Il Barone Fortunato.

  • Recensione sull’agriturismo il Barone Fortunato a Giffoni Valle Piana (SA)

Sull’agriturismo il Barone Fortunato ho avuto, sin da subito, delle aspettative altissime per il semplice fatto che il posto in cui si trova è stupendo e non può che meritare l’esperienza almeno una volta. Si trova, infatti, a Giffoni Valle Piana, cioè nella campagna salernitana a circa 9 km dal mare e ad altrettanti dal celeberrimo ( ca va sans dire!) aeroporto di Salerno – costa d’Amalfi, l’aeroporto che aspetta da decenni di decollare e che non decolla mai per l’inefficienza dell’amministratore pubblico. Qui, proprio in una frazioncina di Giffoni, vi è appunto l’agriturismo. Non si tratta di un agriturismo tanto per dire, ma di una vera e propria azienda agricola con un’ampia area con animali ( con maiali, caprette, asinelli, papere, conigli, galline e persino uno struzzo) e un’altra con giostrine e un campetto di calcio. Per questo motivo questa struttura è adattissima a famiglie con bambini che vogliono qui trascorrere parte del weekend. È adattissima altresì per chi ama i bei tramonti.

Fusilli al ragù di cinghiale

Ciò premesso, passiamo alle cose formali e – come direbbe il grande Dan Peterson in una delle sue memorabili telecronache di basket – “mamma, butta la pasta!”.

Come e cosa si mangia dal Barone Fortunato?

Non declamerò il menù: la cucina è casereccia, i prodotti sono tutti a base di terra e, a dire il vero, molto regular. Nel senso che sono belli, ma non ballano.
Dell’antipasto della casa, infatti, ho apprezzato soprattutto i latticini ( siamo del resto praticamente nella patria della mozzarella di bufala) e le verdurine. Non mi sono invece piaciuti i salumi messi lì, i crocché troppo scialbi e tantomeno il timballo di cavolo.

Tagliolini con broccoli e noci

Meglio, invece, i primi. Ho infatti provato dei fusilli molto tradizionali con sugo di cinghiale e più audaci tagliolini con broccoli e noci. In particolare quest’ultimi avevano il sano gusto dei friarielli cui andava aggiunto solo un po’ di peperoncino.

E’ però sui secondi che – stando alle risorse di cui gode il Barone Fortunato – mi sarei aspettato di più. E ciò non già perché fossero di per sé scarsi ( non potrei mai dire questo), ma perché le premesse a chilometro zero per una carne indimenticabile ci sarebbero tutte.

In parole povere: a) salsiccia assolutamente da rivedere; b) tagliata coi funghi buona ( ma appunto regular); c) costata da valorizzare. Né mi hanno fatto sognare le patate al forno.

La costata del Barone fortunato
  • Il Barone Fortunato, il giudizio finale.

Ciò fermo restando, a me in ogni caso l’esperienza al Barone Fortunato è piaciuta. E’ piaciuta per la location e per un’atmosfera che riporta ad antiche domeniche con pranzi interminabili. Il pranzo di per sé – come già argomentato – non mi ha fatto sognare, ma oggettivamente non ho mangiato male. Semplicemente avevo delle aspettative troppo alte che sono rimaste leggermente deluse: la cucina, del resto, è discreta e le porzioni, a onor del vero, sono molto abbondanti. Giusti anche i prezzi per il contesto in cui si trova.

Voto 7/10.

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