Sito Inps in bug

  • Inps in bug

Pesce d’aprile di pessimo gusto quello tirato da Tridico e dall’Inps alla mezzanotte dell’1 aprile 2020, allorquando cioè iniziavano “formalmente” i termini in cui le partite iva potevano inviare le domande per ottenere il beneficio di 600 euro riconosciuto per  per l’emergenza corona virus.

Cattura

Non c’è stato dunque un click day, ma un bug day che vede il sito dell’INPS in down per asserite operazioni di manutenzione ( verosimilmente per caricare la domanda e il materiale da compilare richiesto.) Al momento infatti, alle ore 1.20  e dalle 00.00 dell’1/4/2020  chi prova ad accedere al sito Inps Internal si imbatte  nella scritta Request cannot be served, oppure in Error 0x8309021d.

Ci sarebbe dunque da far polemica, visto che un beneficio che spetterebbe a tutti gli aventi diritto e, invece, viene di fatto circoscritto nei limiti delle risorse stanziate e con imprecisati criteri di selezione che creano solo ansie e attese per chi teme di rimanere a secco. Tridico, infatti, si è guardato bene dal precisare modalità e soprattutto gli orari per inviare la domanda senza dare informazioni precise.  Insomma, trattasi di un bug cerebrale prima che tecnico che doveva essere evitato  dal presidente dell’INPS quantomeno per assicurare un minimo di serietà alla gestione del bonus. A poterlo richiede sono, più in particolare, innanzitutto coloro che hanno contratti di collaborazione ancora attivi e le partite iva iscritte alla gestione separata. Il bonus successivamente è stato poi esteso agli iscritti ad altri istituti previdenziali.Screenshot_2020-04-01-00-45-22

Il problema è che – secondo indicato dall’economista e deputato Claudio Borghi – la somma stanziata dal governo può coprire 300mila domande a fronte di un numero al momento imprecisato di aventi diritto ( anche in virtù del confuso provvedimento legislativo del governo Conte).

Ditemi voi se invece i percettori del reddito di cittadinanza – che ogni mese beneficiano di una certa e sono di fatto più tutelati dei lavoratori autonomi – devono o meno compulsare ogni mese la richiesta affannandosi col rischio di  rimanere fuori in quanto  in soprannumero. Chi percepisce il reddito di cittadinanza, infatti, ha diritto ad una certa somma per il solo fatto di possedere i requisiti di legge a prescindere dalla tempestività con cui ha inoltrato la domanda.

Il bug del sito Inps appare dunque come un ennesima presa per i fondelli del governo e un flop  personale di Tridico.  La sua gestione finora  è stata infatti particolarmente deludente e non trova alcuna compensazione nella totale mancanza di rispetto  nei confronti di quelle categorie di professionisti e di lavoratori che di solito fanno da sè e non stanno ad elemosinare la paghetta dallo stato ( anzi allo stato hanno dato tanto anche in termini economici).

Su twitter, intanto, sono diversi gli utenti che si stanno lamentando per il bug Inps. I più teneri lo definiscono un volgare pesce d’aprile, altri invece – senza mezzi termini – parlano di “gestione dilletantesca” da parte dell’ente previdenziale e dello stesso governo.

La delusione, in ogni caso, è tanta: c’è una emergenza epocale che crea ansia e timori e il governo, anziché porre regole chiare e trasparenti di sostegno, crea solo patemi ulteriori anche dal punto di vista economico.

Una situazione insomma molto diversa rispetto a paesi come Germania, Francia e Svizzera – dove pure c’è il corona virus – in cui il sostegno economico  ai cittadini è stato concreto, immediato e soprattutto non discriminante.

Per cui , d’ora in avanti, a Tridico  fategli pure indossare la maschera di Bug Bunny.

 

 

Request cannot be served.

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