Nel programma della Balivo – che io ovviamente non vedo mai – si e’ parlato brevemente di cammino di Santiago per fare una marchetta al
libro scritto da tal Daniela Collu  in merito alla sua esperienza.

Appena l’ho vista, ho pensato: “Wow, ha scritto un libro sul cammino. Che idea originale! Nessuno lo aveva mai fatto…”

Cosi’, dopo aver scoperto che era partita nientepopodimenoche da Leon (azzo!) e che per 25km non aveva incontrato una persona (ma davvero davvero? Ma neanche piu’ alla Vigilia di Natale ormai), ho ascoltato ‘sta Daniela Collu per capire quale messaggio illuminato volesse trasmettere al prossimo.

E, invero, alla domanda della conduttrice che le chiedeva cosa le fosse rimasto della  suddetta esperienza, ha risposto “la bellezza della paesaggi attraversati”.

Azzo, tutto qui?
‘Sta tizia non solo ha avuto la presunzione di scrivere l’ennesimo libro sul cammino, pur avendone percorso una minima parte, ma addirittura tutto cio’ che ha appreso si riassume nell’estetica?

Mah!!!

Intendiamoci, non ne faccio solo un discorso di “distanze coperte” e, anzi ho grande rispetto anche per chi parte da Sarria (anche se ovviamente non vivra’ l’esperienza totalizzante che regala tutto il cammino), eppero’ va ribadito fortemente che –
se l’essenza del cammino sta andando a farsi fottere- e’ proprio perche’ e’ diventato una moda di cui si puo’ parlare con tale superficialita’ dalla Balivo tra una intervista patinata e un consiglio sul trucco.

Insomma, a me sinceramente non sta piu’ bene: parlino pure di trucco, ma stiano lontani dal cammino.

E’ questione di rispetto per la sua storia e il suo senso, ma anche per chi – dopo averlo.percorso- ha davvero qualcosa da dire.

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Pubblicato da narrabondo

A volte viaggio, altre volte mangio. Di solito respiro. Da quando ho percorso il cammino di Santiago per la prima volta, ho deciso che il mondo è più bello se visto a piedi. Se visito una città, raramente prendo un autobus o una metropolitana. La trovo una perdita di tempo che impedisce di godere appieno del viaggio. Sono nato a Napoli e, anche se ormai vivo lontano, continuo ad amarla profondamente. Conosco la Spagna come le mie tasche, ma continuo a trovare sempre una scusa per tornarci e viverla. Ciò nonostante ogni tanto però fingo di interessarmi a qualche altro paese e ne scrivo. Scrivo pure di roba da mangiare e ristoranti, ma è solo una scusa per giustificare la mia pancia.

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2 commenti

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  1. Posso immaginare.
    Uno intraprende il cammino con fede e sacrificio, e poi c’è l’ultimo arrivato che si fa bello per aver fatto poco più di una camminata ed apprezzato il panorama.
    Io non ci farei troppo caso, tuttavia. Anche ad un concerto c’è chi canta tutte le canzoni a memoria, chi invece non ne conosce alcuna, ma non è detto che non apprezzi il concerto tanto quanto i fan più sfegatati.

    Mi piace

    1. Mi rode perche’ stanno rovinando il cammino, tutto qui. Lo puoi fare per mille motivazioni, ma – se cio’ che ti rimane e’ il passaggio e hai solo voglia di camminare – vai a fare un normale trekking.

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