La Spagna vuole chiudere le frontiere fino a ottobre

  • Spagna, confini chiusi fino ad ottobre.

Lo scorso 11 aprile ho voluto dare la notizia che il governo spagnolo era orientato a chiudere i propri confini per tutta l’estate. La notizia, ricavabile dal decreto che dichiarava lo stato di allarme in Spagna ( ovviamente per il corona virus ) e dal dibattito politico in seno alle assemblee parlamentari relativamente all’estensione temporale del provvedimento, ha attirato molta curiosità.

Tra  i curiosi ci sono stati in particolare gli aficionados della vacanza ad Ibiza e qualche italiano residente in Spagna che, scendendo dal pero e ignari di ciò che sta accadendo, hanno sostenuto che avessi pubblicato una fake new.

Ebbene, è dunque a costoro che voglio dire che effettivamente sono stato impreciso. Il governo di Pedro Sanchez non vuole chiudere le frontiere – sia in entrata che in uscita – per tutta l’estate, ma vuole disporre tale misura addirittura sino ad ottobre; con ciò puntando dichiaratamente ad una stagione estiva più gestibile e più indirizzata ai turisti spagnoli.

Di seguito,  relativamente  alla volontà da parte del governo pagnolo di chiudere le frontiere – sia in entrata che in uscita –  fino ad ottobre si riporta l’articolo tradotto in italiano pubblicato dall’autorevole portale o abc   in data 29.04.2020  ( cliccando sul link potete ovviamente leggere l’articolo in originale.

  • La Spagna chiude

Il governo prevede che la chiusura delle frontiere durerà fino a ottobre

Le restrizioni sull’arrivo di turisti internazionali in Spagna dureranno fino a ottobre. È la previsione che il governo gestisce, che ieri ha approvato nel Consiglio dei ministri un calendario che mantiene le restrizioni alla mobilità e alla chiusura delle frontiere fino all’autunno

[…]

Come annunciato dalla ABC, il governo stava già lavorando all’inizio di aprile con un piano che prevedeva un’estate senza turismo straniero, con i confini chiusi in quel caso. Una misura a doppio binario sia per gli ingressi che per i passaggi in uscita. In sintesi l’idea delle autorità spagnole  è  nel periodo estivo nessuno possa lasciare il territorio nazionale, a meno che uno specifico certificato sanitario non lo consigli.

Il settore del turismo ha iniziato a ritenere impossibile l’arrivo di visitatori stranieri questa estate. Martedì scorso, la holding di proprietà di Iberia, IAG, ha dichiarato in una nota inviata al CNMV che si aspettava che la crisi durasse per anni. E nell’unione dei piloti Sepla contemplano che i voli non recuperano i livelli precrisi fino al 2023.


 

Il covid, dunque, lascia in ogni caso grossi strascichi sia sul piano economico che per quanto riguarda le occasioni di  svago.  E, invero, persino la Spagna, uno dei paesi più colpiti dal contagio, sarà infatti territorio off limits per un bel po’.

Della notizia per ora i media italiani non hanno ancora dato conto probabilmente per ragioni di opportunità, ma gli operatori del settore turismo hanno già avuto contezza della situazione e stanno cercando di riorganizzarsi puntato ad un turismo interno.

In particolare, per quanto riguarda il cammino di Santiago, si prospetta  in ipotesi una riapertura ovviamente riservata ai soli spagnoli per tutta l’estate. Sarà però necessario che gli albergues adottino tutte quelle regole precauzionali in tema di distanziamento

  • Aggiornamento dell’11.05.2020. La notizia è stata rilanciata anche da altri media.

Tra le fonti che hanno rilanciato la notizia:

Periodico de  Viajes  –  España abrirá fronteras hasta octubre por covid-19

El economista – El cierre de fronteras

Fronteras cerradas – ABc

COPE – Verano sin turistas

 

5 commenti

  1. La Spagna fa le proprie scelte, credo anche giuste per stimolare un turismo “interno” ai propri confini. Per certi versi non sarebbe male se lo facessimo anche noi, con l’obiettivo di far “riscoprire” l’Italia agli italiani.
    Abbiamo città, borghi, paesaggi meravigliosi… ma non li visitiamo, perché magari pensiamo ad Ibiza.

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    • Sì, questo è ciò che fa l’italiano medio. Io posso dirti che negli ultimi 3 anni ho riscoperto gran parte dell’Italia e per questo ne scriverò abbondantemente nei prossimi mesi. Chissà, magari diventeremo meno provinciali ed esterofili un giorno!

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