7 curiosità sulla Reggia di Caserta

La reggia di Caserta è la più bella reggia d’Italia e soprattutto, assieme a Versailles, una delle più belle d’Europa.  Fu realizzata da  Luigi e Carlo Vanvitelli per volere di Carlo di Borbone, un sovrano mecenate che promosse l’arte e la cultura in ogni aspetto interessandosi anche della trasformazione urbana di Napoli. A lui si deve il real teatro San Carlo ( il primo teatro lirico al mondo), la reggia di Capodimonte, la real fabbrica delle ceramiche di Capodimonte, la reggia di Portici, l’impulso degli scavi archeologici vesuviani e, soprattutto, la reggia di Caserta.

Quando successivamente divenne  sovrano di Spagna, re Carlo imitò il modello Napoli e si guadagnò il soprannome di “sindaco di Madrid” con la realizzazione, tra le tante cose,  di una nuova fabbrica di ceramiche all’interno del parco del retiro sulla falsariga di quella di Capodimonte e la reggia di Aranjuez.

In questo post non vi illustrerò cosa c’è da vedere all’interno della reggia di Caserta, ma vi racconterò alcune curiosità che rendono ancora più incredibile la sua storia. Per gli storici dell’arte, infatti, la reggia di Caserta è l’ultimo grande lascito  del barocco italiano, essendo peraltro un gigantesco ( ma armonico )  complesso di 1 200 stanze  per 47mila  m².

Reggia-di-Casert

In realtà alla base della sua realizzazione  c’è ben altro, visto che richiese l’impegno delle migliori maestranze dell’epoca, nonché la risoluzione di problemi di alta ingegneria per soddisfare sia esigenze pratiche che quelle ludiche dei regnanti.

  • La smart city e la reggia di Caserta.

Nondimeno il grande progetto che portò alla realizzazione della Reggia di Caserta doveva, nelle intenzioni di re Carlo e successivamente di re Ferdinando,  permettere  di dare attuazione a quella noi  oggi definiremmo una “smart city”.  

La reggia di Caserta, infatti, doveva consentire di decongestionare Napoli con il trasferimento di parte degli uffici ministeriali,  realizzare un grande vialone di 15 km che collegasse in modo agevole le due città, risolvere  i problemi di approvvigionamento idrico della zona con un grande acquedotto e avviare un centro industriale che producesse tessuti di grande qualità  secondo modelli sociali molto avanzati. Insomma, alla base della reggia di Caserta c’era sì il dilettevole ( e l’idea di grandezza della real casata dei Borbone), ma anche l’utile.

Vediamo dunque quali sono queste curiosità  sulla reggia di Caserta che voglio illustrarvi di seguito.

  • 1 La prima ascensore italiana.

La prima curiosità riguarda un aspetto pratico. Siccome la reggia era ( ed è) immensa, nel 1844 si decise di ovviare alla difficoltà di salire da un piano all’altro del palazzo installando una “sedia volante”. Ad avere questa intuizione, su incarico specifico della casa reale, fu l”architetto Gaetano Genovese.  Si progettò così una sedia in legno in grado di salire e scendere grazie ad un meccanismo azionato a braccia che innescava due ruote dentate al cui interno passavano delle corde. Inoltre vi erano delle lancette che, utilizzando lo stesso meccanismo degli ingranaggi degli orologi, indicavano anche il piano. Insomma, si trattava di un trabiccolo davvero molto ingegnoso.

  • 2 Il presepe reale

Tra il ‘700 e l’800 l’allestimento del presepe fu una delle tradizioni napoletane che riscosse maggior successo. Betlemme così assumeva la fisionomia di Napoli e i pastori indossavano i vestiti propri dell’epoca. Questa tradizione venne condivisa anche dai Borbone e fu proprio il grande Carlo ad incentivarla allestendo, peraltro, un presepe anche all’interno della reggia di Caserta, precisamente nella sala ellittica.  Francesco I, attratto più dal mondo agreste che della politica, fu poi appassionato collezionista di pastori e presepista convinto.

Ogni Natale, assieme ad artisti del calibro di Salvatore Fergola e Giovanni Cobianchi ( cui è  stata dedicata una interessante mostra a palazzo Zavallos lo scorso autunno),  le principesse e le dame di corte si dilettavano per settimane ad allestire il presepe reale confezionando direttamente gli abiti delle figure  da posizionare su un presepe di 40 metri.

Nel complesso si  realizzavano circa 1200 figure in terracotta che venivano sistemato rispettando un preciso ordine. La particolarità di questo presepe poi erano le scene di vita che si rappresentavano. Da una parte c’era infatti la scena della natività con Gesù, Maria e Giuseppe in una grotta, dall’altra vi era la taverna tipica napoletana con i musici, il pascolo delle bufale, il mercato. Insomma, Betlemme si trasformava improvvisamente in Napoli con la città che continuava a vivere nell’inconsapevolezza dell’avvenimento in corso.san-leucio-caserta

  • 3 Da San Leucio alla Casa Bianca

A San Leucio, un borgo a due passi dalla reggia, si inaugurò – su idea di Carlo, ma impulso del figlio Ferdinando IV  –  una modernissima fabbrica della seta, la Real Colonia Serica di San Leucio. Non si trattava però semplicemente di una fabbrica, ma di una comunità retta da leggi apposite ( infatti fu redatto lo statuto di San Leucio)  e che per questa ragione godeva di particolare autonomia. 

All’interno del borgo, oltre ai laboratori e ai macchinari, vi erano le case degli operai e le scuole. Era infatti prevista la scuola gratuita e obbligatoria per tutti. Inoltre veniva sancito il funzionamento secondo i principi di solidarietà e uguaglianza.  La real fabbrica, inoltre, produceva un prodotto di altissima qualità. Tutt’oggi le sue tende si  trovano nella reggia di Caserta, al Quirinale, nel Vaticano…e nella Casa Bianca a Washington.

  • 4. Il ponte più lungo del mondo

La curiosità sulla reggia di Caserta che sto per illustrare riguarda un aspetto che farebbe impazzire gli ingegneri idraulici di tutto il mondo.  Chi visita la reggia di Caserta e, in particolare, il parco con le sue magnifiche fontane rimarrà estasiato dai giochi d’acqua e della opulenza che vi si trova.

Eppure, quando la reggia venne progettata, sorse un problema  preliminare da risolvere: da dove prendere l’acqua?  Ad occuparsene fu direttamente Luigi Vanvitelli che riuscì a creare un ingegnoso sistema, perlopiù interrato, che permette di convogliare le acque del monte  Taburno  e di trasportarle per 38 km  per alimentare sia la reggia di Caserta che le seterie di San Leucio.

acquedotto_carolino

Di particolare impatto è, in particolare, l’acquedotto carolino con  i cosiddetti ponti della Valle di Maddaloni, un acquedotto in tufo che è stato dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità e che,sin dalla sua realizzazione, è stato oggetto di ammirazione da parte degli ingegneri di tutta Europa.
Ci vollero infatti 16 anni per realizzarlo e, seguendo lo schema degli acquedotti romani a tre arcate, fu  all’epoca – grazie ai suoi 529 metri e un’altezza di quasi 56 metri –
  il ponte più lungo d’Europa mai realizzato. 

Goethe, ammirato da tale ingegno, nel suo “viaggio in Italia” raccontò con parole lusinghiere l’acquedotto in grado di “trasportare un intero fiume”.

  • 5 Le battaglie navali

Caserta dista quasi 60 km dal mare, ma il parco della reggia fu teatro di battaglie navali per il diciottenne Ferdinando IV. All’interno del parco, infatti, vi è una grande peschiera con un isolotto  in mezzo, di circa 270 metri,  che veniva utilizzato per giochi ed esercitazioni navali mediante l’utilizzo di modellini di nave, frecce e cannoncini. Il re, dunque, si metteva alla guida di una piccola flotta allo scopo di conquistare l’isolotto, noto con il nome de “la pagliara”, su cui vi era anche un fortino. Nel corso delle simulazioni venivano utilizzati dei piccoli fucili, dei cannoncini e dei mortai in miniatura perfettamente funzionanti. A poca distanza, inoltre, vi era la cosiddetta  Castelluccia,  ovverosia una fortezza in miniatura con torre ottagonale,  ponte levatoio e  una cinta usata per gioco.

  • 6 Il quartiere degli abitanti di Lipari.

La curiosità sulla reggia di Caserta raccontata al punto sei è direttamente collegata al punto 5. Siccome, a seguito delle simulazioni di battaglia,  i modellini subivano dei danni, alcuni marinai di Lipari ( siamo nelle isole Eolie) si trasferirono a vivere in un quartiere situato all’interno della peschiera e del parco  occupandosi del rimessaggio e delle riparazioni che subivano le barchette. Perché furono scelti liparoti, ovvero gente prevenienti dalle allora sperdute isole Eolie, e non marinai di uno dei tanti borghi situati  nei dintorni? Non c’è una risposta ufficiale da dare, ma si sa che i Borbone ebbero un rapporto molto particolare con la Sicilia.  La Sicilia, infatti, è stato sempre il territorio in cui rifugiarsi nei momenti tragici ( in particolare con la repubblica partenopea e con la conquista di Napoleone), ma soprattutto è stata la regione che si è scelto di premiare scegliendo marinai provenienti da una delle isole delle Eolie.

Mi verrebbe a  questo punto la voglia di scrivere dell’isola Bella di Taormina, regalata dai Borbone a Taormina, nonché di Ferdinandea, l’isolotto  misteriosamente emerso ( tra  Sciacca  e Pantelleria ) e poi inabissatosi dopo aver alimentato uno scontro diplomatico, ma non è il caso di andare fuoi tema.

  • 7 Il primo bidet in Italia.

I Borbone sono stati autori di tanti privati nel campo del diritto, della scienza, della tecnica e del diritto. C’è però un primato molto singolare e tutto sommato divertente che riguarda l’igiene personale: l’uso del bidet in Italia. Maria Carolina  d’Asburgo-Lorena, moglie viennese di Ferdinando IV, volle infatti che – all’interno del suo bagno privato nella Reggia di Caserta – fosse installato un bidet.  Perché citare questa cosa singolare tra le tante cose che riguardano la reggia di Caserta ?

Perché, quando – dopo il 1860 – il regno di Napoli cadde e fu annesso al Piemonte, i funzionari del regno sabaudo dovettero provvedere a fare l’inventario e, per descrivere il bidé, scrissero che si trattava di uno  “strano oggetto a forma di chitarra”.

Ecco, queste sono le 7 curiosità sulla reggia di Caserta che ho voluto raccontare.

Prossimamente scriverò un itinerario in provincia di Caserta a partire dal  borgo medievale di Caserta vecchia, l’acquedotto carolino, Sant’Agata dei Goti, Santa Maria Capua vetere, nonché dal romanico di Sessa Aurunca.

Sarebbe  inoltre bello – quando questa quarantena mondiale originata dal corona virus finirà – poter rivivere e quindi scrivere della reggia di Carditello, un’altra creazione dei Borbone situata a poca distanza dalla reggia di Caserta. A differenza di quest’ultima,  la reggia di Carditello fu però  soprattutto una azienda agricola in cui, peraltro, si addestrava  il Persano, una razza equina creata nel Regno di Napoli.

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