E’ cambiata l’autocertificazione ?

Stiamo vivendo dei veri attimi di terrore che ricorderemo per decenni.  Mi riferisco ovviamente al timore di sbagliare autocertificazione.

Appena ci svegliamo, il nostro primo pensiero è seguito da un punto interrogativo:  stamattina avranno già cambiato il modello?

Ormai queste benedette autocertificazioni hanno cambiato più versioni dello zio Michele, quello del delitto di Avetrana per intenderci.

Pensate che c’è gente che le colleziona tutte per hobby, che si diletta a rilegarle, magari adoperando la pregiata carta amalfitana, e ad esporle  in salotto per ospiti immaginari. Oppure chiama al telefono gli amici per fare lo sborone e far rosicare:Sai che posseggo l’ultima versione dei moduli di autocertificazione ? Ti  piacerebbe avere una copia, eh?”

Altri, invece, stanno completando l’album con tutti i modelli e, per questo motivo, finiscono per violare le disposizioni sulla quarantena per scambiare i doppioni con altri collezionisti.

Pensate che mi è capitato di leggere una autocertificazione  su  cui c’era scritto: ” esco in strada per andare a stampare la nuova versione di autocertificazione”. Non è un caso, del resto, se gli assembramenti più pericolosi si vedano proprio davanti alle copisterie.

Per questo pare che Greta Thunberg  sia su tutte le furie: “Vi  ho abbuffato un anno sano con sto fatto dell’ambiente e state disboscando il pianeta per produrre autocertificazioni?”

La rivincita del cartaceo sulle nuove tecnologie sta, tra l’altro, inducendo la città di Fabriano ad inserire sul proprio stemma cittadino l’inciso “esclusivamente per motivi d’urgenza. 

Nel mentre ci sono stati altresì casi di operatori sanitari che hanno chiesto toner in luogo di mascherine.

Chiari poi  sono gli effetti anche sui cartoni animati. Sintomatico è il caso di “Mignolo e il Prof.” con Mignolo che chiede:

“Prof., cosa facciamo stasera?”

E quest’ultimo risponde: “Mignolo, quello che facciamo tutte le sere: Cercare di stampare nuove autocertificazioni!”

Ci sono, inoltre, ragazze che hanno rinunciato ad uscire  non per paura dei controlli, ma perché si sentono fuori moda: “io con l’autocertificazione vecchia della scorsa stagione mi vergogno”,  dicono.

C’è da capirle. Basta poco per essere esposti alle occhiatacce dei soliti che riescono a stare sempre al passo con le ultimissime tendenze.

Per questo si sta pensando di lanciare  un’app.

Si chiama Lucy_app e serve per essere aggiornati su tutte le mode più voga: capelli, pantaloni, magliette e autocertificazioni. Lucy_app sarà programmata direttamente dal Ministero degli interni e sarà una produzione Lamorgese. Per questo sarà in commercio  tra 5 anni ( tempi minimi delle prefetture).

Inoltre persino gli organi di controllo non sanno più che pesci pigliare e stanno rinunciando a fermare la gente di passaggio: che figura ci farebbero se si scoprisse che si sono preparati fino a 5 modelli fa?

Interrogata al riguardo la Lamorgese ha dichiarato che si tratta di una strategia per confondere il  corona virus e convincerlo a desistere: del resto, è noto, la burocrazia italiana può paralizzare qualsiasi cosa.

Il corona virus, infatti, sta già trattando la resa. Quest’ultimo, infatti, si è provocatoriamente esposto a mezzo del suo addetto stampa ( tale Maria Giovanna Batteri) in questi termini: “per cortesia, sono disposto ad andare a fare un aperitivo contro la paura con Zingaretti che sputacchia, ma finitela di ammorbare con questa storia dell’autocertificazione. Mi state facendo perdere la salute!”

Lasciatemi però  concludere con una buona notizia: per non soccombere alla  crisi lavorativa, gli  italiani si sono già reinventati.

Conosco, infatti, uno spacciatore che  – rimasto a secco di approvvigionamenti di droga – ha deciso di spacciare autocertificazioni. Il suo slogan è: “accendini, testimonianze, autocertificazioni”.

Pare che il taglio sia molto buono!

P.S. Nel corso della stesura di questo post il modello per le autocertificazioni è cambiato 3 volte, ma nessun foglio è stato maltrattato. Sono però stati abbattuti diversi alberi in Amazzonia.

P.P.S. Non c’entra nulla, ma ieri ho rivisto Indiana  Jones e l’ultima crociata. La trama sostanzialmente è questa: un cavaliere beve dal Santo Graal acquistando la vita eterna e decide di custodirlo. Tutto fila liscio in Santa pace per 700 anni, dopodiché arriva Indiana Jones e in 5 minuti scassa tutto, se la svigna e lascia il cavaliere intrappolato tra le rovine. Fine

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