Trattoria Rispoli a Pogerola

  • Trattoria Rispoli, Pogerola.

Mi hanno chiesto di scrivere una recensione sull’osteria Rispoli a Pogerola ed è giusto che non mi faccia attendere troppo.

E ciò sebbene non manchino bloggers più o meno affermati che già hanno provveduto a decantare l’eccezionalità del luogo.

Il perché l’ho capito immediatamente anche io, appena arrivato nel vicolo che porta alla trattoria, allorché d’istinto ho sbirciato nella cucina e sono stato perentoriamente redarguito dalla signora Enza con un secco “che vuò ” accompagnato da un eloquente gesto della mano scaccia-ficcanaso. Preso così atto della mia indelicata invadenza, mi sono accomodato al tavolo con estrema mestizia e ho fatto dunque la conoscenza di Maria, altra componente della famiglia Rispoli che si occupa del servizio e che mi ha impartito il secondo rimprovero della serata: le forchette, salvo eccezioni, non si cambiano.

Non pensiate però che il clima sia severo, all’osteria Rispoli gli ingredienti per una serata goliardica ci sono tutti, soprattutto se vengono fritti.

Cosa si mangia? Il menù viene declinato a voce con estrema sicurezza: tanto non cambia mai. Tra gli antipasti ci sono cotolette di melanzane, crocché, alici fritte e parmigiane di melanzane.


E già tutto questo regala un arlecchino di sapori che fa scalare immediatamente la piramide dei grassi saturi. Il climax però è ben lungi dall’essere raggiunto. È infatti coi primi che, secondo me, la signora Enza dà il massimo. Io, più in particolare, ho provato una genovese old style coi pezzettoni di carne e degli scialatielli fatti in casa con le vongole. Buoni come si fa tuttora nelle migliori case amalfitane. Come secondo è bastata una frittura di paranza (un’altra frittura? Pura follia a pensarci bene, ndr) accompagnata da due zucchine alla scapece ( dunque anch’esse fritte) per poi concludere con un dolcino e- per i più volenterosi – con un digestivo. Puro godimento fino alle 23.05, allorquando la signora Enza ha abbandonato definitivamente la postazione in cucina per passare tra i tavoli ancora occupati e invitare così tutti gli astanti ad andare a dormire (più precisamente ad andarsi a cuccà ) per l’ora tarda.

Si è così conclusa la mia esperienza in questo localino in cui i fronzoli sono stati davvero del tutto aboliti per regalare morbidezza e leggiadria esclusivamente al mio pancino, nonché conseguentemente per lasciare intonsa la mia scorza da duro.

Il tutto per circa 25 euro a persona, una manna per i kamikaze dell’alimentazione che ad Amalfi hanno vita dura.
Dunque, cosa mi è piaciuto di più della osteria Rispoli a Pogerola? No, non vi farò il pippone alla Pignataro (bòno quello…) sulla filosofia che c’è alla base di un locale in attività dal 1947.
La verità è che non c’è alcuna filosofia. Si mangia piuttosto bene a prezzi ottimi e senza convenevoli. Per questo motivo ciò che mi è piaciuto di più è la temperanza, cioè la misura con cui alla trattoria Rispoli sanno dispensare piaceri corporei, mentre contestualmente ti trattano a pesci in faccia se non riesci a calarti nel contesto.

Perché, sia chiaro, in tale ultima ipotesi, la colpa è solo del convitato. Come nel caso di quel turista che osò chiedere un cappuccino a fine pasto e ne ricavo’ un invito in malo modo ad andarsene al bar.

Ché, se ci pensate, tutto ciò in costiera amalfitana – dove ti intortano sottilmente – costituisce un unicum.
Insomma, andateci e ne uscirete fritti e contenti.

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