Fesbucrazia e gli emirati di twitterandia

E’ uno scenario inquietante quello in cui i social network possono sindacare lo stesso diritto di esistere dei propri utenti a seconda di quanto sia gradito ciò che viene scritto. Per anni piattaforme come facebook e twitter si sono arricchite – peraltro senza pagare le tasse ai singoli stati – usando per scopi commerciali i nostri dati sensibili e hanno registrato ogni nostra preferenza o movimento, ora invece sembrano voler andare oltre pretendendo addirittura di plasmarci a loro immagine e somiglianza. Il caso di cronaca del giorno è quello di Donald Trump rispettivamente bannato da twitter e sospeso da facebook. Non dubito al riguardo che gli sciocchi, che non mancano mai, esulteranno per motivi di mera simpatia politica, ma costoro non si rendono conto che il caso riguarda tutti da vicino perché – se si riconosce ai social il poter di silenziare addirittura l’uomo più potente del mondo – significa che chiunque di fatto è condannato a conformarsi sempre più supinamente all’unica opinione ritenuta legittima da un logaritmo. Il punto, dunque, riguarda la stessa tenuta del sistema democratico e non basta più eccepire che i social fanno capo a società private, visto che ormai parte del mondo si fonda su di essi. I social, infatti, non sono più una semplice occasione di svago, ma sono una proiezione della propria identità e buona parte della politica occidentale si fonda su di essi. Io stesso ho recentemente fatto i conti con la scure di twitter che ha eliminato il mio account da un giorno all’altro in maniera del tutto immotivata. Cosa è successo? Cosa ho mai scritto di non gradito? Per ora non è dato saperlo: benché 10 giorni fa abbia inoltrato una contestazione, non ho ottenuto alcun riscontro. Peraltro è stato un danno non da poco, visto che oltre 6000 persone che mi seguivano su twitter non riceveranno più gli aggiornamenti di questo blog. Così l’idea secondo la quale urga – oggi più che mai – intervenire a livello legislativo per regolamentare i social diventa sempre più motivata, perché non si può più demandare alle singole piattaforme – entità non territoriali – la scelta di cosa sia legittimo e cosa non lo sia. E allora, politici, svegliatevi: tocca a voi intervenire.

10 commenti

  1. Ciao Narrabo,

    Il tuo account narrabond è stato sospeso per aver violato le Regole di Twitter.

    In particolare per:

    Violazione delle regole contro l’evasione di una sospensione permanente

    Nota: se provi a eludere una sospensione permanente creando nuovi account, sospenderemo anche i nuovi account. Se vuoi contestare questa sospensione, contatta il nostro team di assistenza

    Questo è il messaggio che mi è stato inviato da twitter mentre provavo nuovamente a iscriverlo. Per loro ho violato le regole, dunque sono bandito. Almeno potevano dirlo prima in modo da farmi evitare di iscrivermi proprio. Invece fanno i censori postumi

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  2. Non hai capito cosa sia capitato con Twitter? (mondo a me sconosciuto, ad ogni modo).

    Ma, sai, una cosa sono gli algoritmi (come nel tuo caso) un’altra è quella di propagandare idee che incitano la violenza apertamente (Trump)

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  3. Il fatto è, Narra, che ormai tutti noi consideriamo i social come “bene comune” e di fatto “un diritto”.
    Invece non lo sono affatto.
    I social sono gestiti da società private (non pubbliche) per cui possono decidere tranquillamente cosa fare, purché sia lecito.
    Non è un diritto sancito da legge o costituzione, quello di avere un account Facebook.
    E Facebook, se ti ritiene ospite indesiderato, ti accompagna fuori dalla porta.

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    • Daniela, purtroppo mai. Ti dico solo che ho provato a iscrivermi di nuovo con un altro account(collegato ad altra email e altro cellulare) e mi hanno sospeso subito con questa comunicazione :

      Ciao Narrabo,

      Il tuo account narrabond è stato sospeso per aver violato le Regole di Twitter.

      In particolare per:

      Violazione delle regole contro l’evasione di una sospensione permanente

      Nota: se provi a eludere una sospensione permanente creando nuovi account, sospenderemo anche i nuovi account. Se vuoi contestare questa sospensione, contatta il nostro team di assistenza.

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