Itinerario in Val d’Orcia

  • Itinerario di 3 giorni in Val d’Orcia

Da tempo ho in mente di sviluppare una serie di itinerari in Toscana. E così, dopo  mia guida  su  cosa vedere a Firenze in 2 giorni,nonché il mio percorso  turistico del Chianti, ho deciso che è giunto il momento di  scrivere anche della val d’Elsa, dell’Argentario, della Maremma e della val d’Orcia. Comincerò proprio da quest’ultima, a dire il vero la mia preferita, immaginando di poter seguire un ideale itinerario in Val D’Orcia della durata di 3 giorni ( quindi realizzabile in un week end). Nello specifico si tratta di un territorio che – dopo qualche anno – ho riscoperto  recentemente a piedi grazie alla via francigena e  nel quale  ho provato emozioni molto forti sia per le indubbie bellezze paesaggistiche che offre sia per le persone che vi ho incontrato.  Attraversarlo infatti significa poter entrare in un quadro di Monet godendo dei colori di colline appena pennellate, orizzonti con rocche abbarbicate e località termali  che spuntano a valle quando la stanchezza lo richiede. La Val d’Orcia, del resto, è terra di vino,  cipressi, borghi da favola, città ideali, ma anche di storie che spesso si trasformano in miti. Come è nel caso di  Ghino di Tacco,  il brigante gentiluomo che sequestrava gli avventori di passaggio e  poi – a riscatto avvenuto – organizzava un banchetto in loro onore per lasciare un bel ricordo.

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Campagna attorno a San Quirico d’Orcia

C’è dunque più di un motivo se la val d’Orcia è stata dichiarata patrimonio dell’Unesco ed è considerata una destinazione ambita per quei turisti  che ricercano sì la qualità dei servizi, ma  contestualmente scelgono uno stile di vita inspirato al principio di less is more  ( meno è meglio).

In questo itinerario in val d’Orcia, nello specifico un itinerario in val d’Orcia di 3 giorni, tenterò per questo di proporvi con passione tutte le opportunità  che questa terra mette a disposizione con particolare riguardo a tre punti nodali: natura, cultura e gastronomia.

  • Dove si trova la val d’Orcia ?

Ciò premesso, prima di illustrarvi perché cosa vedere in val d’Orcia e di spiegarvi perché è una destinazione  tanto apprezzata, lasciate che vi spieghi dov’è la Val d’Orcia, visto che è normale confondersi con altre zone della Toscana. La val d’Orcia, infatti, ricomprende quel territorio che da Siena va verso Sud fino al confine con il Lazio, cui si collega storicamente grazie alla via Cassia. Si tratta dunque di un territorio che, per quanto non sia eccessivamente esteso,  è paesaggisticamente molto variegato perché va dal rosso acceso delle crete senesi fino al rosso più dolce dei vitigni, al verde dei  cipressi e al giallo oro dei campi di grano.

  • Itinerario in val d’Orcia  -Cosa vedere

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Siena, la celebre piazza del Campo

Per disegnare questo itinerario di 3 giorni  / weekend in val d’Orcia considererò Siena il mio punto di partenza e, più in particolare, la medievale porta romana, da cui passa l’antica via cassia che –  poco dopo  – consente di apprezzare immediatamente  i colori accesi, tra il grigio e l’azzurro, delle crete senesi, dove l’argilla presente nel terreno rende il paesaggio quasi lunare. Qui il paesaggio caratterizzato da cipressi, querce, villette e poderi viene interrotto da colline brulle dai profili ondulati e da boschi ambiti per il tartufo bianco, nonché  abitati da anatre e da scoiattoli.

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Un simpatico incontro in val d’Orcia

Itinerario di 3 giorni in val d’Orcia  da nord a sud – SINTESI:

  1. Primo giorno: Buonconvento, san Quirico d’Orcia, Pienza, Monticchiello, Castelmuzio e Ospitaletto
  2. Secondo giorno:  Montepulciano,  Montalcino, Abbazia Sant’Antimo
  3. Terzo Giorno: Bagni Vignoni,  Bagni San Filippo, Radicofani
  • Buonconvento

  • Cosa vedere in Val d’Orcia in 3 giorni

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Seguendo dunque il profilo crete senesi, il primo centro di interesse turistico di questo itinerario in val d’Orcia è sicuramente Buonconvento, che rientra tra i borghi più belli d’Italia e si presenta racchiuso all’interno di mura imperturbabili al trascorrere del tempo. Percorrendo via Soccini, dopo aver attraversato la porta d’ingresso al paese,  sarà possibile imbattersi nella Chiesa madre, nel Palazzo Comunale e nel Museo di Arte Sacra.  Più in particolare nel palazzo comunale sono tuttora conservati  25 stemmi dei rispettivi podestà che amministrarono Buonconvento nel XIII secolo. Come è intuibile, Buonconvento deriva dal latino Bonus Conventus, ovverosia luogo felice.e la sua fondazione risale al medioevo. Qui probabilmente fu avvelenato da un frate, durante la comunione, l’Imperatore Enrico VII di Lussemburgo.

Per maggiori dettagli storici: Pro loco Buonconvento

  • San Quirico d’Orcia

  • Cosa vedere in Val d’Orcia

La seconda tappa dell’itinerario in val d’Orcia è proprio San Quirico d’Orcia,   paese che rende omaggio  a San Quirico, bambino che – assieme alla madre Giulitta – fu martirizzato nel corso delle persecuzioni anticristiane  perpetrate dall’imperatore Diocleziano.

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Sbandieratori a San Quirico d’Orcia

A San Quirico siamo nel cuore della val d’Orcia – a metà tra Pienza e Montalcino – che, proprio qui, mostra i suoi tratti caratteristici più affascinanti in cui la vista viene ipnotizzata da colline ondulate che indicano dolcemente la strada da seguire. Nello specifico il paese, che non raggiunge i 3000 abitanti, è un piccolo scrigno che si trova a 410 metri sul livello del mare e io, che l’ho raggiunta a piedi, ho affrontato tutta la salita finale con la grinta del viandante distrutto che vede in San Quirico la meta per il suo ristoro.  Poco prima di arrivare, ho attraversato un lungo ponte da cui ho potuto ammirare i cipressi più famosi della Toscana i cuoi colori permettono di capire come mutano le stagioni.  Di questa esperienza, lungo la via francigena, ho voluto scriverne qui:  Da Ponte D’Arbia a San Quirico d’Orcia

Ho poi scoperto un borgo magnifico e festoso  che il  16 giugno celebra la sua festa patronale e che tutto il mese vede i suoi 4 quartieri ( Castello, Borgo,  Canneti e Prato) alternarsi nel predisporre tavoli all’aperto in cui chiunque è il benvenuto per mangiare.  A San Quirico, tra l’altro – sempre nella terza domenica di giugno – si festeggia la festa del Barbarossa in cui i medesimi 4 quartieri si sfidano in due gare con alfieri e arciere, nonché cortei storici.  La festa rievoca l’incontro tra Federico il barbarossa e i messi papali per discutere dell’incoronazione del Papa, ma più prosaicamente è l’occasione per tutto il paese per ritrovarsi.

All’ingresso nel paese  si nota subito la Collegiata, la chiesa romanica dedicata a San Quirico con elementi gotici e anche barocchi. Al lato vi è poi palazzo Chigi, attualmente sede della casa comunale e poi via Dante Alighieri, che permette di raggiungere agevolmente piazza della libertà, il luogo di ritrovo per antonomasia di questo piccolo paesino. Qui si si affaccia la Chiesa di San Francesco, nota anche con il nome di Chiesa della Madonna per via della statua in terracotta della Vergine opera di Andrea della Robbia.  Altra Chiesa di interesse per il suo stile romanico è poi la  Chiesa di Santa Maria Assunta con il suo portale che si fregia di sculture di animali. Infine, per concludere questo breve excursus su cosa vedere a San Quirico d’Orcia vanno citati gli elegantissimi  Horti Leonini,  giardino all’italiana cui si accede da piazza della Libertà o dalla Chiesa di Santa Maria Assunta.  Da vedere qui vi è soprattutto la statua di Cosimo III de’ Medici, nonché ciò che resta della medievale  Torre del Cassero.

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Permettetemi però di sottolineare ancora una volta la bellezza del panorama di cui si gode dalla collina di San Quirico. Un weekend in val d’Orcia è infatti sempre costellato da panorami mozzafiato. E’ proprio dalle mura che avvinghiano gli horti che è infatti possibile ammirare una vista che si estende dalle colline di Pienza e Montepulcino fino  al Monte Amiata.  Se ne avete la possibilità, raggiungete Pienza o Bagni Vignoni a piedi: sarà il mondo migliore per apprezzare cipressi, vecchi casolari, campi di grano alternati a colline verdissime e una vista che riconcilia con il mondo attraverso sentieri ben tenuti che scendono dalla collina di San Quirico. In particolare, lungo la strada panoramica che conduce a Pienza, è possibile fermarsi davanti alla cappella Vitaleta, una cappella schiacciata tra 4 cipressi da cui si sembra di poter toccare  Pienza.

Associazioni di S. Quirico D’Orcia

  • Pienza.

  • Cosa vedere in val d’Orcia in 3 giorni

Del resto è proprio Pienza la terza tappa del mio itinerario di 3 giorni in Val d’Orcia.  Il piccolo borgo in questione fa parte del patrimonio dell’Unesco e deve le sue fortuna a Papa Enea Silvio Piccolomini, che proprio qui nacque. Originariamente questo borgo infatti si chiamava Corsignano e mutò denominazione in Pienza proprio in onore del suo illustre cittadino che assunse il nome di Papa Pio II. 

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Il Papa, infatti, colpito dal degrado che caratterizzava  il suo paese natale, decise di far costruire una nuova città secondo i canoni ideali rinascimentali. I lavori – che durarono 4 anni circa – furono affidati a Bernardo Rossellino coadiuvato  dal    Leon Battista Alberti. Quello sulla città ideale è stato un dibattito teorico che nel rinascimento è sfociato nel tentativo di dare attuazione ai canoni di perfezione elaborati dalla filosofia, dall’arte e dall’architettura  per coniugarvi estetica e aspetti funzionali.  Pienza è sicuramente tra i centri in cui si è voluto sperimentare questo dibattito portando la ricerca per la perfezione geometrica all’estremo.  La sua piazza centrale rispetta la concezione medievale con la coesistenza degli edifici simbolo del potere religioso e civile, ma lo fa con delicati accorgimenti prospettici che – come ha raccontato Alberto Angela nella sua trasmissione “Meraviglie” – coinvolge anche i raggi del sole.  La piazza, infatti, è a forma di trapezio in modo da assecondare  convergenza prospettica delle linee verso l’orizzonte e indirizzare così la luce verso il Duomo. 

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La ricerca  di una complessiva armonia tramite moduli geometrici regolari permise dunque di creare una sinergia totale tra gli edifici e le vie su cui si affacciavano. E’ in particolare la piazza Pio II l’epicentro di questa sperimentazione innovativa con i suoi edifici in pietra di travertino. E’ qui che si può ammirare la Cattedrale dell’Assunta con il campanile ottagonale, palazzo Piccolomini con la loggia e il giardino sospeso sulla val d’Orcia, nonché  il pozzo dei cani.

Peraltro nei pressi di Pienza, ovvero all’interno della riserva naturale di Lucciola Bella, sono stati ritrovati i resti fossili di un Etruridelphis giulii (mammifero marino simile ad un delfino) vissuto   oltre 4,5 milioni di anni fa, allorché  gli attuali calanchi erano il fondale del mare tirrenico.

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La bellezza scenografica di questo centro non viene meno nemmeno quando la si ammira da lontana per dirigersi verso pieve di Corsignano, dove una Chiesa romanica di tre navate vi imporrà una breve sosta anche perché ospita la fonte battesimale in cui furono battezzati due papi:  Papa Pio II  e suo nipote papa Pio III.

Ciò premesso, a Pienza un evento molto simpatico si svolge nel mese di settembre. Mi riferisco alla fiera del cacio ( di Pienza) dedicato al tipico pecorino locale in cui ci si diletta i giochi antichissimi dal sapor contadino. Tra questi il palio del cacio fuso, dove rappresentanti di ogni contrada si dilettano a far  rotolare forme di pecorino attorno ad un piccolo fuso di legno collocato al centro della piazza principale.

Per maggiori dettagli:Pro loco Pienza

  • Monticchiello

Merita una visita anche la frazione di Monticchiello, borgo medievale anche esso molto caratteristica. Sul muro di un edificio di via  San Luigi, 13,  si  può tonare  una testa in pietra con la scritta “O BECERO FAI LA SPIA SI”. Secondo la traduzione alla fine dell’800 il proprietario di questa abitazione accusò il vicino di aver fatto “una spiata” alle autorità facendogli passare un guaio. Così per dispetto volle scolpire una statua con le sembianze del vicino in modo da deriderlo pubblicamente

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  • Castelmuzio

Da segnalare poi vi sono altri due borghi a poca distanza l’uno dall’altro. Il primo  Castelmuzi, un borgo con le case in pietra adornate da fiori. E’ più dimesso rispetto agli altri centri, ma davvero carino.

  • Ospedaletto

Il secondo centro che voglio poi brevemente ricordare nell’ itinerario in val d’Orcia è Ospitaletto con la sua rocca, dove anticamente si offriva un ricovero ai viandanti di passaggio. Il nome di questa località del resto rivela tutto sulle origine: l’ospitale anticamente era proprio un rifugio dedito ai pellegrini.

  • Montepulciano

  • Cosa vedere – Val d’Orcia

Sebbene di fatto formalmente non sia parte della val d’Orcia ( ma il dibattito è aperto) e faccia parte della val di Chiana, un itinerario completo in val d’Orcia non può non ricomprendere  Montepulciano, un paese meraviglioso che, come tutti i borghi del comprensorio, è stato costruito su una collina ( anzi, a onore del vero,  nella specie su una montagna essendo a 605 metri sul livello del mare).

Per motivi  di ordine logico ho ritenuto però inserire la descrizione accurata di Montepulciano nel mio itinerario dedicato alla va di Chiana intitolato: Cortona e dintorni

In particolare, subito dopo Cortona, nella seconda parte dell’articolo, trovate tutti i dintorni da me suggeriti e in particolare si dà ampio spazio proprio a Montepulciano.

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Dopo una rapida carrellata su tutto ciò che c’è da vedere a Montepulciano e in particolare sul suo essere di fatto costituita a forma di “S “, ho voluto soffermarmi sul cuore pulsante di Montepulciano. Mi riferisco cioè  alla cosiddetta piazza Grande, dove si noterà in particolare il Duomo, palazzo Tarugi, palazzo Contucci e soprattutto il palazzo del Comune con la sua torre. Dalla Torre, infatti, si può apprezzare quello che probabilmente il più bel panorama sul centro di Montepulciano. Nella piazza, tra l’altro, si nota altresì una fontana con un grifone e un leone.  Ho poi fornito un accenno su Santa Maria dei Servi, il Santuario di San Biagio e in ultimo sulla fortezza,  tutti punti raggiungibili attraverso una passeggiata molto piacevole di circa 20 minuti.

Non voglio però dilungarmi ulteriormente su Montepulciano in questa sede: trovate tutto ciò che c’è sapere su Cortona e dintorni

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  • Montalcino – cosa vedere

  • Itinerario in val d’Orcia

Tenendo presente che Montepulciano è ad un passo da Chianciano terme  e poco più dal lago Trasimeno ( di cui ho scritto qui la mia guida intitolata:cosa fare sul lago Trasimeno ), il suggerimento che do a chi  non vuole visitare esclusivamente la val d’Orcia senza fare deviazioni è di  rimanere nel solco di un percorso ispirato al vino andando da Montepulciano a Montalcino.

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Si tratta di rifare all’inverso la strada già fatta verso Pienza e San Quirico d’Orcia per un totale di circa 40 minuti, ma non è tempo perso perché poi ci si trova già sulla strada per concludere la conoscenza della val d’Orcia.

Parlo di percorso ispirato al vino perché Montalcino è il paese del Brunello – dove pure si può fare una visita alle cantine – ma anche di tradizioni rurali e medievali. Si nota dal possente castello visibile già da lontano, nonché dalla cinta muraria. A luglio di ogni anno, tra l’altro, si organizza il Jazz & Wine Festival

E’ tuttavia soprattutto la primavera a regalare la visione di fiori gialli e rosse che impreziosiscono le colline sinuose, nonché di cipressi, querce, olivi, vigneti e campi di grano color oro.

Di Montalcino si visita soprattutto la loggia e la torre strettissima di palazzo dei priori, sede del palazzo comunale, da cui si accede tramite la piazza del popolo. Da segnalare vi sono poi il Palazzo Vescovile, nonché le chiese di  San Francesco Sant’Egidio e Sant’Agostino. E’ tuttavia il dedalo di viuzze arricchite da botteghe a rendere la visita a Montalcino davvero piacevole.

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  • Abbazia di Sant’Antimo

Nei pressi di Montalcino è poi visitabile l’abbazia di Sant’Antimo,  abbazia abitata n  dai monaci benedettini e risalente all’inizio del IX secolo. In un itinerario in val d’Orcia di 3 giorni non può sicuramente mancare.

  • Bagni Vignoni

  • Itinerario di 3 giorni in Val d’Orcia

Di San Quirico d’Orcia non vi ho raccontato proprio tutto tutto.  A circa 6 km da S. Quirico vi è infatti la splendida frazione di Bagni Vignoni,  una località termale piccolina con una piazza al cui centro si nota la vasca rettangolare, risalente al ‘500,  in cui sgorga acqua termale calda.

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Piazza delle sorgenti a Bagni Vignoni – http://www.narrabondo.com

Bagni vignoni rientra sicuramente tra le cose da vedere in val d’Orcia con maggiore interesse. Anzi sarà sicuramente tra le località più apprezzate in assoluto nel corso di un weekend in val d’Orcia. Prima di parlarvi delle terme di bagni Vignoni, permettetemi però di accennare al suo borgo antico semi-disabitato con il Castello che ho potuto conoscere grazie alla via francigena ( qui per leggere della mia tappa da San Quirico a Radicofani lungo la mia francigena).  Da qui infatti sono bastati pochi passi per poi ritrovarmi nella piazza delle sorgenti le cui acque erano conosciute sin dall’epoca etrusca e romane e hanno ospitato a lungo i ricchi rampolli delle famiglie senesi.  Tanto è vero che sono state frequentate da Pio II, Caterina da Siena, ma anche da Lorenzo de’ Medici.

Da visitare vi è inoltre il parco naturale dei Mulini, da cui è possibile vedere i fiumiciattoli di acqua termale con i resti dei 4 mulini scavati nella roccia. Qui nella bella stagione è addirittura possibile fare il bagno all’aperto! Nondimeno però  è lo stabilimento termale ad essere il luogo più frequentato da Bagni Vignoni

  • Bagni San Filippo

Altra località termale rinomata è poi Bagni San Filippo con un centro termale all’uopo ben organizzato. Il cosiddetto fosso Bianco però merita quantomeno di essere visto per la bellezza del luogo: è ad accesso libero e gratuito. Vi si arriva facilmente dal paese ed è situato all’interno di un bosco. La conformazione calcarea è davvero pazzesca e dona un fascino incredibile a tutto il comprensorio. Un itinerario in val d’Orcia non può includere anche queste terme.

  • Radicofani – cosa vedere

Il luogo del mio cuore in val d’Orcia è però senza alcun dubbio Radicofani, un borgo che si erge a 812 metri sul livello del mare e di cui ho voluto scrivere qui: Radicofani – cosa vedere   Le ho dedicato un post ad hoc perché Radicofani è un po’ la Cenerentola del turismo in zona, eppure non può mancare di essere inserita in un itinerario in val d’Orcia per il semplice fatto che è un borgo stupendo e soprattutto caratterizzata da un senso dell’accoglienza genuina.

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Radicofani dalla Cassia

La storia di Radicofani, del resto, è legata alla via Francigena e soprattutto alla rocca di Ghino di Tacco, il brigante citato da Boccaccio e Dante che – condannato dalla repubblica di Siena – si rifugiò qui ai confini dello Stato Pontificio sequestrando i viandanti di passaggio.  Alberto Angela nella trasmissione “Le meraviglie” ha parlato della fortezza di Radicofani come di una delle cose da vedere in val d’Orcia con la massima priorità, ma io a dire il vero lo sapevo già. Per saperne di più segnalo il sito sulla fortezza di Radicofani: https://www.fortezzadiradicofani.it/

Da vedere però è proprio il borgo nel suo insieme con la chiesa di San Pietro, i porticati, le case in pietra e il casale della posta medicea con il doppio loggiato e una fontana in pietra. Inutile poi dirvi che scendere dalla collina lungo l’antica via Cassia permette di apprezzare un panorama stratosferico che abbraccia il monte Amiata e la val di Paglia nel Lazio.

Ciò detto, non voglio dilungarmi  su Radicofani oltremodo. In questa sede infatti mi interessava soprattutto fornirvi degli spunti per costruire un itinerario in Val d’Orcia di 3 giorni, un itinerario che può concludersi  qui. Se ho voluto lasciare Radicofani per ultima   è stato sicuramente per esigenze logistiche, ma anche perché…non si poteva concludere meglio questo tour che ho delineato dal nord al sud della provincia di Siena.

Ripeto, su Radicofani andatevi a leggere quanto ho già scritto in  Radicofani – cosa vedere

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 Quello che vi ho indicato, del resto,  è un buon itinerario in val d’Orcia realizzabile – come l’ho concepito qui –  in 2 o 3 giorni se si va di fretta, ma ideale anche per soggiorni più lunghi si si vuole fare turismo lento fruendo di passeggiate a piedi, in bici o a cavallo, visite alle cantine o cure termali. 

  • Quando andare in val d’Orcia?

Il periodo ideale per andare in val d’Orcia è sicuramente quando la natura si risveglia, ovverosia tra marzo e giugno. La primavera e l’inizio dell’estate regalano infatti a questo comprensori  i colori più belli e le giornate più lunghe senza l’eccessiva calura propria dell’estate. Nondimeno anche l’autunno è un grande periodo per conoscere la val d’Orcia. D’estate la maggior parte dei borghi citati organizzano eventi molto particolari a tema medievale. Ne ho già parlato con riferimento a San Quirico, Montepulciano e Montalcino.

  • E’ cara la val d’Orcia?

Non è eccessivamente cara, soprattutto se si raffronta ad altri territori della Toscana più esigenti dal punto di vista economico. In val d’Orcia infatti vi sono soluzioni per tutte le tasche con strutture a conduzione famigliare come cascine, bed and breakfast, case vacanze. Se poi si pensa che  nemmeno  un pranzo al ristorante  risulta caro, è chiaro che un soggiorno di in val d’Orcia risulta essere alla portata di tutti.

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  • Cosa mangiare in val d’Orcia ? Gastronomia tipica

Il vino è così importante per la val d’Orcia che basta citare due paesi, Montepulciano e Montalcino, per rendersene conto. Oltre al  famoso brunello ( di Montalcino appunto) e al Montepulciano, vi è che l’Orcia doc.  E’ il vino, dunque, il prodotto per antonomasia di questa terra che si contende con il Chianti il primato nel settore. Non mancano poi i salumi e i formaggi di qualità con cui accompagnare un buon bicchiere di vino, come è innanzitutto nel caso del celebre  pecorino di Pienza, prodotto in quantità limitate da circa 3000 pecore e che si connota per un sapore molto intenso grazie ai pascoli  che insistono su terreni argillosi. Vi è poi la famosa cinta senese, prosciutto ottenuto grazie a maiali tenuti allo stato  semibrado e dunque poco grasso.  Tra i salumi poi  è altres’ la finocchiona ( sebbene propria della zona del Chianti) con la sua variante del grossetano la sbriciolona.  Si tratta di un insaccato costituito da carne di maiale macinata, semi di finocchio e vino rosso.

Se però in val d’Orcia si vuole mangiare un bel piatto di pasta, non c’è altra risposta ai pici con i sughi di carne. I pici in particolare sono una pasta tipica simile agli spaghetti ma più tosti ( quasi come gli scialatielli) ottenuta con acqua, farina e sale ( e talvolta con uova) cui normalmente si abbinano  il sugo d’ora con le briciole di pane soffritto, ragù di cinghiale, il ragù di chianina, funghi o tartufi. Sono buonissimi.  Come secondo poi non si può non rimanere sulla carne con la carne di chianina: una bella bistecca di chianina, magari alla fiorentina, non può che dare grande soddisfazione . Altro piatto tipico della zona è poi la zuppa di fagioli bianchi di Montalcino. Né manca la ribollita toscana. Tra i dolci non si sfugge poi al vinsanto con i cantuccini, oppure al celebre panforte senese che, sebbene fosse  in origine un dolce natalizio, ha finito per essere il dolce delle senese per antonomasia.

  • Dove mangiare in Val d’Orcia ?

Siccome mi piace fornire consigli con la massima serietà ed indicarvi quei posti in cui vado io stesso con bramosia, mi limiterò a consigliarvi un unico ristorante, ovvero quello che per me ha svettato sugli altri in cui sono stato. Si tratta della Grotta a Radicofani, un ristorante eccezionale per  qualità della cucina,  prezzi e  trattamento. Ne ho scritto pure una recensione ad hoc ( ristorante la Grotta a Radicofani  ) che vi consiglio di leggere in modo da potervi regolare in prima persona.  Poi, a dire il vero, conosco anche altri ristorantini in cui si mangia piuttosto bene, ma  “piuttosto bene” per me non giustifica il consiglio  e dunque quest’ultimi li tengo per me. Basti infatti considerare che in val d’Orcia la qualità delle trattorie si mantiene quasi sempre su  buoni standards ed è difficile trovarsi male a tavola.

  • Dintorni della Val d’Orcia ?

Tenete conto che da Pienza è molto facile andare in Umbria e in particolare sul lago Trasimeno. A questo territorio ho dedicato il mio itinerario di un settimana  in Umbria. E’ un itinerario completo che può servire da spunto per organizzare un tour in val d’Orcia con qualche sconfinamento nelle terre umbre. Non dimentichiamo poi che, seguendo la cassia, si arriva nel Lazio e precisamente nel viterbese. A Viterbo ho dedicato questo scritto:      Viterbo , cosa vedere in un giorno     Con un articolo separato mi sono poi occupato di Civita di Bagnoregio.     Ovviamente una gita in val d’Orcia può essere associata alla visita di Siena e alla parte nord della provincia senese, ovverosia alla val d’Elsa con San Gimignano e Monteriggioni.  Se poi volete percorrere un itinerario del vino in Toscana la val d’Orcia può essere associata al Chianti. A quest’ultimo, più in particolare, ho dedicato il  mio itinerario nel Chianti di 3 giorni

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