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  • SEMPRE AVANTI!

Anche questa mattina usciamo prima dell’alba, ma sbagliamo subito strada portandoci dietro  un gruppo di Vigo che ci stava seguendo.

Di questo gruppo fa parte anche Luis, un personaggio letterario che ama la vita comoda e non capisce chi ha fretta di arrivare alla meta. Non so per quale motivo, ma ad un certo inizia a parlarmi della sua passione per le crociere e del suo sogno di rimanere sulla nave quando tutti gli altri passeggeri sbarcano per visitare una città.  Il suo è l’elogio della pigrizia fine a se stessa e rappresenta la negazione di chi si alza la mattina presto per trascorrere le sue vacanze camminando. Pilar, invece, ha fatto amicizia con una signora ungherese che parla italiano . Le salite, intanto, proseguono dolcemente fino a Ribadiso da Baixo dove osserviamo il bel fiumiciattolo che scorre accanto all’albergue municipale.

Minaccia di piovere, ma non piove. Per un camminatore è il clima perfetto.

Una volta arrivati ad Arzua incontriamo anche due suore che ci appongono un altro timbro sulla credenziale.  Una è antipatica, l’altra invece molto gioviale. Quella gioviale è indiana, l’altra è italiana. Nel proseguire,  Pilar purtroppo va di nuovo in difficoltà  e finisce per rimanere indietro. Per questo l’aspetto al bivio che da una parte conduce a Santa Irene e dall’altra ad Arca do Pino o Pedrouzo.  Gli ultimi chilometri, per questo motivo, sono più lenti del previsto: quando arriviamo a destinazione, l’albergue municipal si è appena riempito.DSC04816.JPG

 

Siamo disperati, ma  l’hospitalera – mossa a compassione –  si alza, prende un paio di chiavi ed esclama: “non si potrebbe, ma aprirò la stanza riservata alle persone malate”
Et etcccccciù!

Anche stasera avremo un posto per dormire, ma prima è meglio andare alla messa per ringraziare.

Matrimonio a Santiago de Compostela

Sarria – Portomarin – tappa 1

Portomarin – Melide – tappa n. 2

Melide – O Pedrouzo – tappa n. 3

Pedrouzo – Santiago , tappa 4

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Pubblicato da narrabondo

A volte viaggio, altre volte mangio. Di solito respiro. Da quando ho percorso il cammino di Santiago per la prima volta, ho deciso che il mondo è più bello se visto a piedi. Se visito una città, raramente prendo un autobus o una metropolitana. La trovo una perdita di tempo che impedisce di godere appieno del viaggio. Sono nato a Napoli e, anche se ormai vivo lontano, continuo ad amarla profondamente. Conosco la Spagna come le mie tasche, ma continuo a trovare sempre una scusa per tornarci e viverla. Ciò nonostante ogni tanto però fingo di interessarmi a qualche altro paese e ne scrivo. Scrivo pure di roba da mangiare e ristoranti, ma è solo una scusa per giustificare la mia pancia.

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