Prego per Noelia

Noelia Castillo Ramos aveva 25 anni.
Non era una malata terminale, ma era affetta da depressione per via di vicissitudini terribili: pochi anni prima era stata violentata ed era rimasta paraplegica dopo aver tentato il suicidio.
Vedere il video in cui lucidamente annunciava di aver fatto l’ultima passeggiata con la madre e di essere in attesa di essere sottoposta ad eutanasia mi ha profondamente turbato.
Il padre ha tentato in tutti i modi di opporsi e la madre oggi è diventata un’attivista che invoca l’abrogazione della legge – voluta da un governo, fortemente contestato, attualmente travolto dagli scandali – che in Spagna consente addirittura la c.d. “eutanasia attiva”.
Il tema, invero, è di stretta attualità anche in Italia e vien da chiedersi: può uno stato uccidere una persona depressa? Al sistema sanitario nazionale economicamente conviene più curare o liberarsi dei malati?

Io, nel dubbio, davanti all’avanzare dei giacobini e degli illuminati che cianciano di progresso, mi schiero a prescindere con il Cardinale Ruffo, i lazzaroni, i masnadieri e, soprattutto, con i Sanfedisti.

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