Adrienn Treitz  racconta la sua esperienza di volontaria in Nepal

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  • Volontaria in Nepal per insegnare l’inglese

La circostanza in cui ho conosciuto Adrienn Treitz  non è  stata affatto idilliaca.  Ero infatti al centro Cresti di Ponte d’Arbia nei pressi di Siena ed ero veramente dolorante per un problema ai piedi occorsomi mentre affrontavo la via francigena. In quell’occasione, tuttavia,  lei  mi dimostrò immediatamente che, per rendere il mondo migliore, basta un po’ di gentilezza. Così si prodigò con esito per alleviare i miei dolori per poi dire: “bene, ora andiamo a mangiare”..

Per questo motivo, quando  evoco il mio cammino in Toscana (e le mie cene), i  pensieri vanno principalmente proprio ad Adrienn, E ciò anche perché è una persona particolarmente spiritosa con cui  ho sempre condiviso con piacere la birretta di fine tappa. Adrienn è ungherese, vive in Germania ed è attualmente in Nepal. Non è la prima volta che ci va e così ho deciso di intervistarla da remoto per capire cosa stia combinando.  L’intervista è avvenuta in lingua inglese, per cui  la traduzione  probabilmente non ha la stessa resa in italiano. Perdonatemi, si fa quel che si può…

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  • 1 Adrienn raccontaci un  po’ di te: chi sei, cosa fai, da dove vieni. In particolare, spiegaci una cosa: come  fa a vivere in Germania  una persona gioviale come te?

Sono nata e cresciuta in Ungheria in una famiglia di origine tedesca, per cui ho imparato entrambe le lingue contemporaneamente frequentando una scuola bilingue. Poiché sono sempre stato interessata alle lingue e alle culture,  infatti ho iniziato a studiare inglese e tedesco. Durante i miei studi ho avuto la possibilità di essere una studente erasmus in Germania e – storia classica – mi sono innamorata. L’amore poi se n’è andato, ma sono rimasta in Germania e sono felice  della scelta perché ho trovato   altre persone gioviali in giro. Anche se fare amicizia in Germania non è troppo facile, ho imparato a circondarmi di persone più rilassate, di mentalità aperta e giuste….. ergo mi sento a casa.

  • 2 Cosa significa viaggiare per te e perché lo fai a piedi? Cammini alla ricerca di qualcosa?

Il viaggio è diventata una parte essenziale della mia vita che ho deciso di iniziare a intraprendere dai  anni in poi. Non sono mai stata una classica backpacker con lo zaino in spalla e non ho avuto occasione di andare via  dopo la  scuola come fanno molti giovani al giorno d’oggi. Ma sono sempre stato interessata alla cultura, alla religione e agli incontri con sconosciuti che mi possono trasmettere qualcosa. Dopo una lunga relazione, ho deciso di iniziare con la vita da  cui ero sempre stata attratta. Mi sono trasferita in un appartamento condiviso, ho comprato un enorme zaino e ho iniziato a mettermi nei guai da sola. E presto ho capito quanto fosse facile per me essere da sola per  connettermi con gli altri. Quindi ormai mi diverto a viaggiare da sola  più che con gli amici. O, per dirla nel modo giusto,  di solito inizio a viaggiare da sola, ma in qualche modo  poi finisco sempre.  Viaggiare a piedi ha avuto un’importanza speciale per me solo negli ultimi tre anni. Sognavo il Cammino di Santiago da molto tempo, ma non l’ho ancora percorso. Quando un amico irlandese mi ha invitato ad attraversare le Alpi sulla Via Francigena, mi sono innamorata del camminare e del semplice stile di vita da pellegrino. Non perché fosse facile … Avevo dolori, sofferenze , vesciche, ferite sanguinanti,  ho persino perso  unghie dai piedi  e avuto le caviglie gonfie … ma c’era qualcosa  che mi ridestato e mi ha fatto scoprire  la bellezza di camminare un passo dopo l’altro. Quello che cerco è il silenzio, la bellezza della natura che puoi catturare solo in quel singolo momento e, naturalmente, tutti gli incontri e le storie delle persone che incontri lungo la strada che sembrano essere così diverse ma comunque uguali come te … Ed è sostanzialmente per questo che ho scoperto Nepal. Il mio amore per le montagne e il mio fascino per la vita semplice volevano vedere l’Himalaya!volontariato_nepal_2

  • 3 Ora sei in Nepal e non è la prima volta che  ci vai. Che stai facendo li?

Mi sono imbattuta in  una associazione per caso dopo essere tornata in Germania a seguito della conclusione della   Via francigena,  allorché ho deciso di visitare un sito web. Mi sono resa conto che l’organizzazione non solo promuoveva il turismo sostenibile in aree remote, ma supportava anche una vasta gamma di progetti sociali e accetta volontari. Avevo il sogno di andare in Africa per aiutare i bambini quando avevo circa 18 anni. Purtroppo (o per fortuna?) I miei genitori non sono stati in grado di sostenerlo finanziariamente e l’unica possibilità di andare sarebbe stata per l’assistenza medica, ma  questo non era assolutamente il mio campo! Quindi, quando ho visto che Karmalaya ero alla ricerca di persone che insegnano l’inglese nelle scuole del villaggio, ho capito che questa era  la mia occasione per realizzare il mio desiderio. Ho lavorato e  partecipato a diversi progetti della mia ONG, lavorando a scuola, orfanotrofi e una casa per persone cieche. È stata un’esperienza straordinaria e non vedo l’ora di ritornare subito appena sarà finita.

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  • 4 Com’è il tuo rapporto con una popolazione così diversa nella cultura e nelle tradizioni? Riesci a relazionare con la popolazione  nepalese?

La mia prima volta in Nepal è stata di 6 settimane nell’estate del 2018. Mi sono innamorata così tanto dei bambini che, appena tornata in Germania, ho deciso di organizzare soggiorni più  lunghi. Ho chiesto alla scuola in cui insegno in Germania un anno sabbatico non retribuito e ha accettato. Ho preso un lavoro aggiuntivo come cameriera la sera e ho risparmiato tutto il possibile per trascorrere 5,5 mesi in Nepal da settembre 2019 a febbraio 2020. La cultura in Nepal è molto diversa, ma  mi ci sento a casa  ormai! È un paese estremamente diversificato dal punto di vista culturale, religioso ed etnico e la bellezza naturale è difficile da esprimere a parole. Le persone qui sono aperte, interessate, rilassate ed estremamente disponibili. Mi hanno trattato come un familiare sin dal primo giorno, chiamandomi “sorella”, quindi sì, posso dire,  di aver fatto amicizia qui! Ho anche “adottato” un figlioccio in uno dei progetti, per cui sono proprio presa da questa posto. Potrò fornire una istruzione a questo bambino e mi sento molto fortunata ad avere la possibilità di restituire qualcosa al mondo, visto che sono cresciuta in una situazione  privilegiata

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  • 5 Qual è l’esperienza  che più ti ha colpito in Nepal?

È difficile  citare una esperienza in particolare … È fondamentalmente la vita di tutti i giorni qui che ti fa sentire molto grata e felice per quello che hai. Qui i bambini sono sorridenti pur nella sporcizia  e pur senza fantasiosi giocattoli di plastica. La loro bontà d’animo e la luce dei loro occhi, i piatti vuoti dopo ogni pasto (due volte al giorno per tutta la vita non è immaginabile per noi)  mi emozionano. Mi emozionano anche le vecchiette di campagna che guadagnano il tuo rispetto semplicemente mostrando i volti segnati da una vita di duro lavoro fisico. Per non parlare della mancanza di  elettricità,  fognature,  acqua nelle case, acqua potabile e acqua calda,  delle capanne senza finestre ecc .  È la fiducia di tutti i giorni, la gratitudine, la felicità senza avere molto che mi colpisce di più  e mi fa imparare tanto nei limiti delle mie possibilità

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  • 6 Raccontaci di un incontro particolare e di un episodio che ti ha fatto sorridere.

Qui ci sono molti incontri divertenti che si basano principalmente su incomprensioni dovute alla lingua. Una delle mie storie preferite riguarda il mio primo giorno nel progetto l’anno scorso, quando una Sorella mi ha offerto del miele da mettere sul tè. In Nepalese suona tipo: “Chiya khane?” e io ho accettato di buon grado. Poche ore dopo, mentre mangiavo una zuppa, ho sentito un suono simile e io, tra la sorpresa e il disgusto,  ho pensato che in Nepal fossero davvero strani a mettere il miele sulla zuppa. Ciò   fino a quando ho scoperto che la parola che avevo tradotto come miele, “khane”, in realtà significa semplicemente mangiare / bere. La famiglia che mi ospita mi sfotte ancora su questa cosa.

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  • 7 Quali sono i tuoi piani per il futuro?

Non ho troppi piani per il futuro. Ho imparato a non pianificare troppo e prendere tutto come viene:  un passo dopo l’altro.

L’unico piano che ho  è di essere realizzata, felice e rendere gli altri felici il più possibile. E la felicità per me implica sicuramente viaggiare. Anche a Nepal

  • 8 Perché ti piace aiutare le persone?

Aiutare gli altri è un atto molto egoistico per me, perché lo faccio semplicemente perché mi rende felice! Credo nel karma. Ciò che si dà,  ritorna. Quando un ragazzo per il compleanno dei 12 anni ci ha detto “grazie per il regalo, ha reso molto felici tutti.. E quando questo ti rende felice, ci rende ancora più volenterosi di fare altre azioni. E così  all’infinito.

  • 9 Adrienn, dimmi la verità, hai intenzione di scalare l’Everest? Se sì, per favore, mi porti  con te?

Devo deluderti. Non scalerò l’Everest. Almeno non proprio a breve. Ma se entrambi raccogliamo abbastanza punti karma in questa vita, potremmo provarci insieme prossimamente

2 commenti

  1. In effetti avevo già letto la sua testimonianza.
    Ho visto un bel documentario sul Nepal un paio di mesi fa, e tutto sommato l’ho trovato un Paese non ricco, ma abbastanza auto sufficiente a livello economico.
    I problemi maggiori sono dovuti alla conformazione del territorio, ed alla difficoltà di comunicazione. I paesi più piccoli risultano quasi isolati, sia a livello scolastico che sanitario che di scambi commerciali.
    Anche loro soffrono i mutamenti climatici, specialmente per l’allevamento degli animali da lana (non ricordo quali fossero), i quali non trovano più territori adatti per transumanze e alimentazione.
    Una Nazione interessante di cui anch’io, nel mio piccolo, ho recentemente parlato.

    https://nonsonoipocondriaco.wordpress.com/2020/01/31/lo-strano-caso-dei-re-del-nepal/

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    • Ehehe sì, non hai avuto la pazienza – e ne sono contento – di aspettare la mia traduzione. Il Nepal a me interessa soprattutto per le montagne, sono sincero. Vorrei tanto avere la possibilità di affrontarle. Adrienn opera proprio in uno di questi villaggi di montagna e posso dirti che ha una luce negli occhi che non si può dimenticare

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