Villafranca del Bierzo e l’indulgenza plenaria

  • Villafranca del Bierzo e il perdono. “ E’ una tappa fondamentale del cammino di Santiago perché, oltre appunto a Santiago, consente di ricevere l’indulgenza plenaria ( il perdono ). Dunque cosa visitare a Villafranca del Bierzo ? 

Uno dei miei paesi preferiti che si attraversano lungo il cammino di Santiago francese è sicuramente Villafranca del Bierzo. Anzi, se ve la devo raccontare tutta, a me piace proprio tutto il Bierzo, l’area più occidentale della Castilla y Leon più verde e più rigogliosa. Così,dopo avervi raccontato di Molinaseca,la porta d’ingresso al Bierzo, e della sua festa dell’acqua, lasciatemi che vi parli di Villafranca, il paese da cui si parte alla conquista del Cebreiro e che permette di  salutare finalmente la Galizia

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A questo splendido paesino, del resto,  mi legano tanti ricordi, il più incredibile di tutti è sicuramente l’incontro con Santi, un cagnone di circa 60 kg che nel 2011 iniziò a seguirmi e mi guidò, con passo felpato, fin quasi alla vetta del Cebreiro ( dopodiché si piantò  a terra e aspettò che, come ogni volta che riusciva a scappare per seguire un pellegrino, il suo padrone venisse a prenderlo). Da allora ogni volta che passo per Villafranca spero di rivedere Santi, ma quella apparizione non si è più materializzata. Se avete voglia, potete leggere il diario del primo cammino di Santiago in cui racconto anche del mio incontro con Santi.

Ciò premesso, Villafranca del Bierzo è storicamente una tappa fondamentale del cammino di Santiago perché, oltre appunto a Santiago, consente di ricevere l’indulgenza plenaria ( il perdono appunto).

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Qui infatti nel   XII secolo l’arcivescovo di Astorga  chiese al Papa una bolla papale per essere autorizzato a costruire una Chiesa in onore di San Giacomo con gli stessi privilegi di indulgenza della omonima Cattedrale di Santiago per i pellegrini malati non in grado di proseguire. Anticamente infatti arrivare oltre Villafranca era particolarmente difficoltoso, perché – dopo aver superato Astorga, la Cruz de hierro e tutto il Bierzo – bisognava ( bisogna tuttora) affrontare il Cebreiro e il clima ostile della Galizia. Per questo ai pellegrini moribondi arrivati a Villafranca era riconosciuta la possibilità di ottenere gli stessi benefici previsti per chi si recava davanti alla tomba dell’Apostolo. In particolare,  per ottenere la indulgenza, era necessario passare  attraverso la puerta del perdón (una delle prime cose da vedere) e poi, percorsa la navata della Chiesa romanica, fermarsi poi davanti alla statua di San Giacomo. Oggigiorno la porta del perdono viene aperta solo nel corso dell’anno Santo, ma tuttora vi sono dei pellegrini malati che chiedono di ottenere la indulgenza plenaria a Villafranca ( sono pochi, ma esistono!)

La storia di questo meraviglioso paese, dove si producono vini e salumi, è dunque tutta legata al cammino di Santiago a partire dal nome.

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Secondo una prima ipotesi infatti la fondazione di Villafranca è legata ad una vacca, lasciata libera dai mandriani, che scelse di sua iniziativa questo posto per i pascoli.

In realtà la storia di Villafranca deve tutto al cammino di Santiago e, come dice il nome, ai franchi, cioè ai francesi che qui si stabilirono ( si chiama Villafranca del Bierzo per distinguerla da altri centri che si chiamano Villafranca).

È stata infatti uno dei primi centri nati per accogliere i pellegrini per via della sua posizione geografica all’inizio della valle del fiume Valcarce  e per via  dei guadi e dei ponti  che consentivano di proseguire  il cammino.

Qui poi, attorno al secolo XI, si stabilirono dei pellegrini francesi fondando il monastero di Santa Maria Cluniaca e coltivando la vite.

Conseguentemente il borgo si trasformò in una sorta di enclave francese e acquisì il nome di Villa – Franca, ovverosia di villaggio dei francesi.

Trattandosi dunque una tappa fondamentale del cammino di Santiago ( francese!!!), sorsero altresì ospedali e ostelli, tra cui la Leproseria de San Lazaro per i malati di lebbra,  l’Hospital de Santiago e l’Hospital de San Roque ( poi convertito nel Convento de la Anunciada tuttora esistente).

Sulla scorta di tanto si capisce bene perché, essendo un grande centro di accoglienza,  Villafranca divenne un importante “snodo” del cammino di Santiago in cui i tanti malati accolti, ove impossibilitati a proseguire il viaggio, potevano chiedere il perdón ( cioè l’indulgenza plenaria).

Si capisce altresì perché, grazie ad una economia solida basata già allora sul vino, vi si stabilirono personalità che impreziosirono Villafranca con bei palazzi nobiliari.

Chi proviene a piedi dalla più rurale e modesta Cacabelos (la cui storia è legata ai romani) del resto se ne rende subito conto, visto che – nell’attraversare paesaggi mozzafiato e vitigni – all’arrivo a Villafranca avvertirà di trovarsi in una città che è stata storicamente opulenta.

Tanto è vero che la figlia del conte Benavante sposò Pedro Alvarez di Toledo, poi divenuto celeberrimo viceré di Napoli, consentendo alla sua casata di entrare nella ristretta cerchia dei “grandi di Spagna”. È tuttavia soprattutto nel XVI e XVII che Villafranca conosce il suo periodo migliore con la formazione di una classe borghese e un artigiano di livello che consentì di costruire tanti bei palazzi.

Dunque posizione geografica favorevole lungo il cammino di Santiago, la possibilità di ottenere l’indulgenza plenaria per i propri peccati, una economia florida basata sull’artigiano e la produzione di vino assieme al realismo politico dei nobilucci locali  consentirono a Villafranca di poter investire in bellezza.

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  • Che cosa vedere a Villafranca del Bierzo

Che cosa vedere a Villafranca del Bierzo?  Qualche spunto in italiano lo offre anche Spain.info, sito in ogni caso che vi dà sempre un quadro generale su ciò che c’è da vedere in Spagna. Se parlate spagnolo però consiglio soprattutto di dare un’occhiata a  https://www.turismocastillayleon.com/

Cosa vedere a Villafranca in ogni caso ve lo racconto io. Il tour di Villafranca del Bierzo inizia infatti dalla sua parte alta. Là si può scorgere il Castello-Palazzo dei Marchesi di Villafranca. È una costruzione sontuosa del XVI secolo con enormi torri laterali. Parte dell’edificio è abitata dalla famiglia del compositore della Generazione del 51, Cristobal Halffter.
In ogni caso, il complesso non è aperto al pubblico.
Ciò detto, è una strada ripida che porta davanti alla celeberrima Chiesa di Santiago. I pellegrini del Camino de Santiago entrano in città proprio passandovi accanto, spesso inconsapevoli della importanza di ciò che è tutto sommato una chiesetta. L’edificio è romanico del XII secolo e, come già detto, passare sotto alla porta del perdono consente ai pellegrini disabili di ottenere gli stessi benefici spirituali ottenuti arrivando a Compostela.

Altra sosta fondamentale a Villafranca è poi nella bella Plaza Mayor, che si trova nella parte bassa del paese. Dalla piazza si può poi vedere la chiesa di quello che era Convento di San Francesco del XIII secolo ( il convento non esiste più ), probabilmente fondato proprio da San Francesco in persona. La Chiesa è in stile romanico e ha un soffitto a cassettoni mudéjar.

Bello poi è il Municipio del XIX secolo che ospita un teatro costruito nel 1905

Un’altra cosa da vedere è poi la Calle del Agua ( la vita dell’acqua) percorre tuttora il nucleo urbano originario del paese da un punto all’altro fino allo scenografico lungofiume. I suoi edifici principali sono rinascimentali e barocchi con balconi a sbalzo e casse.
Tra questi edifici spicca il Palazzo di Torquemada in stile barocco. L’adiacente casa moresca, al numero 31, risale poi al XV secolo. Proseguendo si trova poi la casa nobiliare appartenente a Don Pedro Alvarez de Toledo, il Convento di San Giuseppe con una epigrafe che ricorda il luogo di nascita dell’autore di novelle Enrique Gil y Carrasco e lastre in pietra che richiamano versi di poeti locali.
Si noterà poi l’imponente convento dell’Annunziata, costruito sul vecchio ospitale per pellegrini, con opere del pittore fiammingo Paul Bril. Inoltre, nella Chiesa è custodito il corpo di San Lorenzo de Briondis, medico dell’ospitale.
Un’altra curiosità è poi che qui si conserva un cipresso di 400 anni espressamente tutelato come albero storico della Spagna.  Sempre nel centro vi è poi la Chiesa di San Nicola del Real che impressiona per le sue dimensioni.

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Da ultimo non si può dimenticare la collegiata di Santa Maria voluta dagli Alvarez de Toledo da  cui si estende il giardino alla francese de La Alameda.

Insomma, Villafranca – pur nelle sue piccole dimensioni – vanta una storia di tutto rispetto di cui conserva i segni: ospedali per pellegrini, grandi Chiese legate al cammino di Santiago e alla fede, palazzi nobiliari legati alla sua opulenza. Si aggiunga infine che è stata baciata dalla fortuna anche per via di una natura rigogliosa che la incastona all’interno di una cornice verde.

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5 commenti

  1. Mmmmhhhh il cammino di Santiago lo teniamo in stand by da un po’. Ma allora ci sono diverse Villafranca sullo stesso cammino? Oh i francesi stanno sempre dove c’è il vino, ma anche noi italiani non scherziamo affatto, infatti pensavo di iscrivermi ad agraria, trasferirmi in cile e fare un vino rosso che sia paradisiaco , alcolico ma che non faccia ingrassare! Riuscirò nel mio intento? 🤔

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