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Quel venerdì di inizio autunno pioveva a dirotto, eppure – sebbene fossero da poco scoccate le due di notte – non c’era alcuna voglia di tornare a casa.

Così abbiamo preso la macchina guidando per quasi tre ore alla ricerca di una terra sconosciuta alle popolazioni costiere: il sannio.
“Siete dei pazzi”, “solo dei pazzi possono fare una cosa del genere”.

Se lo racconti  in giro, le reazioni sono abbastanza prevedibili.

Come, del resto, è prevedibile il concetto stesso di normalità.

Eppure un paese come Sant’Agata dei Goti va visitato così, quando in giro non c’è nessuno e possibilmente piove.

Quando cioè a farti da guida turistica sono solo i fantasmi, in realtà i trisavoli di gente emigrata un secolo in America  e che ha continuato ad abitare nella casa di famiglia ormai  abbandonata, e sul ciottolato si sente solo la musica prodotta dalle tue scarpe.

 

Sant’Agata è così, un paese fluttuante che ufficialmente si trova in provincia di Benevento a poche centinaia di metri dal confine casertano e dal bellissimo acquedotto carolino di Maddaloni, ma che in realtà ha sempre avuto il cuore a stelle e strisce.

Ciò nonostante i viottoli, gli archi, i portici e tutti gli angoli di questo paese – che deve il suo nome sia alla Santa catanese che alla famiglia francese De Goth cui re Roberto D’Angiò concesse il feudo nel 1300 – sono uno più curato dell’altro.

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Non devono, quindi, trarre in inganno quei palazzi apparentemente bellicosi disposti per formare un muro difensivo davanti all’affaccio più spettacolare: qui  ogni straniero è in realtà il benvenuto.

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Tanto che è vero che i fiori, che  adornano praticamente ogni casa,  fanno quasi venire  voglia di aspettare l’alba dal panettiere per godere dei colori che conquistano la vallata.

E, invece, stavolta non sarà così.

E’, infatti, ancora buio quando lasciamo un paese in cui gli unici testimoni oculari del nostro passaggio sono stati i fantasmi.

Tanto so già che a breve ritornerò ( se non altro per andare dal panettiere).

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Sant’Agata de’ Goti è considerata uno dei borghi più belli d’Italia.

Si trova a circa mezzora di macchina dalla reggia di Caserta, dal borgo borbonico di San Leucio e da quello medioevale di Caserta vecchia.

Dovrebbe essere piena di visitatori, invece è tuttora  fuori dalle tratte turistiche.

Ed è un peccato, un vero peccato.

 

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Pubblicato da narrabondo

A volte viaggio, altre volte mangio. Di solito respiro. Da quando ho percorso il cammino di Santiago per la prima volta, ho deciso che il mondo è più bello se visto a piedi. Se visito una città, raramente prendo un autobus o una metropolitana. La trovo una perdita di tempo che impedisce di godere appieno del viaggio. Sono nato a Napoli e, anche se ormai vivo lontano, continuo ad amarla profondamente. Conosco la Spagna come le mie tasche, ma continuo a trovare sempre una scusa per tornarci e viverla. Ciò nonostante ogni tanto però fingo di interessarmi a qualche altro paese e ne scrivo. Scrivo pure di roba da mangiare e ristoranti, ma è solo una scusa per giustificare la mia pancia.

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11 commenti

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  1. Ci sono stato nel 2012 e l’ho trovata incantevole, curatissima, accogliente. Sono d’accordo sulla considerazione meriterebbe di più

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  2. E’ sempre bello passeggiare di notte senza nessuno in giro. Farlo in un paesino lontano e sconosciuto deve poi essere molto suggestivo

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