Campania Napoli

5 cose alternative ( e gratuite) da fare a Napoli

Io i blog degli altri li leggo e spesso mi diverto anche a leggere anche cosa scrivono su Napoli. In tali occasioni a volte mi è capitato leggere articoli dal titolo “5 cose da fare a Napoli” in cui veniva consigliato di mangiare la pizza,  andare a piazza del Plebiscito, entrare nel palazzo reale, visitare la Cappella Sansevero e  passeggiare sul lungomare . Accidenti, chi ci avrebbe mai pensato! Ohibò, avreste mai detto che  a Napoli bisogna assolutamente mangiare la pizza? A questo punto, per tener fede a questo registro, mi aspetterei di leggere su un articolo sulla Lapponia in cui si suggerisce al lettore di prendere a palle di neve la gggggggente! Ciò premesso, siccome io non voglio essere da meno, ci tengo a stilare la mia lista delle 5 cose davvero davvero originali da fare a Napoli. Prima però vi ricordo che io ho già scritto un sacco di articoli sulla città partenopea – tra questi la mia guida su cosa vedere a Napoli in 4, 5 o 6 giorni – per cui è ai suddetti articoli che vi rimando per notizie più “istituzionali” e “didascaliche”.

  • Esplorare la città verticale con il trekking urbano.

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    Pedamentina a San Martino

Napoli è una città piena piena di scale monumentali, perlopiù risalenti al XVI secolo, che collegano i quartieri collinari al centro. In particolare l’artefice di  questa realizzazione fu Don Pedro Alvarez de Toledo

Lo sapevate ? Sapevatelo su  rieducational channel ( leggasi con voce di Corrado Guzzanti che fa uno dei suoi celebri personaggi). Sebbene queste scale non siano tenute benissimo e siano periodicamente pulite sia dai residenti che dalle associazioni di volontariato per via dell’inefficienza di chi riscuote i tributi, percorrerle significa calarsi improvvisamente in una dimensione che sembra molto lontana dalla confusione e dai rumori della città e scoprire una serie di villette silenziose accompagnate vitigni e piante rampicanti.  Eppure, se partite dal quartiere Vomero e percorrete queste scale, sappiate che in meno di 10 minuti arriverete nella centralissima Corso Vittorio Emanuele e da lì, in ancor meno tempo, a seconda dei punti, quasi in qualsiasi punto della città: Chiaia, il centro storico, Montesanto,  piazza del Plebiscito, i quartieri spagnoli,  la Sanità. Percorrerle ne vale quindi davvero la pena e ciò non solo perché vi permette di risparmiare il biglietto di funicolare e metropolitana facendo pochi passi, ma soprattutto per la bellezza delle scale in sé e per gli scorci panoramici che regala. Se ne sono già accorti i turisti stranieri più scafati che – a differenza di quelli italiani – incrocio sempre quando percorro questa scalinate che io amo. Tra queste la più famosa è sicuramente  la Pedamentina a San Martino che, progettata da Tino di Camaino nel XIV secolo, si trova in cima alla collina del Vomero proprio di fronte al castel Sant’Elmo e alla Certosa di San Martino.

 

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Le mie scale preferite sono però quelle del Petraio che partono da via Luigia San Felice ( sempre al Vomero)  subito dopo una serie stupende di ville Liberty e la villa che fu del commediografo Eduardo Scarfetta su cui è scritto “qui rido io”. Le rampe del Petraio conducono per un attimo davvero “in campagna” e poi riportare immediatamente al “caos” della città  sbucando di fronte al Complesso monastico di Suor Orsola Benincasa al Corso Vittorio Emanuele. Da qui io poi amo sempre proseguire verso il “parco Margherita” a Chiaia osservando i villini liberty che si susseguono fino a piazza Amedeo. Altre scale molto belle sono quelle di calata San Francesco – che inizia da Via Belvedere al Vomero  fino a via Tasso per poi sbucare sempre al Corso Vittorio Emanuele ( anticamente proseguiva fino alla costiera, ndr) – la salita  Cacciottoli, Sant’Antonio ai Monti, via Cupa Vecchia (nei pressi di piazza San Leonardo al Vomero), le scale   di Montesanto, i Gradini Paradiso, pendino Santa Barbara, i gradini di San Pasquale e  in particolare le scale del Moiariello.   

Quest’ultime, più in particolare, collegano Capodimonte a via Foria non lontano dal Real Orto Botanico. 

  • Osservare la scala ellittica di palazzo Mannajuolo

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La scala ellittica di palazzo Mannajuolo – la foto non rende.

 Se state passeggiando per l’elegante quartiere di Chiaia, non mancherete di imbattervi in via Filangieri e di trovarvi innanzi a palazzo Mannajuolo. Si tratta di un edificio privato in stile liberty progettato nella prima decade del ‘900 da Giulio Ulisse Arata, Gioacchino Mellucci e Giuseppe Mannajuolo. Il palazzo in questione, prima noto perlopiù agli appassionati di architettura, ha ora avuto il suo momento di celebrità venendo ripreso nel film “Napoli velata di Ferzan Ozpetek” ( film che  però  io non ho visto!). Quando passate lì davanti, fate la faccia di bronzo, entrate e chiedete al portiere di poter dare una sbirciatina alla scala  condominiale ( tanto ci è pure abituato!). Si tratta di una scala elissoidale –  in conformità con la struttura dell’edificio –  in marmo a sbalzo e con balaustra in ferro battuto.

  • Il Parco Vergiliano e le rampe di Sant’Antonio a Posillipo

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    Rampe di Sant’Antonio a Posillipo

Un altro posto poco misconosciuto e poco frequentato dagli stessi napoletano si trova  in uno dei luoghi più conosciuti e frequentati di Napoli: Mergellina. A piazza San Sannazaro – dominata dalla fontana che ritrae la sirena Partenope – dalla antica stazione liberty  e dalla Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta, proprio prima di imboccare la galleria che porta a Fuorigrotta, vi l’ingresso del parco vergiliano (occhio alla e!) Si tratta di un piccolo parco che non va confuso con il più famoso parco virgiliano ( occhio alla i) che si trova a Posillipo, ma che – a pari di quest’ultimo – offre comunque un panorama straordinario di Napoli. All’interno di questo parco ci si imbatte prima nella tomba monumentale di Leopardi, poi  nella Crypta neapolitana –  grandiosa galleria di epoca romana che collegava la città a Fuorigrotta – e infine nel cenotafio di Virgilio, tradizionalmente ritenuto la tomba del poeta. Qui infatti è scritto: « Mantua me genuit, Calabri rapuere, tenet nunc Parthenope […]  ( Mantova mi generò, il Salento mi rapì, e ora mi tiene Napoli […] » . Virgilio per la storia di Napoli è un personaggio molto importante. Nel medioevo, infatti, si riteneva che fosse un mago e avesse nascosto un uovo dove oggi il castel dell’Ovo ( da qui il nome) da cui dipendessero le sorti di Napoli. E, invero, ancora oggi, nel camminare per il parco, si avverte ancora la suggestione propria di chi è in un luogo magico.

Poco distante vi sono poi le 13 rampe di Sant’Antonio a Posillipo, un altro luogo magico ripristinato per volere del duca di Medina Ramiro de Guzman nel 1643, in modo da facilitare il percorso dei pellegrini che volevano raggiungere la Chiesa di San’Antonio. Oltre al fascino delle rampe che costringono a curve molto strette si può godere di un panorama meraviglioso.

  • Parco archeologico del Pausypon, Palazzo Donn’Anna, il parco Archeologico di Pausilypon e Riva Fiorita

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    Palazzo Donn’Anna

Poco prima di piazza San Luigi c’è poi uno degli edifici più singolari di Napoli,  palazzo Donn’Anna. Si tratta di un palazzo del ‘600 voluto da don Anna Carafa,  consorte del viceré Ramiro Núñez de Guzmán. A causa della prematura morte della committente non fu però mai completato ed è così rimasto incompiuto  assumendo il fascino di una rovina antica confusa fra i resti delle ville romane che caratterizzano il litorale di Posillipo. A Posillipo poi è Possibile visitare – sempre gratuitamente  e magari facendo un tuffo a mare – il parco archeologico di Pausylipon accedendo dalle grotte di Seiano e godendo della vista dal teatro romano fatto erigere  da Publio Vedio Pollione proprio accanto all’isolotto di Gaiola e alla baia di Trentaremi.

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Riva Fiorita con villa Volpicelli

Spingendosi poi a Capo Posillipo si può scoprire un’altra baia molto bella. Mi riferisco a  riva Fiorita, cui si arriva dopo aver superato  villa Rosbery – la villa del presidente della repubblica visitabile solo per eventi eccezionali – ed essersi spinti fino al mare. E’ qui che si apre la piccola baia di Riva Fiorita con il suo panorama mozzafiato e il suo piccolo porticciolo. A destra poi si noterà la bella villa Volpicelli, dove è ambientato palazzo Palladini di un Posto al Sole. 

  • La casina Vanvitelliana

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    Una giornata uggiosa davanti alla Casina vanvitelliana

Un altro luogo fiabesco che regala il litorale napoletano si trova nel territorio di Bacoli, un comune a circa 30 km da Napoli davvero delizioso. Qui su un isolotto  che si trova sul lago Fusaro è stata costruita la casina vanvitelliana; per volere di Ferdinando IV di Borbone come rifugio da cui cacciare e pescare. L’opera iniziata da Luigi fu poi completata dal figlio Carlo. Si tratta di un luogo suggestivo proprio per via della sua ambientazione fiabesca impreziosita da un ponticello che collega l’isolotto alla terraferma. Tale struttura, tra l’altro, ha ospitato, Mozart, Rossini e Luigi Enaudi. Naturalmente ci si può limitare a visitarla anche all’esterno, ma – si vuole visitare anche gli arredi interni – ci si può  far accompagnare dai volontari dell’Associazione PHLEGRAEUS al costo simbolico di 3 euro

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16 commenti

      1. Io ci sono stata per errore una sola volta e non ho visto nulla e quindi non conta.
        Ho davvero da vedere tanto prima di tutto quanto c’è in questo bel post. Ma io che adoro gli angoli più solitari de amo tanto camminare ed arrancare su per gradini e colline… beh mi è piaciuto molto il tuo post!

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      2. Ebbene sì! Figlia di ferrovieri a 12 anni abbiamo preso il treno per Roma e i miei genitori si sono addormentati io ero presa dai discorsi della mia migliore amica e quando mio papà si è svegliato la prima stazione era NAPOLI. Ci rimanemmo pochissimo tempo…ma ho un forte ricordo di voci, profumi rumori….
        Insomma prima o poi ci devo tornare…

        PS: io ho riscoperto il mio piccolo paese solo 7 anni fa quando ho iniziato a girarlo su e giù a piedi, per tutte le vie, vicoli, cantine, anfratti….
        Ho ricominciato ad amarlo dopo aver capito che era anche mio.

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      3. AhHabababJj io ho il terrore, quando prendo il treno, di distrarmi e perdere una fermata . Una volta, era notte, mi addormentai e solo per miracolo mi svegliai appena in tempo . Nin deve essere stato divertente, immagino. Qual è il tuo paese?

        Piace a 1 persona

      4. Sono luoghi lenti e dolci.
        Passeggiate nei vigneti e nei boschi
        Profumo di terra e mosto , di questi giorni
        Ci sono bellissime letture di Cesare Pavese, volendo…

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