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Sarò  sincero, quando sono arrivato a Nola, ero  davvero scocciato.

Avei voluto fare immediatamente quello che dovevo fare e andarmene via senza troppi fronzoli, ma ero arrivato in anticipo, erano le 14.00 e dovevo pur mettere qualcosa sotto i denti.

Così mi sono messo subito alla ricerca di un posticino come piace a me e ho adocchiato “Genuino”.

Appena vi sono entrato, mi sono “arricreato”

Le sedie colorate, la luminosità degli ambienti e la fantasia dell’arredamento mi ha subito indotto a pensare di aver fatto la scelta giusta. E’ evidentemente un locale moderno e aperto da non troppi anni, ma accogliente quanto basta. Mi sono così messo ad un tavolo vicino al forno e ho studiato il menù, sbirciando ogni tanto anche le pizze che venivano sfornate.

Su un tavolino, poco lontano, erano in bella vista anche verdure varie, ma le pizze che avevo adocchiato erano troppo invitanti per essere ignorate. Così ho finito per cedere alla tentazione e ne ho ordinata una anche io.

Ne volevo una inguacchiosa a dire il vero e così ho preso quella più pesante: porchetta di ariccia, melanzane sott’olio e fior di latte.

Invece mi è arrivato un capolavoro davanti al quale è stato difficile non emozionarsi.

genuino2.jpg

 

Ogni morso è stato una esplosione di sapori.

Che bello mangiare una pizza senza “quei canotti” super-artificiali che si portano ora e coi sapori perfettamente equilibrati: soffice, stesa ed alta quanto basta, con ingredienti perfettamente dosati e umile.

Già umile. Come può una pizza essere umile?
E’ una pizza è umile quando non è  né pretenziosa né presuntuosa, ma semplicemente buona. Non vuole farsi pubblicità con una fotografia, ma vuole rendere una pancia felice.

Aaaah, che soddisfazione!

Quando l’ho finita,  ero davvero dispiaciuto.

Perché le cose belle finiscono sempre così presto?

Così mi sono rincuorato con un  dolcino, dopodiché ho pagato ( il giusto!), mi sono alzato e mi son segnato l’indirizzo: Via Saviano 50, Nola

Andateci.

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Pubblicato da narrabondo

A volte viaggio, altre volte mangio. Di solito respiro. Da quando ho percorso il cammino di Santiago per la prima volta, ho deciso che il mondo è più bello se visto a piedi. Se visito una città, raramente prendo un autobus o una metropolitana. La trovo una perdita di tempo che impedisce di godere appieno del viaggio. Sono nato a Napoli e, anche se ormai vivo lontano, continuo ad amarla profondamente. Conosco la Spagna come le mie tasche, ma continuo a trovare sempre una scusa per tornarci e viverla. Ciò nonostante ogni tanto però fingo di interessarmi a qualche altro paese e ne scrivo. Scrivo pure di roba da mangiare e ristoranti, ma è solo una scusa per giustificare la mia pancia.

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2 commenti

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  1. I piatti “umili”, ma buoni, mi fanno pensare a quelli dei nostri nonni. Questi sono i piatti migliori, non quelli strombazzati o che danno molto alla vista e poco al palato.

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