Europa occidentale spagna

9 giorni in Andalusia – itinerario di viaggio.

  • Premessa

Dell’Andalusia ho già scritto diffusamente, pubblicando – tappa dopo tappa – il diario del tour di 9 giorni on the road che ho avuto l’opportunità di fare tra Capodanno e la prima settimana di gennaio del 2016.  Non è stata la mia prima volta in Andalusia, ma è stata la prima volta in inverno e ho così materialmente scoperto che effettivamente, anche nei mesi più freddi del’anno, lì si può girare tranquillamente a maniche corte.  Siccome è la regione che – più fra tutte – è comunemente percepita come la “vera Spagna”  e siccome la Spagna è il terzo stato al mondo per numero di turisti, è facile capire che l’Andalusia di fatto non conosca “l’alta e la bassa stagione”, ma è presa d’assalto in ogni periodo dell’anno ( ovviamente con diversi picchi).

La  primavera, più in particolare, è il periodo delle  Semanas Santas  ( settimane Sante), in cui per una settimana ci sono delle manifestazioni molto sentite per rievocare la passione di Cristo e la Pasqua,  ma anche quello  in cui iniziano le “ferias”, feste . sempre di una settimana  – che coinvolgono tutta una città  ( la più famosa delle quali è in assoluto la feria de abril di Siviglia, anche se  quella di Malaga, che si tiene ad agosto, si difende più che bene: qui ho elencato le “10 feste più divertenti della Spagna”, citando più volte l’Andalusia).

  • Sol y tio pepe

D’estate invece le città non affacciate sul mare di fatto si svuotano a causa delle temperature torride e perdono la loro identità per lasciare spazio a  colonie di turisti a zonzo. Sinceramente per me è il periodo meno indicato per organizzare un viaggio in Andalusia. Ciò fermo restando, l’Andalusia non è solo “sol y tio pepe” ( il tio pepe è un famoso sherry prodotto a Jerez de la Frontera che si reclamizza richiamando “il sole dell’Andalusia”), ma anche Sierra Nevara  – con montagne che sfiorano i 3500 metri – Parco Naturale Sierra de Tejeda, Almijara y Alhama e “pueblos blancos”. Ecco, se non volete andare a sciare sulla Sierra Nevada in inverno, sappiate che sul tracciato dei cosiddetti pueblos blanco farà freschetto.

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  • Quanti giorni e dove?

Sono sufficienti 9 giorni per visitare l’Andalusia?
Assolutamente no ( e non lo dico tanto per dire): trattasi della seconda regione più estesa della Spagna con 8 403 350 abitanti.
Nel mio itinerario classico ho dovuto tagliare Cadice e tutta la zona della provincia di Almeria ( cui sono emotivamente affezionato perché è qui che si conobbero Bud Spencer e Terence Hill) con il cabo da Gata, la zona confinante con l’Extremadura – dove pure andrei per fare un giretto a Merida, Caceres e Trujllo ( vi assicuro che sono tutte molto belle) – con Zafra e Jerez de los Caballeros, nonché la provincia di Jaen con Baeza. E’ una regione che si lascia scoprire poco a poco e che per la quantità di cose che offre è adatta ad ogni tipologia di viaggio ( culturale, gastronomico, sportivo, avventuroso, balneare).

  • Gente de calle

Gli andalusi non sono molto famosi per la loro voglia di lavorare.  Nel resto della Spagna vengono considerati come “gente de calle”, cioè come persone che amano trascorrere la giornata per la strada godendo del clima mite e del sole che non tramonta mai.  I loro caratteri un poco gitani e un altro poco arabi li fanno apparire come dei furbetti  bravissimi a farsi “i fatti loro”, ma è anche vero che di stereotipi ne è pieno il mondo. Ciò che vi posso dire con assoluta certezza è che però è che parlano con un accento molto rimarcato “mangiandosi  le parole” dimenticandosi della loro parte finale. Così la città Cadiz ( leggasi Cadìs) è diventata universalmente nota come Cadì; con ciò alimentando una serie di sfottò e di battute che sono molte diffuse in tutta la Spagna. Gli andalusi sono, tuttavia, molto orgogliosi di essere spagnoli e per questo, essendo a volte considerati “esagerati” in questo senso”, spesso si contrappongono simbolicamente ai catalani, che sono più raffinati nei modi e hanno forti velleità indipendentiste. Per questo motivo, un paio di anni fa ha avuto molto successo una commedia dal titolo “8 cognomi Baschi” e il suo sequel “8 cognomi catalani” in cui si ironizza fortemente tra baschi, catalani e andalusi.

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  • Gastronomia

Parliamo di cose serie: in Andalusia con il cibo ci si può fare davvero del male. Da provare vi è assolutamente il Gazpacho ( una zuppa fredda con pomodoro, peperoncino, aglio, cipolla, aceto e olio da accompagnare con il pane) e la sua variante di Cordoba, il Salmorejo. Vi è poi el rabo de toro, ovvero la coda del toro, una carne grassa molto buona: non vi impressionate! Altri piatti tipici sono poi los   Huevos a la flamenca ( uova accompagnate con prosciutto crudo, chorizo, pomodoro fritto e patate)  e i Migas. (  a base di chorizo, aglio e pane duro, ). L’Andalusia è però famosa soprattutto per il suo pesce. A Malaga si usa mangiare il cuoppo fritto con la frittura di paranza e cucinare il pesce alla brace. Non dimentichiamo poi le tapas più svariate e ovviamente la tortilla. Per favore non prendete la paella: non è tipica di questa zona. Prenderla in Andalusia è come mangiare i canederli e la polenta in Sicilia!  Aggiungo poi che la colazione dovete farla assolutamente con pan, aceite y tomate ( o jamon), cioè con pane, olio e pomodoro ( o prosciutto).

Da bere c’è poi l’imbarazzo della scelta. Oltre al moscatel, che è un ottimo vino liquoroso un po’ come il nostro passito, ci sono tutti  i vini prodotti nella zona di Jerez de la frontera e di Cadice. Sempre a Jerez si produce lo sherry ( non solo el tio pepe), mentre a Motril fanno il rhum. Da non dimenticare poi le birre: la Cruzcampo, l’Alhambra e la Victoria. 

  • L’itinerario

Andando poi al viaggio in senso stretto,  supponendo che la maggior parte dei lettori provengano dall’Italia e arrivino in Andalusia in aereo, quindi sostanzialmente a Siviglia o a Malaga, questo è l’itinerario che propongo:

  • MALAGA  – Giorno 120151231_213510

Vi diranno che Malaga è una città bruttina e moderna priva di attrattive. Vi diranno altresì di fermarvici il meno possibile e usarla solo come base per andare altrove. Statemi a sentire, chi vi dice questo non capisce nulla. Malaga non è solo la città di Picasso ( cui è dedicato peraltro un museo) e dei murales. Malaga è una città vitale piena di energia e di entusiasmo che coinvolge ogni visitatore. Non rimanerne abbagliati è davvero difficile. Ha anche un bel centro storico che parte da calle Larios e plaza de la costitucion e ha come epicentro  una stupenda Cattedrale, soprannominata la Manquita ( perché “le manca” una parte della torre destra che non è mai stata ultimata),  adornata da un singolare aranceto. Il teatro romano con alle spalle l’Alcazaba  offre uno scenario molto suggestivo .

 

El Pimpi –  Se volete un locale vissuto con i prosciutti appesi, le botti di vino e le fotografie di tutti di tutte le celebrità della Malaga di fine ‘800 e inizio ‘900 non potete non andare al Pimpi anche se solo per una birra. Non vi dico se si mangia bene o male, ma fateci un giro a prescindere. Si trova vicino al teatro romano e lo conoscono praticamente tutti.

Qui ho scritto del mio Capodanno a Malaga, potendo essere più prolisso su ciò che mi ha regalato questa città. Dateci una sbirciata.

  • Nerja – Giorno 220151218_141455

Presumendo che a Malaga passiate anche la mattina, la prima da organizzare nei dintorni di Malaga è sicuramente a Nerja, la Taormina di Spagna.  Della stessa ho scritto qui allegando anche diverse foto. E’ un paesino delizioso, che si trova a circa 50 km dal capoluogo, con un mare cristallino e un affaccio noto come el  Balcón de Europa che mette i brividi per la sua bellezza. Poco distante vi è poi Frigiliana, che merita una sosta perché il tipico paese andaluso con le casette bianche.  Tornando sulla costa, vi sono poi altri scorci  davvero niente male per tutta la strada che va   fino a Almuñécar. 20151218_141346

  • Granada – Giorno 3

A Granada si va essenzialmente per vedere due cose:  l’Alhambra e la tomba dei Re Cattolici ( Isabella di Castiglia e Ferdinando D’Aragona). Per l’Alhambra è consigliabile prendere i biglietti su internet molto prima di partire, perché vi è un indegno mercato gestito dai tour operator e dagli alberghi. Più in particolare l’Alhambra è una cosa enorme, che da sola richiede ore ed ore per la visita.

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Dopo aver varcato i cancelli,  vi è il vialone alberato dell’Alameda, dopodiché  c’è l’alcazaba (  la fortezza) con 8 torri, la Generalife – ovvero “i giardini dell’Architetto” – e il palazzo con le stanze dell’imperatore. Come già detto, poi di Granada va vista la Cattedrale con la cappella reale e le tombe dei Re cattolici e ovviamente il centro storico tutto. Merita una passeggiata poi anche  il quartiere di El Albaicín, il quartiere arabo medioevale.  Di Granada ho scritto qui.

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Cordoba – giorno 4

L’Alhambra sta a Granada  come  La mezquita sta a Cordoba ( di cui ho scritto qui ). Cordoba è una cittadina molto ordinata e tranquilla che non si concede eccessi delle altre province e se ne sta un po’ per i fatti suoi.  In primavera qui si svolge una gara per chi ha il patio più belle. Centinaia di cortili antichi aprono i loro cancelli e vengono abbelliti da fiori. Si tratta di una manifestazione molto curiosa. Ciò detto, la Mezquita non è altro che una delle principali espressione dell’arte arabo-islamica in Europa. Oggi è una Cattedrale ed è dedicata all’Immacolata Concezione di Maria Santissima in Cordoba.  Da  non perdere poi è la Basilica di San Pietro,l’Alcázar dei Re cattolici, il ponte romano, il quartiere ebraico e il palazzo della Merced.DSC05119

Santos – Vicina alla Mezquita una sosta d’obbligo è da Santos. Qui, seppure seduti su dei muretti di fortuna, potrete provare una tortilla speciale e anche altre specialità quali el salmorejo.

  • Ecija e CarmonaIMG-20160103-WA0019

Abbandonata Cordoba e dirigendoci verso Siviglia, è possibile fare due brevi soste in due realtà della Andalusia meno note, Écija e Carmona.  Trattasi di due paesini – di cui ho scritto brevemente qui – molto carini con Chiese, cortili e porticati tipici del barocco spagnolo. Sono assolutamente da vedere!

  • Siviglia – Giorno 5 e 620160105_132440

con Siviglia ho un rapporto di amore e odio che mi porto appresso dalla prima volta che l’ho vista. E’ l’unica città dell’Andalusia che merita due giorni pieni per essere visitata dignitosamente, ma che – nonostante le indubbie bellezze – non mi ha lasciato sbalordito come pensavo. Qui potete leggere il mio racconto sulla divertente “cabalgada de los Reyes” 

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In Spagna i regali sono soliti portarli i re magi il 6 gennaio e per questo in molte città dell’Andalusia si organizzano delle sfilate incredibili in cui distribuiscono dolcetti e leccornie varie.  Se però leggere anche le prime impressioni che mi ha dato Siviglia, andate qui: Siviglia non è la vera Spagna.

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Opinioni a parte, Siviglia è sicuramente la città più bella della regione. La piazza di Spagna, l’Alcazar e la Cattedrale con la Giralda meritano da sole la trasferta. C’è però molto altro da vedere: il parasol, la torre de Oro, i quartieri di Santa Cruz, di Betis e di Triana, l’Archivio delle Indie e tanti altre cose sparse in giro per la città.  I miei posti del cuore sono però la casa de Pilatos e il palazzo della Contessa di Lebrija ( quest’ultimo è poco visitato, ma merita davvero). 20160104_183742

–  Un posto tipico per mangiare tapas è Morales. Non ve ne pentirete!

  • Jerez de la Frontera e los pueblos blancos – giorno 7 

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Jerez ( cliccate qui per leggere, perché non voglio ripetermi)è una città famosa per il vino, i cavalli, il motociclismo, il golf e la caccia, ma poco considerata da un punto di vista turistico. Invece a me è piaciuta moltissimo. I suoi angoli suggestivi, la sua Cattedrale monumentale e il suo essere ruspante la rendono davvero affascinante.
E’ inoltre in una posizione ideale per servire da base per una gita nei cosiddetti “paesi bianchi”. Si tratta di 18 borghi un po’ isolati che nel tempo hanno mantenuto intatta la loro connotazione urbanistica. I pueblos blancos più belli sono ovviamente quelli che ho visitato ioArcos de la Frontera,  Ubrique  Grazalema e Zahara de la sierra. Il panorama che le collega è davvero molto interessante.DSC05341

Ronda e  Marbella- giorno 8

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Ronda è   famosa essenzialmente per il suo ponte con uno strapiombo di 160 metri e un tajo  ( una spaccatura) davvero impressionante.  Affacciarsi da lì lascia davvero senza fiato.  Ronda però è anche altro. E’ araba per via delle sue strade strette e tortuose, è romana per via del ponte San Miguel, è spagnola per via della passione sfrenata per la corrida e per il flamenco innata nei suoi abitanti. Vi dice nulla il cognome Ordóñez? No? Ecco, sappiate solo che ci sono almeno una decina di toreri con questo cognome che sono entrati nella storia di Ronda.

Per leggere di Ronda clicca qui

– Marbella

La strada che da Ronda porta a Marbella ( clicca )è davvero spettacolare e rende davvero affascinante il trasferimento. Quest’ultima località poi non ha bisogno di  presentazioni. E’ una delle più rinomate località balneari della Spagna. Oltre alle ville e agli hotel di lusso, offre un bel centro storico pieno di aranceti e un rilassante lungomare. Non lontano vi è poi Puerto Banus, un porticciolo famoso per le barche lussuose che vi attraccano. A me non è piaciutoDSC05455

  • Gibilterra – Giorno 9

Da Marbella in poco più di un’ora siete a Tarifa o a Gibilterra. Quest’ultima è una località talmente surreale che non può non essere inclusa in un viaggio in Andalusia. Tanto per cominciare, con la macchina attraverserete una pista d’atterraggio ( quando deve atterrare un aereo, il traffico viene bloccato), dopodiché vi troverete magicamente in Inghilterra. Troverete pub e le famose cabine del telefono, notando come ogni negozio segue gli orari inglesi anche se ovviamente il clima e la latitudine di certo non è inglese. Inoltre vi è un promontorio molto panoramico in cui ci sono delle scimmiette in libertà. Non si può non andarci! Gibilterra è davvero cool! 

Se volete leggere brevemente qual è la storia di Gibilterra e perché ci sono le scimmiette che girano per la città, cliccate dovete vedete il blu e lo scoprirete.DSC05397

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10 commenti

  1. Che meraviglia l’Andalusia! Ci sono stata anni fa e ci tornerei. All’Albaicìn ci abbiamo alloggiato e nonostante le predizioni drammatiche del tassista che ci ha accompagnato, ci siamo trovati benissimo, e il luogo è uno spettacolo, un incanto!

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      1. Mah, non voleva neanche entrare, ci ha lasciati all’inizio e ha detto che era un posto pericoloso e come mai avevamo scelto proprio di stare lì. In realtà era stato un caso, ma si è rivelata un’ottima scelta. Penso che come dici tu, il pregiudizio è di casa ovunque, purtroppo.

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      2. Infatti. Secondo me ha esagerato proprio di brutto. L’Andalusia è effettivamente un po’ gitana e i furti ci sono, ma comunque le sue città sono di dimensioni medio-piccole e non ci sono quartieri veramente pericolosi. Certo, gli episodi di criminalità ci saranno, ma per me ad esempio sono molto più “pericolose” Barcellona e Bilbao.

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  2. 3 estati fa, in questo ho un ricordo preciso, iniziai a pianificare il giro della Andalusia, per poi ripiegare verso una vacanza più “statica” e rilassante. Però avevo già fissato alcune tappe, e rimango con il piccolo rammarico, e curiosità, di fare davvero una vacanza in quella regione. Ottimo il tuo suggerimento per le tappe da seguire.

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