I dintorni di Palermo

Dopo  aver scritto diffusamente di cosa vedere a Palermo città ( l’ho fatto qui e se non avete ancora letto il post, fatelo subito), è giusto fornire qualche ragguaglio in ordine ai suoi dintorni.  Le mete suggerite sono le solite: Mondello, Cefalù, Monreale, isola delle femmine, monte Pellegrino

Il problema principale – per chi non ha mezzi propri – è che in Sicilia il trasporto pubblico, sia su gomma che su ferro, fa schifo.  Per questo bisogna armarsi di Santa pazienza.

  • Monreale

Monreale è una cittadina che dista appena 5 km da Palermo e 8 dal centro città. Si trova a 300 metri sul livello del mare alle pendici del monte Caputo e per questo permette di vedere buona parte di Palermo dall’alto fino al mare.

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IL DUOMO DI MONREALE – ESTERNO
  • Come arrivare a Monreale da Palermo

Per raggiungere Monreale  con i mezzi pubblici ci si impiega circa un’oretta e bisogna andare a piazza dell’indipendenza, proprio alle spalle del palazzo dei Normanni.  Da qui partono due linee: il bus AST o l’autobus 389 AMAT. La biglietteria è al lato della fermata e il biglietto costa 1.40. Tra l’altro qui spesso si appostano dei tassisti o degli abusi che per circa 30 euro si offrono di portarti in macchina.

  • Un po’ di storia di Monreale

Senza voler essere pedanti, anche anche il sottoscritto dovrebbe studiare molto di più, è divertente raccontare i motivi che portarono alla fondazione della città: una notte Gugliemo il buono, re dei Normanni, ricevette in sogno l’apparizione della Madonna che gli svelò il luogo in cui era nascosto un bottino di guerra con cui doveva far costruire un Santuario a lei dedicata. Così dispose che cento monaci della Badia di Cava de’ Tirreni ( siamo in Campania tra Napoli e Salerno!) si trasferissero a Monreale e fece costruire in soli 4 anni la Chiesa  con il chiostro e il palazzo arcivescovile.

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Gesù Pantocratore, mosaico del Duomo di Monreale
  • Cosa vedere a Monreale

La storia di Monreale quindi è legata al suo Duomo: non c’è Monreale senza Duomo e non c’è Duomo senza Monreale. Si tratta di una Chiesa che, sin dal medioevo, ha acquisito grandissima importanza sia come centro religioso che  per la ricchezza delle decorazioni artistiche. La sua particolarità è quella di fondere stili tra loro diversi che si riallacciano sia all’arte araba che a quella nordeuropea.  Segue, infatti, il modello delle basiliche benedettine affacciandosi su una piazza quadrangolare e delimitata da due torri campanarie. Un portico settecentesco, aperto con trearchi a tutto sesto, caratterizza l’accesso. Sulla falsariga della Cappella Palatina e della Cattedrale di Cefalù,  anche il Duomo di Monreale ammalia per i suoi mosaici e ha il suo climax nella rappresentazione del Cristo Pantocratore.  Vi sono poi anche i sarcofaghi di Guglielmo il malo e il buono. Splendida è poi la cappella – purtroppo a pagamento –  del Santissimo Crocifisso realizzata per volere dell’arcivescovo Roano. È stata progettata “in casa” dal cappuccino Giovanni da Monreale, nonché dal gesuita Angelo Italia ed è un capolavoro del barocco. Per via della policromia dei marmi e intarsi che richiamano puttini e uccelli. Vi sono poi le cappelle del Giovanni Battista, San Benedetto, San Castrenso e San Luigi dei Francesi.

Splendido è anche il chiostro in stile romanico – anche questo a pagamento –  dell’antico monastero benedettino. La fontana posta al centro è intagliata a forma di fusto di palma stilizzato con  bocche umane e leonine, piedi, foglie e teste in rilievo. Oltre gli absidi del Duomo vi è poi il palazzo arcivescovile.

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Cappella Roano, statua di Ezechiele

Monreale però, a prescindere dal Duomo, resta un bellissimo paese.  Vale la pena infatti salire per la via principale del paese esplorando vicoli e vicarielli.

  • Dove mangiare a Monreale

Ne ho già scritto, ma lo ribadisco in questa sede. Due posticini molto smart e ben assortiti sono la Bodeguita dei Sapori e la Friggitoria del Canale. Il primo prepara ottimi panini e  offre prodotti locali a prezzi supercompetitivi, il secondo fa le migliore “palle di riso” che abbia mangiato in Sicilia. Ne ho scritto qui.

  • Cefalù

  • Come raggiungere Cefakù

Per raggiungere  Cafalù da Palermo bisogna andare alla stazione ferroviaria di Palermo, una stazione che riporta agli anni ’60 nel suo essere vintage.  Cefalù, in ogni caso, si raggiunge in un’oretta di viaggio su un treno regionale.  Lungo il tragitto si noteranno plurimi abusi edilizi che hanno deturpato il paesaggio: un vero scempio. Per conoscere gli orari dei treni rimando al sito di trenitalia.

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Duomo di Cefalù
  • Cosa vedere a Cefalù

Il centro cittadino è in posizione sopraelevata rispetto alla marina.  La sua attrazione principale è sicuramente il Duomo normanno, voluto da Ruggero II per ringraziare il Santissimo Salvatore dopo essere sopravvissuto ad una tempesta ed essere naufragato a Cefalù. Vi è anche una seconda motivazione: di fatto era una fortezza.  Lo stile ricorda molto la cappella Palatina e il Duomo di Monreale: Cristo Pantocratore al centro e mosaici su fondo giallo oro su tutta l’abside.  Al lato del Duomo vi è anche un chiostro – a pagamento! – con sculture di epoca medioevale. Quest’ultimo è, a dirla tutta, deludente.

La passeggiata per Cefalù, tuttavia, deve continuare per i vicoli dirigendosi verso la spiaggia. Camminare per le sue stradine strette, dopo aver lasciato il corso principale, è invero divertente. Non aspettatevi però di trovare panorami mozzafiato, poiché anche sulla spiaggia di Cefalù faranno capolino diverse brutture dell’edilizia.

 

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Cefalù

Bagheria

  • Come raggiungere Bagheria da Palermo

Bargheria si trova a metà strada tra Cefalù e Palermo ed è raggiungibile sulla stessa linea ferroviaria di percorrenza: purtroppo abusi su abusi hanno rovinato il paesaggio.

  • Cosa vedere a Bagheria

A Bagheria ci si va però soprattutto per vedere le ville barocche risalenti al ‘700: Palazzo Butera- Branciforti. Villa Valguarnera,  Villa Palagonia, Palazzo Cutò, Villa Cattolica, Villa San Cataldo, Villa Larderìa, Palazzo Inguaggiato, Villa Villarosa, Villa Ramacca, Villa Trabia,  Villa San Cataldo, Villa Angiò, Villa Spedalotto, Villa Roccaforte, villa Casaurro, Villa Sant’Elia, villa Sant’Isidoro, Villa Serradifalco, Villa Cirincione.  Molte sono private, altre sono in stato di abbandono, alcune per fortuna resistono.

  • Il parco delle Madonie

  • So che esiste e mi limito a ricordarne l’esistenza senza fornire dettagli ulteriori se non limitatamente alla circostanza che si possono organizzare escursioni a cavallo, a piedi e anche speleologiche.

 

  • Mondello

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Probabilmente la gita preferita  dei palermitani per antonomasia è a Mondello, perché per loro Mondello è sinonimo di belle giornate.

  • Come raggiungere Mondello da Palermo

Per raggiungere Mondello da Palermo con i mezzi pubblici bisogna andare nei pressi del teatro Politeama e aspettare l’autobus 806.

  • Cosa vedere a Mondello

Essendo ultimamente andato in Sicilia  fuori stagione, a Mondello ci sono capitato per caso dall’aeroporto di Palermo: dopo avermi cancellato il volo per neve, la compagnia aerea mi ha fornito assistenza facendomi alloggiare in un bell’albergo convenzionato proprio a Mondello! Faceva un freddo che non vi dico, visto che nell’albergo non erano attrezzati con le coperte, ma alla fine è stato un piacevole imprevisto!

Diciamo quindi che la mia visione di Mondello è stata molto falsata, nondimeno ne ho apprezzato il panorama e l’eleganza. Mondello, infatti,  è un quartiere di Palermo chiuso tra il Monte Pellegrino e il Monte Gallo raggiungibile attraverso i viali alberati del parco della Favorita.

È una stazione balneare molto rinomata sin da inizio ‘900,prova ne siano i bellissimi villini liberty sparsi un po’ ovunque. Bellissimo è poi l’Antico Stabilimento Balneare  progettato dall’architetto Rudolf Stualker in stile liberty. Il progetto doveva in realtà  essere realizzato a   Ostenda in Belgio, ma  fu poi realizzato a Mondello per la maggior bellezza di quest’ultima località.

Mondello poi, per il prestigio acquisito, è diventata sede sia di un importante premio letterario che del World Festival on the beach che consiste in una manifestazione con gare di  windsurf, vela, kite, beach volley e spettacoli musicali.

  • Sferracavallo

Sferracavallo è un borgo marinaro del Comune di Palermo. Molto caratteristico

  • Isola delle Femmine

Non si tratta di un’isola, ma di un comune costiero vicino Palermo. Il suo nome deriva da un isolotto a poca distanza dalla costa che, secondo il mito, era abitato da 13 ragazze turche lasciate su una nave in balia del mare e dei venti. Naufragate sull’isolotto, le ragazze vi trascorsero 7 anni della loro vita. In realtà la storia ha diverse varianti ed era raccontata già  da  Plinio il Giovane . Un’altra versione racconta che il nome tragga origine dalla ragazza fatta rinchiudere in una torre dal conte di Capace e che si gettò in mare. SI tratta di una località balneare meno festaiola rispetto a Mondello, ma caratterizzata da spiagge di sabbia bianca e mare pulito.

  • Monte Pellegrino

Chi arriva in Sicilia con l’aereo, la prima cosa che noterà sarà il monte che cinge l’aeroporto di Punta Raisi. Il Monte Pellegrino in realtà è poco più di una collina ed è famoso, oltreché i graffiti prestorici, soprattutto per il Santuario di Santa Rosalia. La Santa infatti si ritirò a vivere qui da eremita e qui fu trovata morta. Per questo l’area è molto cara ai Palermitani.  Tanto pià che Goethe lo definì  “il promontorio più bello del mondo”. In realtà si tratta di una montagna apprezzata soprattutto per fare trekking ed escursioni in bicicletta

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