davLa Puglia è sempre bella.

Non ha, salvo Lecce, particolari città d’arte, ma è piena di paesini che inducono ad una deviazione anche l’avventore di passaggio.

Uno di questi è sicuramente Ostuni, la più bianca tra le città bianche della Valle d’Itria ( le altre sono le vicine Martina Franca, Locorotondo e Cisternino, ndr).

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Si tratta di un paesino molto affascinante che si sviluppa su più livelli e in cui, per l’appunto, il colore dominante delle case è il bianco.

Appena arrivato, vengo subito colpito dall’atmosfera rilassata che si respira e dal silenzio che vi è nonostante sia invasa da visitatori e si faccia fatica a camminare persino tra i  suoi vicoli più nascosti.dav

Per me, tuttavia, Ostuni è indelebilmente legata ad un ricordo di oltre 20 anni fa, allorché mia madre dovette correre per i vicoli del paese per evitare che la mia sorellina se la facesse sotto. L’episodio, benché non sia particolarmente ilare, non so perché, mi è rimasto scolpito nella mente e tuttora non esito a “sfruculiare” sorema su un tema particolarmente sensibile qual è l’incontinenza.

Ciò premesso,

Ostuni è davvero carina.

dav

Una volta abbandonata la sua piazza principale con la statua dedicata a Sant’Oronzo – il Santo “salentino” per eccellenza –  è “tutta un viottolo” che sale dolcemente verso la San Vito e poi verso la Concattedrale caratterizzata da un bel rosone romanico, nonché all’interno dall’abside non perfettamente in asse con le tre navate ( rectius: è storta!).

Ostuni, per il resto, è una cittadina di trentunmila abitanti molto ordinata e pulita, con un bel parco in cui passeggiare e tanti angoli in cui sbirciare.

Mi è piaciuta e, se sarò fortunato, non dovrò aspettare altri venti anni per rivederla.

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Pubblicato da narrabondo

A volte viaggio, altre volte mangio. Di solito respiro. Da quando ho percorso il cammino di Santiago per la prima volta, ho deciso che il mondo è più bello se visto a piedi. Se visito una città, raramente prendo un autobus o una metropolitana. La trovo una perdita di tempo che impedisce di godere appieno del viaggio. Sono nato a Napoli e, anche se ormai vivo lontano, continuo ad amarla profondamente. Conosco la Spagna come le mie tasche, ma continuo a trovare sempre una scusa per tornarci e viverla. Ciò nonostante ogni tanto però fingo di interessarmi a qualche altro paese e ne scrivo. Scrivo pure di roba da mangiare e ristoranti, ma è solo una scusa per giustificare la mia pancia.

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