Viaggio in Belgio e Olanda. Due riflessioni a caldo.

Come tutti i popoli del nord, sia i belgi che gli olandesi sono fissati per le regole in maniera quasi ottusa e – almeno a prima vista – potrebbero apparire antipatici. Invece, in genere, ho incontrato quasi sempre persone gentili e disponibili ad aiutare il singolo viaggiatore. Entrambi i paesi sono piuttosto cari (Bruxelles molto di più!), soprattutto per quanto riguarda i trasporti (treni, autobus, metropolitane), ma è anche vero che offrono dei collegamenti perfetti che permettono di girare senza alcun affanno.

Bruxelles, più in particolare, di giorno è una città molto elegante e sobria, mentre di notte si è rivelata essere la città più pericolosa in cui sia mai stato dando di sé una percezione di criminalità diffusissima evidente anche al viaggiatore più distratto.  Fuori dal centro è assolutamente sconsigliabile andare fuori dal centro, passare per le stazioni ferroviarie o prendere la metro.

D’altro canto Bruges è una cittadina graziosa quanto farlocca curata inseguendo i canoni di bellezza amati dal  turista anglofono. Per questo motivo mi è piaciuto molto di più visitare Gand (o Gent, che dir si voglia) scoprendo una città viva, dinamica e assolutamente spettacolare di sera per l’ambiente che regala.  Ho altresì scoperto che il Belgio non  è una Francia minore, ma che la cultura fiamminga costituisce  un mondo a sé molto più vicino all’Olanda che al resto del Belgio.

Ciò premesso, mi ha deluso la qualità del cibo: oltre alle patatine e alla cioccolata, non ho trovato ristoranti o locali che offrissero qualcosa che valesse la pena provare. Mi sono, infatti, guardato bene dall’andare a mangiare nei ristoranti turistici dove ti offrono i menù da € 10 e non sai mai cosa mangi. A Bruxelles è tipico mangiare le cozze, ma io ho preferito non fidarmi.

E l’Olanda? L’Olanda è un paese che ho sempre voluto evitare per mille pregiudizi etici. Lo squallore di certe idee da loro applicate, mi fanno rabbrividire, ma è anche vero che apprezzo molto il modo in cui sanno essere dinamici nel produrre e nel costruire. L’aeroporto di Amsterdam è impressionante, così come sono impressionanti le sue strade e i suoi palazzi per la loro grandezza. Qui è impossibile non rimanere colpiti dalla quantità di persone – a piedi, in bici, in motorino e tram – che ci sono in giro.

Persino Rotterdam mi è molto piaciuta per la sua modernità e per i suoi palazzi futuristici. Sennonché è anche vero che ho visto un’eccessiva presenza di extracomunitari e non sono riuscito a trovare un solo ristorante olandese, ma solo cinesi, vietnamiti, argentini e italiani. E’ un caso? No, significa che l’Olanda – seguendo il motto del “proibito proibire” – ha perso per sempre la sua anima.

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Pubblicato da narrabondo

A volte viaggio, altre volte mangio. Di solito respiro. Da quando ho percorso il cammino di Santiago per la prima volta, ho deciso che il mondo è più bello se visto a piedi. Se visito una città, raramente prendo un autobus o una metropolitana. La trovo una perdita di tempo che impedisce di godere appieno del viaggio. Sono nato a Napoli e, anche se ormai vivo lontano, continuo ad amarla profondamente. Conosco la Spagna come le mie tasche, ma continuo a trovare sempre una scusa per tornarci e viverla. Ciò nonostante ogni tanto però fingo di interessarmi a qualche altro paese e ne scrivo. Scrivo pure di roba da mangiare e ristoranti, ma è solo una scusa per giustificare la mia pancia.

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