FACCIA GIALLA HA FATTO IL MIRACOLO.

Stamattina, per la prima volta in vita mia, ho avuto l’occasione di assistere al miracolo di San Gennaro.

E’ stato emozionante e allo stesso tempo estremamente divertente per la presenza dell’umanità più varia.
Lungo i decumani c’erano molti spettacolini con musica e pulcinella in maschera che illustravano la vita del Santo e i turisti non sapevano più cosa fotografare per le meraviglie che gli facevano brillare gli occhi.

Cio’ premesso, con questo Santo il popolo napolitano ha sempre avuto un rapporto di confidenza tale da rivolgersi allo stesso anche con epiteti offensivi. Uno di questi è “Faccia Gialla” per il colorito che sembra avere una delle statue che lo rappresentano.
Tanto più ove si consideri che il Duomo di Napoli e’ l’unico edificio di culto al mondo la cui proprieta’ e’ in condominio tra tre soggetti giuridici distinti: la Chiesa, il Comune di Napoli e una congregazione in rappresentanza del popolo napolitano che, quando il Duomo era in costruzione, volle finanziare direttamente il progetto della cappella del tesoro di San Gennaro.

Per questo motivo il popolo napolitano pretende che il Patrono proceda a sciogliere velocemente il proprio sangue e spesso, quando tarda piu’ del dovuto, lo apostrofa malamente.

D’altra parte il Santo non si è quasi mai fatto attendere se non in occasione di eventi drammatici per la città: la peste del 1600 e l’unità d’italia.
Mai San Gennaro ha sciolto il suo sangue in presenza di un Savoia:
ne’ nel 1861, né nel 187O, nè nel 1931.
Forse era memore della circostanza che, nel 1799, fu accusato di aver reso possibile l’invasione francese e conseguentemente venne sostituito per sei mesi da Sant’Antonio nella qualità di patrono.

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Pubblicato da narrabondo

A volte viaggio, altre volte mangio. Di solito respiro. Da quando ho percorso il cammino di Santiago per la prima volta, ho deciso che il mondo è più bello se visto a piedi. Se visito una città, raramente prendo un autobus o una metropolitana. La trovo una perdita di tempo che impedisce di godere appieno del viaggio. Sono nato a Napoli e, anche se ormai vivo lontano, continuo ad amarla profondamente. Conosco la Spagna come le mie tasche, ma continuo a trovare sempre una scusa per tornarci e viverla. Ciò nonostante ogni tanto però fingo di interessarmi a qualche altro paese e ne scrivo. Scrivo pure di roba da mangiare e ristoranti, ma è solo una scusa per giustificare la mia pancia.

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