Trekking, il corno grande del Gran Sasso .

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  • Il Gran Sasso, una location cinematografica

Il Gran Sasso per noi terroni appassionati di montagna è sicuramente una delle vette più agognate in assoluto. Per chi scrive lo è in particolare per un motivo principale: a Campo Imperatore sono stati girati “Lo chiamano Trinità”  e il sequel “Continuavano a chiamarlo Trinità”, dunque  andarvi è un’occasione per rivedere i luoghi e soprattutto i panorami che hanno reso celebri   Bud Spencer e Terence Hill con il western comico. Vi sono altresì altri film girati nel comprensorio del massiccio più importante degli appennini: Ladyhawke, il nome della rosa, il deserto dei tartari.

  • Il Gran Sasso nella storia

Il Gran Sasso, tuttavia, è famoso nella storia del ‘900 perché qui,  presso l’Albergo Hotel Campo imperatore, venne imprigionato Benito Mussolini fino a quando venne virilmente liberato dai tedeschi con l’operazione denominata le Querce. In proposito lo stesso Mussolini scrisse:

«Racconti di fughe e liberazioni, drammatiche, romantiche, talvolta fantastiche, si possono trovare nella storia, ad ogni epoca e per ogni popolo, ma la mia fuga dalla prigione del Gran Sasso anche oggi appare come la più audace, la più romantica di tutte e, nello stesso tempo, la più moderna come metodo e stile.»
(Mussolini “Storia di un anno”)
  • Il Gran Sasso e la scienza

Vi è poi un terzo aspetto che voglio evidenziare: sul Gran Sasso hanno sede i laboratori di ricerca che furono protagonisti dell’incommensurabile figuraccia del ministro Mariastella Gelmini che ritenne esserci un tunnel tra il Gran Sasso e il Cern di Ginevra ( l’italia repubblicana con i ministri dell’istruzione spesso non è stata molto fortunata!).dav

  • Il Gran Sasso e il cibo

Per i mangioni – e la montagna induce sempre a mangiare – una gita sul Gran Sasso è poi soprattutto l’occasione per dilettarsi coi funghi, formaggi, risotti allo zafferano e soprattutto con gli arrosticini .

  • Organizzare una escursione sul Gran Sasso

Non voglio però dilungarmi sul punto oltremodo per focalizzarmi su ciò che mi preme descrivere in questo articolo:  l’organizzazione di una escursione sul Gran Sasso. Ci sono diversi siti che già lo fanno, ma ho notato essere troppo evanescenti quando si tratta di fornire informazioni specifiche per organizzarsi all’atto pratico.

Di seguito, con questo articolo, proverò dunque a rispondere alle seguenti domande: 1) quando  andare sul Gran Sasso?; 2) Come raggiungere il Gran Sasso?; 3) Quanto tempo ci vuole per scalare il Gran Sasso?; 4)  Qual è la difficoltà per scalare il Gran Sasso?; 5) Dove pernottare prima di scalare il Gran Sasso?; 6) Da dove è meglio partire e qual è il percorso migliore per scalare il Gran Sasso?; 6) I rifugi del Gran Sasso sono aperti?dav

Per rispondere a queste domande – sappiate che proverò a farlo in maniera molto schematica  – preliminarmente ritengo opportuno soffermarmi brevemente su quello che è il comprensorio del Gran Sasso.

  • Descrizione del Gran Sasso

Il Gran Sasso, in particolare, è il più imponente massiccio degli appennini continentali grazie ad un perimetro di 130 km  circa. Si trova al confine tra le province di Pescara, Teramo e soprattutto L’Aquila, nel cui territorio si evidenziano le cime maggiori: il Corno Grande con le 4 vette che raggiungono 2903, 2893, 2875 e 2891 metri, nonché il  Corno Piccolo  che misura 2655 metri.dav

Il territorio poi si caratterizza per una conformazione a dossi e soprattutto nella zona di campo imperatore in pascoli sterminati.  In realtà i paesaggi che presenta sono molto eterogenei, evidenziando un territorio erboso sul versante aquilano e più aspro e roccioso su quello teramano.

  • Quando andare sul Gran Sasso ?

Per organizzare il classico trekking verso una delle citate vette bisogna attendere la bella stagione. Altrimenti le condizioni sono davvero proibitive! Il periodo di riferimento per scalare il Gran Sasso è pertanto rigorosamente fine maggio –  fine settembre. Il 30 settembre è infatti la data limite. Dopodiché, con ottobre, arriveranno le prime nevicate, la nebbia e il vento.

  • Come raggiungere il Gran Sasso, quanto tempo ci vuole per scalarlo e che difficoltà crea ?

Per organizzare una escursione sul Gran Sasso il punto di partenza ideale è costituito da Fonte Cerreto. Da qui infatti è possibile giungere all’altipiano Campo Imperatore, situato a circa 2000 metri, sia in macchina sia attraverso un sentiero o la funivia.img_20191005_103205.jpg

In macchina ci vogliono circa 40 minuti e il percorso appare molto panoramico. Quanto al  sentiero va  detto che il percorso da Fonte Cerreto a Campo Imperatore è di circa 11 km ed ha sua difficoltà. Non è panoramicissimo, ma regala lo “sfizio” di conquistare tutta la montagna con le proprie forze. In alternativa è possibile fruire della funivia che, con 8 euro a tratta e in meno di 10 minuti, permette di concludere il percorso.

  • Descrizione del percorso

Esaudite le domande preliminari, passo alla descrizione del trekking ( che è quello che più interessa).  Il percorso non è difficile, ma ha una sua complessità soprattutto prima e dopo il Corno piccolo. Dall’altopiano di Campo Imperatore, punto di partenza da me considerato, calcolate 3 ore per salire al Corno Grande. Il primissimo tratto, quello che inizia dal laboratorio di ricerca, già potrebbe spezzare le gambe perché impone un bel dislivello, ma per fortuna dura poco. Dopodiché il trekking si trasforma in una lunga passeggiata  molto panoramica che permette di osservare le cime vicine e di dilettarsi a fare qualche deviazione verso qualche rifugio ( tra questi il rifugio Garibaldi). Il percorso tradizionale però impone di seguire il rifugio Duca degli Abruzzi per poi optare per le indicazioni verso il corno piccolo. sdr

Ci sono di fatto 3 vie principali da seguire: la via normale , le creste e la direttissima. Di queste solo la prima è adatta anche agli escursionisti meno esperti, le altre due – se non siete delle caprette – bisogna lasciarle stare almeno per salire ( da valutare è invece la discesa sulle creste). I sentieri in ogni caso sono sì ben segnalati, ma la loro visibilità dipende dalle condizioni meteorologiche: il rischio di perdere il sentiero c’è e bisogna stare attenti!

In ogni caso i tratti difficoltosi sono quelli che precedono e susseguono il Corno Piccolo. Arrivati in prossimità di quest’ultimo  avrete infatti superato quota 2600 e mancherà il tratto più impegnativo per via non già del dislivello, ma soprattutto a causa della stessa conformazione della roccia. Qui è essenziale non perdere il sentiero sulla via normale, altrimenti c’è il serio rischio di dover affrontare un dislivello di quasi 300 metri lungo guglie appuntite ( e non è bello!). Arrivati al Corno Grande sarà poi la Croce sita sulla cima a rendere entusiasmante il traguardo raggiunto.

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La croce del Corno Grande, foto presa da internet
  • Difficoltà trekking sul Gran Sasso:

non è un trekking facile, ma nemmeno difficile. Se siete mediamente allenati, diciamo che la via normale si fa. Bisogna però essere abituati a camminare almeno 6 – 7 ore. La conformazione del territorio rende poi la situazione meteorologica del tutto imprevedibile per via di giochi di corrente e differenze di temperature. La nebbia improvvisa può infatti  giocare brutti scherzi ed è un ostacolo cui va data la massima considerazione.

  • Gran Sasso: da soli o con un gruppi organizzati?

Il trekking può essere organizzato anche in autonomia da parte di semplici appassionati. In internet c’è tutto il materiale per partire sufficientemente informati. Ovviamente però chi offre trekking organizzati lo fa per mestiere ed è in grado di fornire un qualcosa in più sia in termini di supporto e informazione che come esperienza.

  • Dove pernottare sul Gran Sasso ?

Per comodità ho avuto l’occasione di pernottare  a Fonte Cerreto in una delle due strutture alberghiere ivi presenti. Col senno di poi non lo rifarei: sono infatti strutture ingiustificatamente  care per quello che offrono, per cui o è opportuno alloggiare nell’ostello dello  Zio direttamente a Campo Imperatore, o  in una località vicina più vivace. La stessa l’Aquila infatti non è distante, anzi è visibile dalla stessa Fonte Cerreto, e alloggiarvi non è affatto malaccio.

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