Da Pepe in grani c’è sempre la migliore pizza d’Italia.

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Guagliò, c’è poco da fare: Pepe in grani fa la migliore pizza d’Italia.  Lo dice la Cassazione ( cioè me medesimo).

Non è una cosa che si può spiegare a parole, si deve provare.

Fa un impasto talmente leggero che  fa volare senza riempirti e senza che Rovazzi debba sequestrare Morandi .  Talmente leggero che poi di pizza finisci per chiederne un’altra e poi ancora un’altra e poi ti stoppi per pudore, ma senza sentirti pieno fino in fondo.

La pizzeria, come è noto, si trova a Caiazzo,   buco del… casertano in cui ci sono più edifici abbandonati che abitanti, ma che tuttavia merita una visita. Palazzo Savastano è, infatti, solo uno dei bei palazzi di questo piccolo centro rurale.

Epperò questo non spiega il miracolo realizzato da Franco Pepe, il pizzaiolo che dal nulla si è inventato “Pepe in grani” in un edificio  che si trova persino in una via laterale piena di scale di Caiazzo. Dico: di Caiazzo. Vi rendete conto?

Per entrarvi ci sono prenotazioni per i prossimi 5 mesi, tuttavia – se vi presentate fuori dagli orari  canonici, tipo alle 14.30  – sappiate che avrete buone chance si infilarvi e sedervi. All’ingresso vi è un ragazzo che, invero molto garbatamente, ti smista e ti dice in che sala e che tavolo devi andare.  Poi, una volta accomodato, noterai uno schermo in cui è possibile vedere come lavorano i pizzaioli in cucina.

Già da questo si vede che sono avanti, davvero avanti, rispetto al resto.

Eppoi i camerieri sono davvero garbati, ti coccolano dall’entrata fino alla digestione inoltrata ( non oltre, altrimenti sarebbe sconveniente. Capitemi).

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La scarpetta di Pepe in grani

Il menù è molto articolato, ma essenzialmente legato ai prodotti del casertano. Oltre ai soliti assaggini e alle pizze più classiche ( la margherita, in ogni caso, si deve prendere per iniziare!), ve ne sono di alcune molto sfiziose, tipo quella al nero casertano ( salsiccia secca)  e quella con la crema di ceci che per me sono davvero esagerate. Su queste i prezzi sono assolutamente moderati e giusti rispetto al contesto in cui si trovano. Poi ce ne sono alcune  più stravaganti per le quali il prezzo sale. Tra queste i camerieri tendono a pubblicizzare  “la scarpetta”, ovvero una pizza costituita da mozzarella di bufala, crema di grana padano e una  “crema” ottenuta dalla fusione di tre diversi pomodorini.

Credetemi, vale la trasferta al freddo e al gelo.

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