Dove mangiare a Napoli

Recensione: ‘A Figlia d’o Marenaro è… esagerata.

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I crudi di pesce con tartufi, gamberi e scampi

Andare dalla figlia d”o marenaro per me è stata una esperienza scioccante.

Mi ha dato  quasi la sensazione  di aver mangiato pesce per la prima volta in vita mia.

La qualità e la varietà dei prodotti che questo locale propone è infatti davvero impressionante e inedita anche per chi è cresciuto con il mare davanti agli occhi.

 

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La mitica  zuppa di cozze

E, invero, basta fare un giro rapido del locale –  e magari sbirciare all’interno delle cucine a vista o del bancone con il pesce in esposizione  –  per rendersi conto di essere entrati a contatto con  una spettacolare macchina da guerra in cui il personale è in grado di servire centinaia di commensali senza sbagliare quasi mai un colpo.

Il punto forte della ditta è, quasi inutile dirlo, la zuppa di cozze napoletana  con polpo e crostini.  Io, per non farmi mancare nulla, ho però provato anche la impepata, piatto con cui si riesce ad apprezzare ancora di più anche la qualità eccezionale delle cozze, e una bella frittura di paranza mista.

Dopodiché – assieme alla  combriccola costituita da Antonio e d  Alberto – mi sono potuto cimentare con i crudi di pesce: ostriche, tartufi di mare, scampi e gamberi rossi.

Squisitezze presentate in maniera molto scenografica che, accompagnate da un buon vino bianco,  mi hanno fatto andare in estasi.

Infine,  volendo provare qualcosa di cucinato, mi sono arricreato con le linguine all’astice. Era da tempo che non le provavo e devo confessare che anche qui sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla capacità con cui in cucina hanno saputo valorizzare i sapori.

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Paccheri con l’astice

Per il resto non voglio spendere ulteriori parole per elencare i piatti, anche perché sono minuziosamente indicati sul sito del ristorante ed è lì che rimando i curiosi.

Voglio però dedicare due parole all’atmosfera che si respira in questo locale, un’atmosfera scanzonata e allegra, degna del contesto di via Foria, in cui si viene allietati dalla posteggia e i camerieri, pur giostrandosi tra mille tavoli, riescono anche ad essere sereni.

Per concludere, quindi, non si può  non fare un elogio alla signora Assunta  – la proprietaria che, come una celebrità, si aggira tra i commensali  – per essere riuscita a creare tutto ciò.

Il suo locale, infatti, rientra a pieno titolo tra i migliori ristoranti di Napoli per la qualità dei prodotti offerti senza però rinunciare ad una certa “veracità” che il contesto richiede.

E, dunque, a dispetto della celebre frase che viene ripetuta come un mantra dallo stesso personale per scacciare le  ciucciuettole (  “e quando volete parlare male della Figlia d”o Marenaro, mi raccomando…esagerate!”), bisogna ammettere che a riuscire a parlare male della Figlia d”o Marenaro è veramente difficile.

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