Oggi è 7 ottobre e ricorre l’anniversario di un evento che dovrebbe essere celebrato e scolpito nella memoria di ciascun europeo.
Ricorre, infatti, l’anniversario della battaglia di Lepanto del 1571, allorquando la Lega Santa – che riuniva le forze del Regno di Napoli, della Repubblica di Venezia e di Genova, dello Stato Pontificio, dell’Impero spagnolo, dei Cavalieri di Malta e del Granducato di Toscana – riuscì a prevalere sugli ottomani.
Circa 100 anni prima gli ottomani avevano espugnato Otranto, profanato la Cattedrale, ucciso il vescovo e decapitato gli 800 superstiti perché si erano tutti rifiutati di abiurare la fede cristiana. Si pensava che fossero invincibili.
Fu uno dei momenti più tragici per la storia dell’Occidente, ma fu proprio da una città ferita che iniziò la riscossa e, subito dopo, nel 1492 i Re Cattolici – Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia – ultimarono la “reconquista” del Regno di Granada.
La Reconquista era iniziata con Pelayo nel secolo VIII, proseguita con El Cid Campeador nel secolo XI e, appunto, ultimata con i sovrani passati alla storia come Re Cattolici e scopritori del nuovo continente.
Prima dello scontro di Lepanto, Papa Pio V in persona volle benedire lo stendardo della Lega con un crocifisso sormontato dal motto “In hoc signo vinces” oltre ad una Madonna del Rosario che proprio oggi viene celebrata.
Della vittoria fu proprio il Papa ad esserne sicuro.
Ebbe, infatti, una visione e fece, per tale motivo, suonare le campane di Roma a mezzogiorno esatto.
È, dunque, anche a Lepanto che deve andare il nostro pensiero quando le sentiamo anche perché – se Hamas ha attaccato di nuovo nell’anniversario di questo avvenimento – è solo perché non ha ancora digerito la sconfitta.
Non nobis Domine.
Non nobis sed nomini tuo da gloriam