Una settimana in Irlanda

7 giorni in Irlanda, itinerario di viaggio.

Sviluppare un itinerario di viaggio in Irlanda non significa semplicemente descrivere le pur belle località in cui soffermarsi, ma provare altresì a trasmettere quel senso di identità e di fierezza che ha fatto la storia di questo paese. E, invero, persino una sola settimana in Irlanda è sufficiente per conoscere personalità come Daniel O’ Connell e Michael Collins ( a proposito, prima di partire, guardatevi il film omonimo con  Liam Neeson e Julia Roberts), nonché per capire che dietro una canzone tradizionale suonata in un pub c’è la cultura di un popolo.

Ciò premesso, veniamo a noi: quello che segue è solo una proposta tra i molteplici itinerari possibili. Sarà un itinerario incentrato sulla campagna e i villaggi – dove si può trovare il vero spirito d’Irlanda – ed interamente all’interno della repubblica d’Irlanda ( e quindi al sud).  Sebbene l’Irlanda del nord abbia pure delle attrattive ( Belfast, Derry, Giant causeway, etc), esso implica un altro tipo di viaggio che non ritengo spendibile in soli 7 giorni. Trattasi tuttavia di scelte personali.

Sommario:

  • A) Brevissima storia
  • B) 7 giorni in Irlanda – itinerario
  • 1 Dublino
  • 2 Malahide castle e Howth
  • 3 Kilkenny e Cork
  • 4 Dingle peninsula
  • 5 Ring of Kerry
  • 6 Scogliere di Moher, Doolin e isole Aran
  • 7 Burren e Galway
  • C)  Cosa mangiare in Irlanda
  • D)  Come arrivare in Irlanda e come muoversi.

A) Brevissima storia

La storia d’Irlanda inizia nel V secolo A.C. con i gaeli, una popolazione di origine celtica. Con il diffondersi del cristianesimo l’isola verde è stata tra le prime a convertirsi e ciò grazie anche anche all’opera di evangelizzazione dei monaci, tra cui San Patrizio. Nel medioevo l’isola fu invasa dagli inglesi che poi, nel 1541, ne assunsero il dominio. La lunga lotta per l’indipendenza del popolo irlandese ha, dunque, ottenuto un primo risultato con la nascita della repubblica d’Irlanda nel 1922 grazie a Michael Collins. Ad oggi, tuttavia, l’Irlanda del nord continua ad essere sotto il controllo della Gran Bretagna. L’Irlanda nei secoli passati è stata terra di forte emigrazione, soprattutto per gli Stati Uniti. Negli anni ’90, tuttavia, la sua economia ha cominciato a correre e così l’Irlanda è stata soprannominata la “tigre celtica”.

B) Itinerario di una settimana in Irlanda

  • Giorno 1 – Dublino, cosa vedere

Dublino è una capitale tutto sommato piccola di poco più di mezzo milione di abitanti ( in sostanza 1/8 della popolazione irlandese) adagiata sull’oceano atlantico ed attraversata nel suo cuore dal fiume Liffey. Prima di sapere cosa vedere a Dublino, è bene aver contezza del fatto che ha due stradi principali. La prima è la pedonale Grafton street, l’altra è O’ Connell street. Conoscerle significa potersi orientare perfettamente nel centro storico. Ciò premesso, direi che Dublino ha principalmente 3 simboli che la connotano: la birra guinness, il Trinity college e la statua di Molly Malone.Ed è proprio da quest’ultima statua, ubicata in Suffolk street, che vi consiglio di iniziare la visita a Dublino. E ciò per un motivo pratico: si trova di fronte all’ufficio turistico in cui in ogni caso vi consiglio di andare. La statua rappresenta una pescivendola di Howth col suo carretto che vende cozze e vongole e a lei è dedicata una delle canzoni tradizionali più famose della musica irlandese: “In Dublin’s Fair City”.

Dalla statua di Molly malone vi consiglio di andare al Trinity College, che dista solo 150 metri. Fu voluto dagli inglesi per evitare che i ricchi rampolli irlandesi emigrassero per studiare e “contagiassero” i coetanei d’Inghilterra con pensieri cattolici. Al suo interno, oltre al campus, è possibile visitare la  Old library ( la vecchia biblioteca), una delle più belle ed eleganti del mondo. Al suo interno si preservano peraltro il book of Kells, ossia i Vangeli ricopiati nel secolo IX dagli amanuensi, e tutti i libri stampati in Irlanda. Per legge, infatti, almeno una copia di ogni libro deve essere conservato qui. Nel 2022 il prezzo del biglietto per visitare il Trinity College è di 16 euro ( per informazioni il sito ufficiale di riferimento è questo).

Dopo aver visitato il Trinity, consiglio poi di imboccare Grafton street, la via dello struscio e dello shopping, per andare a fare una passeggiata al parco St Stephen’s green, dove tra laghetti e fiori probabilmente ci si imbatterà in qualche artista di strada. Da ultimo segnalo la “zona dei musei”. Sono il museo di storia naturale, il museo archeologico e la galleria nazionale. Tutti e tre sono ad ingresso gratuito e quello che più consiglio è la galleria nazionale. E’ piccolina e ha diverse opere di artisti italiani. Ecco il sito della national gallery.

Dopodiché è possibile vedere tre Chiese gotiche – quella del Gesù ( Christ Church), quella di Sant’Andrea e la Cattedrale di San Patrizio, nonché il castello di Dublino. Quest’ultimo è stato per secoli la sede “politica” e militare della luogotenenza inglese, ma nel 1922 qui venne proclamata la repubblica d’Irlanda. Quando l’ho visitata l’ultima volta si celebrava il centenario della rivolta di Pasqua ( the foggy dew) che proprio qui ebbe il suo palcoscenico principale. Fu emozionante vedere il letto in cui fu ricoverato James Connelly. Per saperne di più sui biglietti e sugli orari del Dublin castle invito a leggere qui.

A questo punto, se avete tempo, potete andare alla scoperta del terzo simbolo di Dublino: la birra Guinness. Potete farlo in 2 modi: ordinandone una pinta in un pub, oppure andando a visitare la fabbrica in via St. James’s Gate, dove vi verrà spiegato – passo dopo passo – il procedimento di produzione della birre – e ovviamente potrete anche assaggiarla. La fabbrica della guinness è aperta dal mercoledì alla domenica dalle ore 2 alle 9 del pomeriggio. In alternativa è possibile visitare la fabbrica della jameson ( il whiskey irlandese).

Lasciatevi però del tempo. Le serate in Irlanda iniziano presto e, dopo aver cenato ad orario congruo, è bene andare subito al pub già verso le 19.00. Del resto, bisognerà pur conoscere la birra irlandese! Per questo consiglio di andare subito nel quartiere dei pub di Temple bar. Per accedervi passeggiate lungo il fiume Liffey e fatevi una foto davanti al ponte di Ha’Penny. Poco oltre ci si addentrerà a Temple bar che, per quanto ormai turistico, offre sempre spunti divertenti e caratteristici. E così sarà possibile “saltare” di pub in pub brindando con sconosciuti tra una pinta e un bicchiere bayles, nonché ascoltando musica tradizionale dal vivo.

N.B. Se vi rimane “un buco”, consiglio di visitar il Kilmainham Goal. Trattasi di una vecchia prigione in cui furono reclusi molti attivisti politici. Per quanto inusuale la visita è molto suggestiva. Altra “opzione” è il museo delle cere.

  • Giorno 2, gita a Howth e al castello Malahide.

Howth, cosa vedere e come arrivarci

Il secondo giorno del mio itinerario di una settimana in Irlanda può, quindi, essere dedicato ai sobborghi di Dublino. Howth, in particolare, è un delizioso paesino di mare e nel medioevo è stato a lungo il porto di Dublino. Per raggiungerlo basta prendere il treno metropolitano DART in direzione nord con partenza dalle stazioni di Tara Street, Connolly o Pearse). Il biglietto A/R costa circa 5 euro. In alternativa c’è l’autobus numero 31 o 31B da Eden Quay.

Ciò premesso, Howth merita per due motivi: a) è un paesino costiero delizioso, b) si trova in un promontorio spettacolare. Appena arrivati, si noteranno numerosi pescherecci e altrettanti velisti che sfruttano un vento che qui non scherza. Ogni tanto si fanno peraltro vedere anche le foche. Chi voglia può anche dilettarsi a salire sul promontorio su cui Howth si affaccia per godere di una bella vista sui moli, il faro e tutto il promontorio fino a Dublino. La passeggiata dura 3 ore e culmina sulle scogliere a Howth Summit, cioè nel punto più alto del promontorio. I più pigri però possono arrivarci in autobus direttamente da Dublino ( vedi gli autobus che ho segnalato su). Da Howth summit, peraltro, si può arrivare al faro di Bailey in 10 minuti circa.

  • Milahide castle

Milahide è un altro paesino costiero, situato nei dintorni dell’aeroporto di Dublino. Per raggiungerlo dal centro di Dublino ci sono gli autobus 32 e 42, dall’aeroporto invece c’è il 102. Da Howth a Malahide, invece, c’è il treno metropolitano frequentissimo e puntualissimo.

Portoni colorati, tanti fiori, tetti spioventi, strade in salite e atmosfera rilassate: è questo ciò che connota questo splendido paesino. A renderlo però famoso è il suo castello, uno dei più antichi d’Irlanda ( risale al XII secolo) e residenza della famiglia Talbot fino agli anni ’70. Come ogni castello che si rispetti, ospita peraltro 5 fantasmi, i fantasmi dei membri della famiglia Talbot morti in battaglia. Trattasi, più in particolare, di uno splendido castello immerso nel verde e circondato da oltre 100 ettari di parco in cui si può fare un pic nic…oppure, come me, giocare a pallone! Periodicamente vi vengono peraltro organizzati concerti ed eventi. Per saperne di più https://www.malahidecastleandgardens.ie.

  • Giorno 3, Kilkenny e Cork

A questo punto l’itinerario in Irlanda può proseguire in macchina. Noleggiare una macchina è infatti essenziale, sebbene sia Kilkenny che Cork siano collegate a Dublino e io ne abbia fruito.

Kilkenny, più in particolare, dista dalla capitale 120 km e – oltre ad essere la città dell’omonima birra rossa – è un delizioso borgo di 25mila abitanti. Tanto è vero da essere conosciuto con il nome di “città di marmo” ( marble city) per evidenziarne gli splendidi edifici che la connotano ( in realtà di roccia calcarea). Il principale suo monumento è il castello ( Kilkenny castle), maniero che fu dimora dei Butler con all’interno la national art gallery. All’esterno vi è un grande parco e una tenuta. Tra gli edifici religiosi da menzionare vi sono la cattedrale anglicana di Saint Canice ( che dà il nome alla città) e l’abbazia nera ( black abbey) in parliament street. Altri punti di interesse sono il green’s bridge lunto il fiume Nore, la rothe House, la Cattedrale di Santa Maria e il Tholsel. Per il resto Kilkenny è una città molto vivace per quanto riguarda la movida: ogni fine settimana vi arrivano migliaia di persone dal resto dell’Irlanda.

  • Cork

Situata all’estremità meridionale dell’isola e nota con il nome di città dei “20 ponti”, Cork è da molti considerata la “capitale morale” d’Irlanda in quanto più autentica rispetto alla multiculturale Dublino. La sua particolarità è di essere alla foce del fiume Lee, fiume che taglia in due la città e dirama in due bracci che creano una piccola isoletta.

Storicamente è stata “il porto commerciale” d’Irlanda anche se risulta molto aperta al turismo. Il suo centro storico, più in particolare, è costituito da tre vie principali: St. Patrick Street (la via dello struscio e dello shopping), Oliver Plunkett Street ( via della movida e dei pub) e Paul Street. Il suo impianto medievale è rimasto integro fino ad oggi e regala tuttora la suggestione di angoli nascosti che anticipano la meraviglia dei “20” ponti al tramonto. Da visitare vi è soprattutto the English Market, edificio settecentesco che ospita uno splendido mercato al coperto. Da visitare vi sono, inoltre, la Cattedrale di San Finne barre in stile neoclassico e Catte Crawford Art Gallery.

Da non perdere, infine, il quartiere di Shandon, quartiere residenziale tutto in salita caratterizzato da casette colorato Punto di riferimento è St Ann’s Shandon con la torre panoramica ( Shandon bells).

  • Giorno 4, la Dingle peninsula

La tappa successiva di questo itinerario di una settimana in Irlanda è nella contea del Kerry per fare il giro del cosiddetto ring of Kerry e della penisola di Dingle. Consiglio di iniziare da quest’ultima perché il giro va fatto in senso antiorario e viene più comodo. In particolare punto di partenza del tour è Killarney, cittadina splendida tra le più festose d’Irlanda. Qui da visitare c’è in particolare una Cattedrale gotica molto bella.

Imperdibile è tuttavia il Killarney national park, un parco di 10mila ettari con laghetti e altopiani da girare preferibilmente in bicicletta ( a Killarney non mancano i noleggiatori di bici!). Tra i punti più importanti del parco c’è sicuramente il suggestivo Ross castle, ma anche l’abbazia di Muckross e la Manor Muckross House,  le rovine del monastero di Inisfallen e  ad una Cattedrale.

Dopo aver perlustrato adeguatamente il Killarney national park, ci si può dirigere in direzione di Tralee e da lì far rotta verso Dingle. Lungo la strada la prima fermata interessante è davanti alla Brandon bay, splendida baia con una spiaggia sabbiosa che si erge sull’oceano. Dopodiché si sale sul Connor pass e si giunge, lungo una strada priva di parapetti ma spettacolare, sull’altro lato della penisola, e cioè a Dingle. Si tratta di un delizioso ( ma minuscolo) paese di pescatori in cui l’attrazione principale è Fringe, un delfino stanziale nella zona cui è dedicata addirittura una statua. Dopo una breve sosta a Dingle, si possono quindi percorrere i 30 km del circuito della slea head, strada che regala alla vista scenari meravigliosi in cui scogliere a picco dividono l’oceano dal verde rigoglioso dei prati. Punto di riferimento del tracciato è Ventry, villaggio che regala scorci spettacolari e induce continuamente a fermarsi per una fotografia.

  • Giorno 5, Il ring of Kerry

Lasciata la penisola di Dingle, l’itinerario di una settimana può poi focalizzarsi sul ring of Kerry, sicuramente uno dei luoghi più belli d’Irlanda in senso assoluto. Seguendo sempre la strada costiera, punti di riferimento sono la spiaggia  di Inch, Killorgin con il suo ponte scenografico e  da ultimo Glebeigh. Lungo il ring ci si imbatterà peraltro anche in  Cahersiveen, il paese natale di  Daniel ‘O Connell. Il paese più sorprendente in assoluto è però Portmagee, grazie al suo porticciolo e alla Valencia island, un isolotto collegato alla terraferma da lungo ponte proiettato sull’oceano. Eppoi ci sono le splendide scogliere di Kerry ( cliffs of Kerry), non famose come quelle di Moher ma altrettanto belle perché consentono peraltro di ammirare le isole Skelling, l’isola di Puffin e lo stesso isolotto di Valencia.

Proseguendo lungo il ring altro punto di interesse è sul lungomare di Waterville, dove ha soggiornato a lungo anche Charlie Chaplin. Non fatevi però troppo distrarre troppo da Waterville che, per quanto bello, precede solo lo splendido panorama che permette di ammirare degli splendidi isolotti dall’alto. Dopodiché a Caherdaniel il mare diventa di verde smeraldo, fatto inusuale per l’oceano atlantico. Infine, fino a Kenmare, si trovano innumerevoli pascoli e il panorama di fa quasi “alpino”.

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  • Giorno 6, Scogliere di Moher, Doolin e isole Aran

E’ arrivato il momento di cambiare contea e spostarsi di 250 km circa fino al Clare. Lungo il percorso si passerà nei pressi di Limerick, ma non vi consiglio di fermarvi. Si tratta di una città fluviale che pure ha qualcosa di interessante, ma che rischia di far saltare le tempistiche. A meritare la sosta sono, invece, le scogliere più fotografate d’Irlanda, le cliffs of Moher. Ciò che sorprende è che la strada costiera all’improvviso sale seguendo il profilo roccioso per poi regalare alla vista uno degli spettacoli più belli della natura. Colpisce in particolare la violenza con cui l’oceano si infrange sulle scogliere, alte quasi 200 metri, e lascia quest’ultime ad osservare imperturbabili.

Pochi km e si arriva a Doolin, in cui consiglio di pernottare e imbarcarsi subito per le isole Aran. Doolin, in particolare, è un villaggetto minuscolo famoso per essere ritrovo per gli appassionati di musica tradizionale irlandese. Infatti ogni sera entrambi i due pub dei paese sono allietati con musica dal vivo e balli.

La vera attrazione della giornata però – oltre alle cliffs of Moher – sono tuttavia le isole Aran, 8 isole che si trovano posizionate in fila proprio di fronte a Doolin. Esse rappresentano l’archetipo della vita dura, dove l’inclemenza degli agenti atmosferici ha reso eroica la resistenza dell’uomo. Tanto è vero che qui nel 1934 Robert Flaherty ha realizzato un celebre documentario intitolato “l’uomo di Aran” per evidenziare le difficoltà di vita dei pescatori che qui vivevano e io…nelle 2 volte in cui vi sono andato ho beccato la pioggia. Ciò premesso, quasi tutti i visitatori vanno a ragione su Inishmore, la maggiore delle isole Aran, dove troveranno un paesaggio brullo, ma affascinante in cui i muretti lungo il percorso sono intervallati da scogliere a picco sull’oceano. E’ strano per noi mediterranei trovarsi su un’isola e poi imbattersi in pecore, mucche e cavalli. Per girare l’isola – non essendoci automobili – è altamente consigliato noleggiare una bicicletta. Da visitare vi è sicuramente il Dun Aengus, un’antichissima fortezza dell’VIII sec. a.c., che regala uno dei più bei panorami dell’isola.

  • Giorno 7, Burren e Galway.

Il Burren è il tipico tavolato calcareo che caratterizza, per circa 300 km2 la Contea del Clare. Di esso si ha un assaggio anche a sud di Doolin, ma è a nord della stessa – lungo il litorale che porta a Galway – che raggiunge il suo climax. Trattasi di fatto di fenditure nella roccia, chiamate grikes, che formano quasi una pavimentazione naturale . Spesso queste fenditure arrivano fino al mare e danno la sensazione di essere abitate da spettri. Lungo il Burren vi sono poi diversi siti prestoirci, tra cui il l dolmen di Pulnabrone, il forte circolare in pietra di Cahercommaun e la Croce celtica di Kilenora.

Burren

Quanto a Galway basterà dire che è una città con una forte comunità studentesca che pullula di vita. Qui il fiume Corrib forma un canale in cui di pratica la pesca al salmone. Da visitare vi sono essenzialmente la  Lynch s’ Window e la Chiesa di San Nicholas dove Cristoforo Colombo sarebbe stato ispirato per la sua impresa.

Il punto di interesse principale è tuttavia shop street con high street, via che pullula di artisti di strada di ogni nazionalità che improvvisano spettacoli facendosi grande concorrenza tra loro. Da provare ci sono le tipiche ostriche…da accompagnare con la birra guinness.

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C) Cosa mangiare in Irlanda?

Dopo avervi illustrato questa proposta di itinerario di una settimana in Irlanda, merita di essere fatto qualche breve cenno in ordine al cibo irlandese. Cosa si mangia in Irlanda? Innanzitutto si beve. Tre le birre abbiamo la guinness, la beamish, la murphy, la porterhouse, la kilkenny, la caffrey, la carlow, la smithhwick‘. Abbiamo poi il bayles – che non ha bisogno di presentazioni – il whiskey Jameson e l’Irish coffee ( caffè con panna corretto al whisky).

Quanto al cibo partiamo dall’irish stew, il vero principe della gastronomia irlandese. Trattasi di uno stufato, preparato a fuoco lento, con carne di montone o agnello da servire con patate e cipolle. Non manca, inoltre, il manzo speziato e il salmone. Abbiamo poi il Dublin Coddle (cioè salsiccia di maiale con bacon e patate,) il boxty potato ( cioè pancake con patate), il colcannon ( patate con verza). In ultimo abbiamo la fish pie, il pesce in crosta di patate lessate. Per colazione poi abbiamo l’Irish breakfast con in particolare uova, bacon e salsiccia. Tra i dolci la guinness cake al cioccolato e birra, l’Irish cream choccolate mousse cake, il pudding di riso al cocco e mango, la torta al limone.

D) Come arrivare in Irlanda e come muoversi.

E’ bene sapere che in Irlanda ci sono 3 aeroporti internazionali geograficamente equamente distribuiti, e cioè a Dublino, Shannon e Cork. La compagnia nazionale è l’Aer Lingus, mentre la ryanair – che pure è irlandese – è la principale low cost europea. La rete ferroviaria esiste, ma collega solo le principali città. Allo stesso modo la rete di autobus è piuttosto carente. Siccome l’Irlanda è costituita perlopiù da piccoli villaggi, si consiglia caldamente di noleggiare una macchina.

7 commenti

  1. 2 anni fa, 2 settimane in Irlanda.
    Girata in lungo ed in largo.
    Una vacanza straordinaria, la più bella della mia vita per distacco.

    Molte di queste foto le ho fatte anch’io, che ricordi Narra!

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      • Trinity College: la prima simile, la 2° praticamente identica anche se con una prospettiva leggermente diversa, ma di poco
        Temple bar: praticamente identica
        Ha’panny bridge: io l’ho scattata di giorno
        Killarney national park: ne ho una praticamente identica, ma orizzontale
        La foto con il bacino e le mucche: non ricordo il nome del luogo, ma lungo la strada ho fatto anch’io una foto al panorama molto simile
        cliffs of Moher: e chi non l’ha fatta?
        Inishmore?: eccomi!

        E comunque i luoghi che hai citato, foto o meno, li ho visti anch’io… e molti altri.

        Come ti dicevo, una vacanza stra-meravigliosa.

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