Racconti

In viaggio con Bud Spencer

bud

Quando ho finito di leggere “Spaghetti con Gesù Cristo”, lo splendido libro che ha scritto Don Samuele  Pinna sulla teologia e sulla filosofia di vita che ha ispirato Bud Spencer, mi sono ricordato di quando andai ai suoi funerali e – tra le tante persone accorse – conobbi un ragazzo di Lucca sulla sedie a rotelle con il quale mi divertì  a ricordare alcune delle scene più  memorabili dei film con Terence Hill.

Ho pensato così che, a causa del suo grave handicap, quel ragazzo non deve avere avuto molte opportunità per viaggiare, ma anche che – grazie a Bud Spencer – è potuto andare ovunque.

Allo stesso modo io, se io ho una grande passione per i viaggi e per l’avventura ( e ispecie per il Sud America), non posso escludere che Bud abbia avuto una grande influenza su di me. Quando sono andato a Miami, ho riconosciuto i luoghi dei suoi films, mentre, quando sono stato in Amazzonia, ho immaginato di incontrare Banana Joe piuttosto che Padre Pedro e Padre G

I suoi film e – prima ancora – la sua vita sono sempre stati caratterizzati dai viaggi e dagli insegnamenti che da essi ne derivano.

Con lui siamo tutti andati tante volte in provincia di Almeria in Andalusia ( Dio perdona, io no!,  La collina degli stivali; I quattro dell’Avemaria, Una ragione per vivere e per morire, Occhio alla penna ) e in Abruzzo e in Molise ( Lo chiamavano Trinità, Continuavano poi a chiamarlo Trinità)  credendo di essere nel vecchio west. Abbiamo conosciuto la   Lucera medievale in Puglia con il Soldato di Ventura  e Livorno con Bomber e Lo chiamavano Bulldozer

Ci siamo spostati poi a Madrid con Altrimenti ci arrabbiamo per poi volare negli USA con Anche gli angeli mangiano i fagioli, Pari e Dispari, Nati con la Camicia, I Due superpiedi quasi piatti, Miami Supercops, Charlestone, Uno sceriffo poco extra e molto terrestre, Chissà perché capitano tutte a me, Un piede in Paradiso e Superfantagenio.

Con Piedone, invece, abbiamo conosciuto la Napoli  tutta cuore degli anni 70-80 per poi spostarci a  Hong Kong,  a Macao, in Egitto e  in Sud Africa ( quest’ultimo, a dirla tutta, fa da scenario anche a Io sto con gli ippopotami)

Memorabili poi  sono le scene girate in Colombia e nel  Brasile amazzonico con Più forte ragazzi –  dove  compaiono Cartagena de Indias,  Macapà, Santarem e Savador de Bahia –  e a Rio de Janeiro con Non c’è Due senza quattro.

Porgi l’altra guancia e Banana Joe, invece, sono stati girati in Colombia. Il primo a Cartagena, il secondo addirittura a Turbo, città famosa per il commercio delle banane che si trova nel dipartimento di Antioquia, ovvero nei dintorni di Medellin. Il film, fra l’altro, è stato girato quando Pablo Escobar era all’apice della propria carriera criminale.

Le serie girate da Bud, infine, non sono da meno: con Bigman siamo tornati in Europa, in Costa azzurra, e poi  nel Lazio, mentre  con Detective Extralarge in USA, con Noi siamo angeli in Sud America e, infine, coi Delitti del cuoco ad Ischia

Ciò premesso, Bud è stato un giramondo anche nella vita.

Da nuotatore ha partecipato a competizioni a Vienna, Alessandria d’Egitto, Helsinki, Barcellona e Melbourne.

La terra d’elezione di Bud, oltre a Napoli, è tuttavia sempre rimasto il continente sudamericano. Se da giovanissimo trascorse molto tempo a Rio de Janeiro e Recife, quando stava per concludersi la sua carriera di atleta, lavorò  in Venezuela e Colombia alle dipendenze di una ditta statunitense che si occupava della costruzione della celebre panamericana. Dopodiché si trasferì a Caracas disputando peraltro, con l’alfa romeo, la gara automobilistica lungo il percorso Caracas-Maracaibo.

Celebre è poi la sua passione per il volo. Fu, infatti,  durante le riprese di più forte ragazzi che si improvvisò pilota e decise di dare avvio ad un nuovo hobby.

Ecco, Bud ripeteva spesso di aver fatto tutto nella vita, tranne il ballerino di danza classica e il fantino.

Io aggiungerei che è andato ovunque anche dove lui non è mai stato fisicamente.

Ad esempio, un grande viaggiatore degli anni ’70 una volta raccontò di essersi perso nel cuore della giungla vietnamita, allorquando giunse in un villaggio che a malapena aveva un generatore di energia elettrica e in cui non si vedeva anima viva.

Ad un certo punto, nel perlustrare il villaggio, entrò in una grossa capanna e trovò tutti gli abitanti dello stesso riuniti attorno ad un televisore: stavano vedendo un film di Bud Spencer tutti assieme.

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10 commenti

  1. Oltre ai due Trinità, il mio film preferito di Bud Spencer (e di Terence Hill, ovviamente) è Botte di Natale. Fu il loro canto del cigno, a circa 10 anni dall’ultimo film che avevano fatto insieme: la critica ebbe quindi gioco facile nel dire che non erano più come ai vecchi tempi, e invece a mio giudizio quel film dimostra che erano invecchiati come il vino. Anzi, che non erano invecchiati affatto, né invecchieranno mai. Sei d’accordo?

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    1. Sei stata la prima persona ad avermi confessato una cosa del genere. Botte di Natale e’ un film per buoni d’animo ed è stata una sorta di celebrazione finale della amicizia e della famiglia in chiave natalizia. Anche a me piace tanto,ma è anche vero che a me piacciono tutti i loro film

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  2. Bud ha accompagnato anche me… ho bellissimi ricordi e sorrido spesso ripensando alle sue imprese… quando capita riguardo i suoi film con i miei figli e un pizzico di nostalgia 😊
    Ps: chissà che forza entrare nella capanna e vedere quella scena 😅

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