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Officina della Bistecca a Panzano in Chianti: un deludente fastfood

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Siamo nel cuore della val di Chianti, precisamente a  Panzano in Chianti, frazione di Greve in Chianti, dove – più precisamente – se alle 10 di mattina entri in un bar ed ordini un caffè in luogo di una fiaschetta di vino sei bollato subito come “finocchio schicche”.

Qui vive e vegeta ( anzi macella) Dario Cecchini, macellaio entrato nelle cronache italiane allorquando si discuteva se bandire la bistecca fiorentina per via della mucca pazza e lui si mise alla testa dei ribelli richiamando l’attenzione dei media.

E’ stato quindi grazie a questa battaglia campale che negli anni è riuscito a creare “un mito” aprendo, tra l’altro, il suo ristorante a tendenza carnivora privo di formalismi.

Da Cecchini, infatti, ci si può tranquillamente trovare a tavola con sconosciuti e, se ci si porta il vino da casa,  nessuno si offende: anzi diciamo pure che è consigliato farlo, visto che – a dirla tutta – il vino della casa proposto dal Cecchini è un vinaccio di quelli brutti sinceramente offensivo della tradizione del Chianti.

Quanto alla carne, il punto dolente è costituito dal fatto che – per esigenze organizzative – bisogna per forza optare per un pacchetto senza poter effettuare alcuna variazione.

Più in particolare il “pacchetto” più interessante è costituito sicuramente da quello da 50 euro con assaggi di bistecca fiorentina, bistecca “panzanese”, carpaccio di culo e costatella.  Vi è poi il menù Solociccia a 30 euro con 6 portate di carne “dal naso alla coda” e verdura.

Del tutto deludenti possono per il resto apparire i menù “popolari” da 10-20 euro.

Mi riferisco in particolare al Mac Dario di 10 euro con medaglione, patate e verdure, al Super Dario da 15 euro ( cui va aggiunta la pappa al pomodoro) e all’Accoglienza da 20 euro con sushi del chianti, tonno del chianti, arista in porchetta e cosimino in salsa ardente. Insomma, tutta roba che si lascia mangiare, ma che di certo non giustifica di certo una trasferta mangereccia da Cecchini. Né sinceramente merita commento alcuno il menù vegetariano da 50 euro: spendere 50 euro per un pinzimonio e dei fagioli è assolutamente… sciocco.

All’officina della bistecca, in definitiva, si può pure andare per assistere alla simpatica esuberanza di Cecchini e del suo staff, nonché per trascorere una  giornata scanzonata e in allegria a prezzi tutto sommato contenuti, ma non aspettatevi di mangiare la carne più buona della vostra vita.

Statene certi.

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