • Il Convento dell’Ordine di Cristo , che dista un chilometro dal centro della città ed è un complesso di edifici che si sono sviluppati fino al secolo XVII intorno alla prima costruzione del XII secolo, testimoniando nelle strutture le vicende dei templari e dell’Ordine dei Cavalieri di Cristo connesse a quelle della nazione.
  • La Chiesa dei Templari sorge subito dopo il portale del complesso conventuale ed è costituita dall’originaria rotonda romanica del XII secolo cui si innesta una grande navata rettangolare voluta da Manuel I alla fine del XV secolo. Sulla rotonda costituita c’è una cupola e la struttura della chiesa si rifà a quella simile della chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme secondo una consuetudine seguita per tutte le chiese dell’Ordine.
  • Chiesa di San Giovanni Battista
  • Nossa Senhora da Conceição
  • Sinagoga
  • Chiesa di Santa Iria
  • parco Muchãu su un isolotto del Rio Nabão dove si trova un antico mulino ad acqua con pale di legno.
  • Acueduto dos Pegoes
  • Centro storico con i balconi fioriti

GIORNO 3 – DA SINTRA ALL’ALENTEJO

Vi ho suggerito di pernottare nei dintorni di Sintra e non a Tomar ( o altrove), perché oggi è la giornata più impegnativa del viaggio. Partiremo da Sintra e arriveremo nell’Alentejo, precisamente in un paesino che si chiama Sines.

 

Sintra

Già solo a Sintra ci sono tantissime cose da vedere e se ne va più di mezza giornata. Su Sintra ho già scritto qui ed è inutile che vi rinnovi l’invito ad andare su quest’altra pagina per avere maggiori ragguagli  ( altrimenti, come già sapete, ci pigliamo sempre collera).

Ve lo dico con molta franchezza:

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  • Il  palazzo Nazionale da Vila è un bel palazzo, ma non è ciò che rende indimenticabile un viaggio a Sintra.  Per visitarlo, in ogni caso, ci vuole meno di un’ora;
  • Sao Martinho  è un bel borgo che va esplorato;
  • Il Castelo dos Mouros merita per il panorama e per una passeggiata, non per il castello in sé. Volendo potete arrivarci a piedi da San Martinho tagliando attraverso un sentiero;
  • Il palacio nacional da pena è qualcosa di stupendo che vi rimarrà per sempre nel cuore, sia per gli arredi e i colori fiabeschi sia per i suoi giardini. I giardini, in particolare, sono spettacolari;
  • La quinta da regaleira è una tenuta sinistra quanto intrigante  che metto in cima alla lista delle cose da fare a Sintra e ciò sia per il palazzo in sé che per il parco pieno di sorprese.

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A Sintra, a dirla tutta, ci sono anche altre belle ville che meritano una sosta, in particolare palazzo Monserrate e Setais, ma ci vorrebbe un altro giorno a disposizione per visitarle.

CABO DA ROCA

E’ poi la volta del mitico Cabo da Roca, il punto più occidentale del continente europeo. E’ sostanzialmente un pezzo di Irlanda nel cuore del Portogallo in cui le onde si infrangono con estrema violenza contro la roccia generando un effetto ipnotico per chi le guarda. Il faro, il panorama e la forza del mare rendono questo luogo davvero magico.

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Cabo da Roca

BOCA DO INFERNO

Successivamente andate a vedere la Boca do Inferno, una spaccatura all’interno della roccia che permette al mare di entrare  nelle fenditure della scogliera  e di infrangersi violentemente  sulle pareti rocciose. Noterete un soffio di acqua marina nebulizzata che fuoriesce verso l’alto e genera un suono roco, simile ad un gemito umano. Se avete gamba, arrivateci a piedi da Cascais. E’ una passeggiata sfiziosa tra ponticelli, yacht club e rocce a picco sulla costa.

CASCAIS

Dopodiché anche il centro di  Cascais merita una passeggiata. Cascais si legge come si scrive, quindi non chiamatela Casché, altrimenti dovete fare l’omonimo passo di danza.

Il paesello è molto carino, ancorché minuscolo. Merita per la sua piazza principale, la spiaggia e i suoi palazzi eleganti.

ESTORIL

Tornate indietro verso Sud e fatevi un giro per Estoril, la principale frazione di Cascais  famosa per essere un’antica stazione balneare per ricchi ( anche se qui, essendoci l’oceano, il mare è davvero freddo!). Poi pigliate la macchina e ve ne andate dritti dritti a Sines in un paio d’ore.

GIORNO 4 LA COSTA VICENTINA E LAGOS 

Metà giornata la dedicate all’Alentejo, l’altra all’Algarve.

Vediamo come.

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Lungomare di Sines – 2018

Sines è una cittadina con un bel lungomare famosa per aver dato i natali all’esploratore Vasco da Gama, nonché a Mario Rui, uno dei giocatori più vendicativi di tutta la serie A. Sines, tuttavia, è soprattutto il bigliettino da visita della costa vicentina, una costa molto selvaggia frequentata soprattutto da surfisti e da chi è alla ricerca di solitudine.

Nel percorrere il litorale più occidentale d’Europa, si noterà infatti che è scarsamente abitato e che il verde delle colline contrasta fortemente con spiagge oceaniche bianche e vastissime. La costa in questione si potrai fino a Sagres, altro luogo mitico che – come il Cabo da Roca – segna un confine tra terra e infinito. Qui, infatti, oltre ad una fortezza, sorge in particolare il faro di Cabo São Vicente 

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Capo San Vicente a Sagres

Sagres segna anche il passaggio dalla costa vicentina all’Algarve, rinomata regione “balneare” del Portogallo in cui i surfisti lasciano il passo a comitive di turisti nordeuropei.  Non tutto l’Algarve è però contaminato e la presenza di spiagge da sogno rendono un soggiorno qui davvero indimenticabile.

Le più belle, in particolare, sono nei dintorni di Lagos e sono una più spettacolare dell’altra ( delle spiagge di Lagos scriverò in un post separato apposito).

Albufeira, invece, è l’epicentro del turismo inglese e offre centinaia di strutture alberghiere e localini tutti uguali. E’  cioè l’epicentro di un tipo di vacanza fatta di alcool e discoteca che sinceramente a me non interessa.

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Spiaggia do Camilo, una delle più belle dell’Algarve

GIORNO 5 L’ALGARVE ORIENTALE

L’Algarve torna però ad essere interessante nella sua zona occidentale. Faro, più in particolare, offre il più bel centro storico della regione per vie delle sue chiarissime influenze andaluse e arabe, ma anche per la sua suggestiva laguna. Quanto alle prime, nel percorrerle,  si noteranno edifici sobri caratterizzati dal bianco e decorati con linee gialle e  fioriere ( esattamente come in Andalusia). Per quanto riguarda, invece, la laguna è possibile osservarla sia passeggiando nella zona porto che grazie ad escursioni in barca. Moto curioso è poi notare gli aerei che atterrano praticamente sulla laguna stessa, visto che l’aeroporto della regione è stato realizzato proprio su una strisciolina di terra.

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Centro storico di Faro

Molto pittoresca è poi anche Tavira, una cittadina che sorge quasi al confine con la Spagna sull’estuario del fiume Gilão. Ha conservato la sua struttura di cittadella fortificata ed è divisa praticamente in due da un ponte di origine romana. Anche qui le atmosfere sono praticamente andaluse e, del resto, non potrebbe essere altrimenti visto che praticamente ci siamo.

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GIORNO 6 e 7 – LISBONA

Due giorni pieni a Lisbona sono sicuramente insufficienti, per cui prendetevi un bel caffè – che, per come lo conosciamo noi, qui si chiama bica ( poi ci sono mille varianti, ma non è il caso di soffermarvisi qui) – e tirate a lungo pure la notte.  Partite da piazza Restauradores o da Rossio ed addentratevi per il Chiado fino al  bairro alto. Esploratene le viuzze più nascoste e seguite la musica infilandovi nelle peggiori bettole dove i tavolini sono bagnati dal vino che a inizio serata è stato rovesciato dalle brocche a causa dell’urto di qualche ballerino distratto. Fate casino, muovetevi, agitatevi. Lisbona vivetela più che volete!

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Panorama da Alfama con il ponte Salazar e la piazza Do Comercio

L’aggettivo più utilizzato per descriverla è decadente. Se chiedete a qualcuno com’è, vi risponde con un sorriso ebete che “è decadente”.

A me questa espressione ha un po’ sfruntumat…volevo dire scocciato, ma è anche vero che è davvero l’aggettivo più calzante per descriverla. Il tago, l’oceano, il vento che si alza, la temperatura che cambia continuamente assieme all’umore degli abitanti e il  colore  dei palazzi della città  rendono, per l’appunto, l’atmosfera assai decadente.

Vi sarà quindi allegria, ma anche tanta malinconia. Un miscuglio di sensazioni contrastanti che non si respira in nessun’altra parte del mondo. In giro troverete brasiliani e angolani, emigranti che provengono dalle due grandi colonie che ebbe il Portogallo. Lisbona, a differenza di Madrid, è una piccola capitale europea ma ha conservato appieno la frizzantezza di ex Capitale delle America. Se chiudete gli occhi, potreste vedere persino  i marinai di qualche caravella che scaricano il caffè a terra!

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Tipico elvador / tram lisbonese

Qui ho scritto la mia “guida semiseria” sulla città ( qui) . Se gli date una  occhiata, oltre a qualche battuta scema, vi troverete tutto ciò che bisogna sapere per visitare le cose principali. La città va essenzialmente divisa in quattro parti: a) il centro storico/la zona bassa con Cais Sodre e il mercato de la Ribeira; b) Il Chiado e il Bairro alto; c) il quartiere di Alfama; d) il quartiere di Belem ( che se ne sta un po’ per i fatti suoi). Ritengo, tuttavia, che – al di là dei suoi monumenti  – la bellezza di Lisbona sia

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Mercato da Ribeira a Lisbona

Questo è, per linee generali, ciò che vedrete:

  • Centro con piazze Rossio, Restauradores e do Comercio passando per rua Augusta;
  • Cais Sodre con la street art e il mercato de la Ribeira
  • Chiado e quartiere alto con piazza Camoes, Caffè A Brasileira, ascensore di San Giusta e Chiesa di San Rocco;
  • Alfama con Chiesa San Vicente da fora, Castello di San Jorge e il Pantheon. Il sabato mattina c’è il mercatino delle pulci;
  • Quartiere di Belem con monastero dei Jeronimos, museo Berardo, monumenti degli scopritori, torre di Belem e pasticceria con i dolcetti.

Buon viaggio e statemi bene!

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