Incontro nell’aldilà

de crescenzo

–  Carlo, speravo di incontrarti.

–  Lucià, so’ tre anni che ti aspetto, ma potevo aspettà natu poc

– Meno male che ci sei tu, almeno mi puoi difendere. Sai, non sai mai chi incontri nei posti sconosciuti…

–  Ma come? Qua siamo pieni di napoletani.  Ci sta il brigadiere Caputo, ci sta pure Antonio Allocca, che faceva il portiere all’Excelsior in Piedone con me e core n’grato in Così parlò bellavista con te.

– Stava pure in 32 dicembre nella bottega dei bottoni.

– E ci sta pure Francesco De Rosa, alias Gigino il venditore di  bare a rate che te ne voleva vendere una da vivo….

– Eh, mo quello se la piglia pure con me. Dirà che non ho fatto l’affare e mi sono dovuto accontentare della prima bara che ho trovato!

– Eh già, era molto meno seccante nella parte di “mani d’oro” da Pozzuoli in Piedone ad Hong kong.  Senti Lucià, parliamo di cose serie. Mi hanno detto che qui non ti posso fare entrare.

– Come ?

– Eh, la direzione ha detto che hai fatto qualche marachella di troppo e devi farti un po’ di purgatorio.

– Eh sì, ho cercato di allargare la vita in tutti i modi. Per questo, pur essendo nato nel 1928,  devo compiere ancora 40 anni.  C’è però da dire che sono sempre stato un presepista convinto e  ho pure scritto un libro in cui dichiaro che Gesù è nato a Napoli, perché gli uomini d’amore per antonomasia sono napoletani. Eppoi sono sempre stato pieno di dubbi, mai ho vissuto con la supponenza delle certezze, dunque sono stato una brava persona. Per me chi è cristiano è sempre più felice.

– Non dirlo a me, Luciano, anche io sono un uomo d’amore.  Ho sempre avuto bisogno della fede e di credere in Dio, anche se non sono stato immune dal peccato. Per espiare le mie colpe mi hanno fatto mangiare tofu e osservare la dieta vegana per un mese. E’ stato orribile.  Tu però non ti preoccupare. Si tratta di avere un po’ di pazienza.  Stamme a sentì: futtetenne.

– E vabbè, tanto il tempo non esiste. Il futuro non è ancora, il passato è stato… e il presente è qualcosa tra due cose che non esistono. Dunque sarò stoico e soffrirò un poco in attesa del paradiso. E in cosa consisterebbe questo purgatorio per me?

–  Devi solo passare qualche anno in un ingorgo a croce uncinata. Non ti preoccupare però. Appena scade il tempo, ti faccio subito entrare…altrimenti mi arrabbio. Per festeggiare ci faremo una bella spaghettata!

– Carlo, ma dimmi una cosa, com’è il paradiso?

–  E’ come Napoli, anzi come Santa Lucia, ma senza ingorghi a croce uncinata. Eppoi puoi fare tutto ciò che vuoi.

– Anche il ballerino di danza classica e il fantino?

– Sì, anche quello. Vedessi che piroette so fare…

 

“Io nacqui al terzo piano di un palazzo con vista sul mare. Al primo piano del medesimo palazzo nacque invece il mio amico Carlo Pedersoli. Carlo era gigantesco. A tredici anni mi superava di almeno venti centimetri. Con lui accanto nessuno mi poteva toccare. Fummo compagni di scuola alle elementari e alle medie, poi la vita ci divise: io divenni ingegnere, e in seguito scrittore; lui, invece, prima campione di nuoto e poi attore. Oggi si chiama Bud Spencer”. 

Da Il caffe’ sospeso di Luciano de Crescenzo.

 

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