Habita 79 a Pompei

di Stefania Graziano

Siamo nel cuore della storica cittadina di Pompei. Sulle ceneri del Grand Hotel del Rosario, di mariana memoria, nasce oggi l’ MGallery Habita 79 Hotel Pompeii , un exclusive luxury boutique hotel .

Se è vera la massima che nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, beh l’ Habita 79, offre una nuovo concept di viaggio . A metà strada tra il sito archeologico patrimonio dell’UNESCO ed il Santuario della Vergine Maria, integra una salda tradizione storico religiosa con una pura esperienza edonistica .

L’albergo, che annovera moderne deluxe room e suite, presenta inoltre un’area congressi, una Nuxe Spa, due ristoranti e curati giardini .

All’ultimo piano troviamo “The Roof “ . Una splendida terrazza adagiata tra il Vesuvio ed il Campanile del Santuario, incornicia al tramonto instagrammabili aperitivi. Divanetti, sofa, cuscini, dj set e piante suggellano un patto epicureo.

L’estate scorsa anche io – mossa dalla curiosità e dalla passione per i dettagli –  vi ho fatto visita. Salotto indubbiamente scenografico ma ahimè il mio drink l’ho trovato troppo diluito.

Aromatico, fresco, floreale, ma non gustoso.

I drink arrivano scortati da una serie di stuzzichini gourmet : bocconcini di sushi; tacos di mais ripieni di pulled pork, guacamole e germogli di soia; mini filetti di salmone adagiati su ciuffi di ricotta..

Arriviamo alla nota dolente. Due cocktail analcolici 40 euro ( Anzi, a voler essere pignola non ricordo bene se 41 o 42). Alla non proporzionata offerta – almeno a mio giudizio –  si aggiunge la mia personalissima esperienza: se avete paura delle api, allora evitate cocktail fruttati al calare del sole xD

Adesso siamo in inverno ed il Roof , insieme alle sue proposte sensoriali, sono in letargo, pronti a risvegliarsi all’era di Maggio. E’ per questo che al pian terreno troviamo “Il Circolo”.

Ristorante, pizzeria, caffè e business lunch, il locale interno ricorda i club anni ’50.

Check in terrestre: Controllo green pass, igienizzata alla colonnina di amuchina. Check in emozionale: Wow, che bello!

Luci soffuse ed una quasi malinconica musica retrò.

Tutto intorno sinuose poltrone e divani sapientemente rivestiti. Tavolini in marmo nero lucido. Cuscini in velluto e piante in ogni angolo. Un gira dischi e dei vinili ostentano fieri la loro immortalità. Eleganti bicchieri e porcellane accompagnano le bevande.

Al centro della sala, il grande bancone verde scuro custodisce il cuore pulsante della caffetteria e della mixology. Da lì si diramano i camerieri imprescindibilmente muniti di papillon.

Da buona napoletana ritengo che le sorti di un bar siano tutte imbrigliate nella bontà di quella speciale, quasi alchemica, combinazione molecolare che è il caffè.

Partiamo dunque da un espresso macchiato. Chiedo al cameriere anche un dolcino. Mi risponde che la pasticceria alle 17 e 30 è chiusa. La mia faccia evidentemente un po’ perplessa, lo spinge subito a dirmi “Tranquilla ti porto 2 biscottini della casa”.

Il caffè buono, abbastanza intenso ma non deciso come piace a me. Arriva un piattino con 2 (di numero) biscottini confezionati. Io e la mia amica scoppiamo a ridere.

Al lato del Circolo ci sono le salette relax. Linee spiccatamente piu’ essenziali e moderne . Divanetti con camino e libri per alternare alla consumazione momenti di conversazione.

Trascorriamo un po’ di tempo e passiamo ad uno spritz. Un semplice ma buonissimo aperol, con tanto ghiaccio. Nonostante ciò non ho replicato per fortuna la stessa esperienza del Roof: il gusto del drink si è mantenuto inalterato e compatto.

Accanto agli spritz sono arrivate due ciotoline di patatine ed olive e una mini pizza margherita al centro .

Questa idea della mini pizza (cotta in forno a legna) l’ ho trovata davvero carina e nostrana. Inoltre, era davvero buona: cornicione un po’ bombato ma elastico ed impasto leggero.

Contrariamente alla esperienza estiva, i prezzi del Circolo sono stati giusti. Per 1 caffè, 1 ginseng e 2 spritz abbiamo pagato 19 euro.

E’ una realtà nuova a Pompei, sarà dunque piacevole ritornarci.

Mi piace molto anche l’idea di un moderno social club, in cui non c’è bisogno di una tessera per respirare una mezz’oretta vintage.

D’altro canto spero però l’attenzione rimanga sempre piu’ alta verso i prodotti. La forma è un cibo mentale entusiasmante ma la sostanza… è ancor piu’ buona !

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