Torrentismo nel fiume Tuorno.

  • Torrentismo nel fiume Tuorno.

Dopo aver recentemente pubblicato un post in cui ho descritto la mia esperienza sui ponti tibetani di Sasso di Castalda ( leggi qui), voglio altresì parlarvi di un’altra attività altrettanto adrenalinica che è possibile fare nella vicina Savoia di Lucania: il torrentismo ( detto anche canyoning).

  • Cos’è il torrentismo?

A beneficio di chi non lo sappia specifico che il torrentismo è un’attività sportiva che consiste nel discendere a piedi un piccolo fiume tramite le sue forre ( o gole) . Dunque si tratta di un’attività in cui si è immersi nell’acqua e spesso ci si lancia in piccole cascate, scivoli o pozze seguendo il corso del fiume. A volte, nei punti più impervi del letto del fiume, è necessario fare delle calate su corda o disarrampicate ( arrampicate verso il basso). Per questo motivo è un’attività tecnica da fare accompagnati e che richiede l’utilizzo di attrezzature specifiche, quali a titolo esemplificativo ( ma non esaustivo) un caschetto, una muta, un imbrago con i moschettoni, dei calzari impermeabili e…un costume. Dopodiché possono servire corde e altre attrezzature addizionali.

Ovviamente è un’attività che richiede un minimo di acquaticità – cioè di capacità di stare in acqua – e che si fa nei mesi caldi, preferibilmente da giugno a settembre, I suoi principali fattori di rischio sono determinati dall’ambiente “inospitale” per l’uomo: l’acqua, il freddo, le rocce.

  • Il torrentismo nel vallone Tuorno

Orbene, fatta questa doverosa premessa didascalica, passo subito a descrivervi la mia esperienza – la primissima e unica esperienza per ora – nel torrente Tuorno, affluente del fiume Melandro immerso nel bosco Luceto.

Per me è stato un “diversivo” estremamente piacevole, dove l’attività sportiva e la bellezza della natura sono gli ingredienti essenziali di una ricetta ancora più complessa.

Procediamo per gradi.

La discesa in acqua nel torrente dura circa due ore. Prima però è necessario organizzare le attività preliminari: a) raggiungere il punto di arrivo ( e non sempre è facile); b) indossare l’attrezzatura ( e non sempre è facile); c) farsi spiegare come utilizzare l’attrezzatura ( e questo – se non si è cocciuti fino in fondo – è abbastanza facile.

Infatti prima, durante e dopo il percorso si viene assistiti da guide esperte che illustrano ai partecipanti come bisogna comportarsi. Innanzitutto la prima regola da sapere è che bisogna parlare: se c’è una pietra o una fossa bisogna segnalarlo a chi ci sta dietro! La discesa nel fiume, infatti, procede tendenzialmente in fila indiana ed è un modo per consentire a chi ci precede di anticiparci pericoli o inconvenienti. E’ un attività – dicevo – molto divertente, visto che permette di conoscere un fiume da una prospettiva che non siamo abituati a vedere e di “ascoltarne” gli umori. Lungo il percorso ci si imbatterà tra l’altro in cascate, oppure salti da affrontare anche con le corde o lasciandoci scivolare, rocce rivestite da striature color rosso sangue. Verso la fine del percorso si trova anche in un vecchio mulino ed una imponente cascata da “superare” con la teleferica. E’ questo probabilmente il momento più elettrizzante.

Perché si chiama Vallone del Tuorno? Tuorno nel dialetto locale significa tuono: agli abitanti di Savoia, Vietri e Sant’Angelo le Fratte il fragore delle cascate ricordava appunto un tuono.

Perché si chiama Savoia di Lucania?

Va fatta una piccola nota storica per spiegare perché al Sud – e non è l’unico caso – esiste un paese che si chiama Savoia di Lucania. In realtà il nome originario di questo paese è Salvia per via della pianta aromatica che tuttora cresce in abbondanza nella zona, ma fu cambiato nell’attuale Savoia di Lucania come gesto riparatorio quando Giovanni Passanante – un salviano – attentò alla vita di Umberto I. In seguito a tale attentato Passanante – per 10 anni e prima di giungere alla pazzia – venne incarcerato all’isola d’Elba in una cella piccolissima e buia dove vi erano infiltrazioni di acqua marina. Era altresì legato ad una catena di 18 kg che gli consentiva di fare solo due / tre passi. Le condizioni disumane in cui fu recluso destarono ampio scandalo nell’opinione pubblica di fine ‘800.

  • Cosa fare nei dintorni.

Dopo il torrentismo nel vallone del Tuorno cosa fare nei dintorni di Savoia di Lucania?

Io posso fornirvi 3 spunti e sarò estremamente sintetico.

Innanzitutto non bisogna perdere l’occasione di visitare Sant’Angelo le fratte, il paese delle 100 cantine situato ai piedi del Carpineto. Qui, lungo le strade del paese, è possibile notare dei folcloristici murales che descrivono la storia e i costumi del paese. Dopodiché ci sono le cantine ricavate nella roccia.

In secondo luogo, potete andare a Sasso di Castalda per cimentarvi coi due ponti tibetani, uno dei quali lungo ben 300 metri.

Da ultimo potete sconfinare in Campania per ammirare le meravigliose grotte di Pertosa. In altra occasione, sempre tra Auletta e Pertosa, è possibile fare rafting nel fiume Tanagro.

  • Dove mangiare?

Un buon ristorante è la Cantina a Sant’Angelo le fratte. Trovate la recensione qui.

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