Pietro al Pantheon

  • Recensione su Pietro al Panthen

Trovare un ristorante non turistico nel cuore di Roma risulta spesso una operazione più rognosa rispetto a chi cerca un ago in un pagliaio. Un food blogger che si rispetti deve, tuttavia, avere il coraggio di osare e – consapevole del fatto della difficoltà dell’operazione – il narrabondo con la trattoria Pietro al Pantheon ha provato a tirare fuori il coniglio dal cilindro. L’operazione, a dirla tutta, come verrà illustrato di qui a breve, non è riuscita pienamente, ma in ogni caso sia chiaro che – per chi si trova in zona – il locale in questione può risultare un’ancora di salvezza nel mare magnum del cibo precotto servito, assieme ai cappuccini a cena, nei tanti ritrovi per turisti presenti nel centro di Roma.

Da Pietro al Pantheon, un angolo della sala

Ciò premesso, Pietro al Pantheon è un piccolo scrigno dall’aria vissuta che si trova in una delle strade più turistiche di Roma ( siamo a via dei Pastini 125, esattamente a 280 metri dal Pantheon). Benché disponga di pochi tavolini all’esterno, è all’interno che offre il meglio di sé se si considerano i tanti oggetti storici esposti che rendono l’atmosfera calda e accogliente. Non è un locale adatto ai grandi gruppi ( gli spazi sono quelli che sono), ma un bel punto a favore è costituito dal servizio informale e tipicamente romano.

Il menù contempla tutti i piatti della tradizione, ma non aspettatevi però gli effetti speciali. Gli antipasti, invero, sono per chi scrive apparsi tutto sommato deludenti, a cominciare dai fiori di zucca con ripieno di alici e mozzarella. Suvvià, sul punto si poteva fare molto di più sia per la frittura spenta che per il ripieno scarno. Di contro più soddisfacenti sono state le bruschette miste, ma stiamo pur sempre parlando di bruschette…

Il giudizio, per questo motivo, risulta più positivo con riguardo ai primi. In particolare, se i tonnarelli alla gricia sono risultati essere semplicemente passabili, è con i bombolotti alla coda che si è avuta piena soddisfazione grazie ad un sugo “stretto stretto” che regala ottime sensazioni nel momento in cui è accompagnato ad un altrettanto ottimo vino. Forse – vista la tipologia del locale – delle porzioni più abbondanti sarebbero gradite.

Con i secondi – per chi vuole – si resta in ogni caso a Roma: abbacchio, coda alla vaccinara, saltimbocca.

Nella specie è tutto molto bello, ma purtroppo comunque non si balla.

Insomma, se vogliamo essere diretti, da Pietro al Pantheon il pasto va liscio, ma purtroppo non si vola. Non si può di certo affermare che si mangi male, ma qualche guizzo in più avrebbe regalato sorrisi ben più larghi. Si tratta, in definitiva, di una buona trattoria con ottimi prezzi ( la spesa media è di circa 25 euro) situata nel centro di Roma: da andarci se si vuole spendere poco mangiando tutto sommato decentemente e se non si hanno valide alternative.

Recensione su Pietro al Pantheon, scheda di sintesi.

  • Si trova in via dei Pastini n. 125 nei pressi del Pantheon.
  • Atmosfera informale
  • Buoni i primi, meno gli antipasti
  • Prezzi ottimi in una delle strade più turistiche di Roma
  • Consigliato se non si hanno pretese altissime e se non si hanno alternative valide.

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