Itinerario in Sicilia del Sud

  • Cosa vedere in Sicilia del Sud? Sviluppare un itinerario in Sicilia meridionale significa, in primo luogo, immergersi nel barocco e nel mare cristallino, ovverosia conoscere quei luoghi cari al commissario Montalbano che tanto ci hanno fatto apprezzare la maggiore isola italiana. Protagoniste di questo itinerario sono dunque località di una bellezza sempre sofisticata e mai banale che rientrano nei territori di 5 province: Siracusa, Enna, Ragusa, Agrigento e Trapani.

Ciò premesso, l’itinerario in Sicilia del Sud da me suggerito è il seguente:

  • Siracusa,
  • Noto e Vendicari,
  • Marzamemi e capo Passero,
  • Ispica,
  • Scicli,
  • Modica,
  • Ragusa,
  • Comiso,
  • Riserva naturale della foce dell’Irminio e punta secca,
  • Palazzolo acreide,
  • Caltagirone,
  • Piazza Armerina,
  • Agrigento e scala dei turchi,
  • Sciacca,
  • Selinunte,
  • Mazara del Vallo.

Per realizzare detto itinerario in Sicilia meridionale servono 10 giorni circa, ma si può concentrare anche in 7 giorni. Trattasi nello specifico di un itinerario impegnativo sia per la varietà delle località interessate che per la non agevole facilità con cui esse risultano raggiungibili. Rivivo infatti tuttora con ansia il ricordo della strada statale ad una corsia che caratterizza l’attraversamento del ragusano e dei camion che, non potendo essere superati, obbligavano ad una velocità di crociera di non più di 50 km/h. Si tratta, tuttavia, di un gioco che vale la candela. La Sicilia è infatti un mondo a sé che va scoperto con bramosia

Siracusa

A cominciare da Siracusa, una delle città più nobili di tutta l’isola, resa preziosa in particolare dall’isolotto di Ortigia, dove – dopo aver attraversato il ponte di Santa Lucia – si può assaporare il meglio della terra che fu di Archimede. E ciò a cominciare dal tempio di Apollo, dalla fontana di Artemide e soprattutto dalla fonte Aretusa, l’unico luogo fuori dall’Egitto in cui cresce il papiro. Vi sono poi, più in particolare, il Duomo – in cui sono tuttora a vista le imponenti colonne dell’antico tempio di Atena – e la chiesa di Santa Lucia alla Badia con l’opera del Caravaggio incentrata sulla sepoltura della Santa. Sempre ad Ortigia vi è, infine, il castello Maniace. Non lontano da Ortigia vi è poi il parco archeologico di Neapolis. Nello stesso è possibile vedere il teatro greco, l’anfiteatro romano, l’orecchio di Dioniso, la grotta dei cordari, l’ara di Ierone e le latomie. Per l’acquisto dei biglietti del parco di Neapolis con tariffe ed orari, nonché per informazioni storiche più approfondite rinvio al sito ufficiale del parco: https://aditusculture.com/

Noto e vendicari

La capitale del barocco siciliano si impone, sin dalla visita più superficiale, per la maestosità dei suoi edifici storici, in particolare di quelli religiosi. La Cattedrale di San Nicolò purtroppo è stata gravemente danneggiata dal terremoto del 1963, ma non ha perso la sua imponente facciata tra due torri campanarie, né la sua elegantissima scalinata. Non lontano si nota palazzo Ducezio, sede della casa comunale, nonché le Chiese di Santa Chiara, di San Carlo e San Francesco. Tra gli edifici civili di maggior rilievo vi sono poi palazzo Astuto, palazzo Nicolaci e il museo civico.

Nella bella stagione questo itinerario in Sicilia del sud può poi proseguire nei dintorni di Noto, precisamente all’interno della riserva naturale di Vendicari, dove peraltro vi sono i resti della polis greca di Eloro, un’antica tonnara, la torre sveva e la Spiaggia di Calamosche. Il sito riserva-vendicari.it/ fornisce tutte le informazioni sui percorsi e i punti di interesse.

Marzamemi e capo passero

Dirigendosi ancora di più verso sud e seguendo sempre la costa, l’itinerario in Sicilia meridionale di una settimana prosegue poi nel bel borgo di Marzamemi, borgo dedito tradizionalmente – sin dall’epoca araba – alla pesca e, in particolare, alla pesca del tonno. Qui tuttora sono visibili antiche tonnare, in particolare quella della famiglia Villadorata. Marzamemi però sorprende soprattutto per i suoi colori accesi e per i suoi locali in cui svetta il bianco e l’azzurro, quasi ad evocare ambientazioni greche. Non lontano da Marzamemi vi è poi Capo Passero.

Ispica

Situata a metà strada tra Marzamemi e Modica, Ispica è un paesino che, con Noto, condivide lo stile barocco e un destino infausto con il terremoto del ’63. Da vedere vi sono sicuramente la Chiesa di Santa Maria Maggiore con il suo loggione ellittico, la Chiesa di San Bartolomeo, la Chiesa della Santissima Annunziata e il convento di Santa Maria del Gesù. Oltre agli edifici barocchi, colpiscono altri palazzi in stile liberty, tra cui palazzo Bruno di Belmonte ( oggi sede del comune) nel centralissimo corso Umberto. Quest’ultimo, più in particolare, è stato progettato dal grande architetto palermitano Ernesto Basile, uno dei protagonisti assoluti del liberty in Sicilia e si caratterizza per una merlatura tale da apparire come un castello. Altro edificio importante è poi palazzo Bruno, risalente al primo ventennio del ‘900 e caratterizzato da torri, timpani, cornici e colonne in stile classicista. Infine va visitata la cava d’Ispica ( anche detta parco della forza) con i resti di insediamenti umani scavati nella roccia risalenti all’età del bronzo. In particolare va visitata la grotta delle centoscale.

Scicli

Un itinerario in Sicilia meridionale di una settimana non può prescindere da Scicli, uno dei sette comuni della val di Noto entrato a far parte del patrimonio dell’Unesco. Del resto la monumentalità di Scicli è tutta riassumibile nel suo raffinato barocco, da taluni definito il più bello di tutta la Sicilia. La sua via principale, via Mormino Penna, offre del resto un climax di edifici storici di rara eleganza. Si viaggia così nel tempo attraverso palazzi settecenteschi fino al neoclassico palazzo Bonelli Patané, a palazzo Spadaro, nonché al palazzo di città all’antica farmacia Cartia.

Il più importante edificio civile di Scicli è, tuttavia, costituito da palazzo Beneventano,situato in posizione baricentrica tra la città settecentesca e l’antica cittadella fortificata. In particolare è un palazzo eccentrico che si connota per i suoi balconi a sbalzo adornati da sculture, bassorilievi e teste in pietra locale. Difficile poi districarsi tra le tante Chiese presenti a Scicli. Tra le stesse meritano in particolare di essere viste San Matteo, San Bartolomeo, Santa Maria della consolazione, Santa Maria la nova e San Giovanni Evangelista.

Modica

Tra le tante località citate in questo itinerario in Sicilia del sud – itinerario che può essere percorso interamente in circa 7 giorni – Modica è sicuramente tra le più affascinanti in assoluto e ciò sia per la sua importanza storica che per le sue tradizioni. Basti ricordare la tradizione legata alla cioccolata, ma anche che qui sono nati Salvatore Quasimodo e Tommaso Campailla. Modica, nello specifico, è una città che anticamente era attraversata da ben due fiumi e si trova adagiata tra un altopiano ed un vero e proprio canyon. Proprio per questa sua posizione strategica è stata a lungo una delle contee più estese della Sicilia e il suo territorio si sviluppava verso nord lambendo quello di Palermo. Può essere divisa in Modica alta e Modica Bassa. E’, dunque, tenendo conto di questa summa divisio che può essere visitata. Partendo da corso Umberto ci si imbatterà infatti in palazzo Grimaldi ( in stile neorinascimentale), sede di una pinacoteca e di eventi periodici. Da qui ci si può dirigere verso il Duomo di San Pietro e verso la chiesetta rupestre di San Nicolò Inferiore.

Uno dei ricordi più belli di Modica è tuttavia regalato dal Duomo di San Giorgio, cui si perviene tramite una scala monumentale di 270 gradini, che peraltro regala la vista molto bella su tutta la cittadina.

Consiglio spassionato: l’Osteria dei Sapori perduti è una locanda in cui ho mangiato molto bene. Si trova in corso Umberto e si preparano soprattutto zuppe.

Ragusa

Nota con il nome di città dei ponti, è divisa in due grandi quartieri: Ragusa superiore e Ragusa ibla, quest’ultima costruita sulle rovine della città devastata dal terremoto di fine ‘600. E’ una cittadina di grande impatto scenico che fa parte del patrimonio dell’Unesco e che ci appare famigliare per essere una delle località di ambientazione del commissario Montalbano.

Il suo epicentro è costituito dal bel Duomo di San Giorgio, che si apprezzerà al meglio grazie al gioco prospettico costituito dalla strada leggermente in salita e una elegante scalinata. Nel descrivere cosa vedere a Ragusa, non si può poi fare a meno di citare il Giardino ibleo, che si affaccia sulla vallata che cinge il centro storico e che permette di fruire di una stupenda vista sui monti iblei. Non vanno sottaciuti gli scorci e le scalinate che conducono ad altri punti panoramici, tra le quali va menzionata la scalinata di Santa Maria delle Scale ( nomen omen). Vanno poi visitati tutti i siti di interesse Unesco. A cominciare dalla cattedrale di San Giovanni Battista, esempio del miglior barocco siciliano, e dal palazzo Vescovile. Percorrendo corso Italia vi è poi palazzo Bertidi con i mascheroni in pietra che rappresentano un mercante, un nobile e un mendicante. Infine cito palazzo Zacco. Come già accennato, Ragusa è conosciuta come città dei ponti. Ne sono individuabili tre: il Ponte vecchio, il ponte nuovo e il ponte Giovanni XXII. Si tratta di ponti costruiti tra l’800 e gli ani ’60.

Comiso

Un po’ fuori da un classico itinerario in Sicilia del sud, Comiso si trova ai piedi dei monti iblei e la sua visita si giustifica se posta in continuità a quella nella vicina Ragusa. Merita, in particolare, per le due Chiese dell’Annunziata e di Santa Maria delle stelle, nonché per il palazzo Municipale in stile umbertino in piazza della fonte Diana.

  Riserva naturale della Foce dell’Irminio e Punta Secca

Nei territori di Ragusa e di Scicli, per gli amanti della natura vi è poi anche la riserva naturale della foce dell’Irminio. Al suo interno si possono apprezzare specie animali / vegetali protette e spiagge selvagge intervallate da radure e viottoli tutti da scoprire. La riserva, in particolare, si trova sulla strada che collega Donnalucata con Marina di Ragusa. Punta Secca, invece, è la frazione balneare più nota di Santa Croce Camerina. E’ famosa perché qui vi è la “casa di Montalbano” e sono ambientate molte scene della fiction.

Palazzolo acreide.

Palazzolo Acreide è un paesino che si trova sostanzialmente alla stessa distanza sia da Siracusa – di cui è provincia – che da Ragusa. E’ una città barocca, ma con evidenti radici greche. Vanta due Chiese che sono state dichiarate patrimonio dell’Unesco: la Chiesa di San Paolo e la Chiesa di San Sebastiano. Tra gli edifici da tenere in considerazione vi è poi  Palazzo Judica, edificio del 1790 che spicca per la raffinatissima facciata.

Caltagirone

Impossibile sviluppare un itinerario in Sicilia meridionale e non parlare delle ceramiche di Caltagirone. Questo mirabile centro della Sicilia è noto soprattutto per la celebre scalinata di Santa Maria del Monte, scala risalente al 1606 che collega la parte antica della città a quella nuova situata nella parte alta. La scalinata è lunga oltre 130 metri e originariamente era a sbalzi. Dopodiché a metà ‘800 le varie rampe sono state unificate grazie a 142 gradini decorati con la ceramica locale.

Le ceramiche, del resto, sono le grandi protagoniste di Caltagirone. E ciò a cominciare dal museo della ceramica, dove sono conservati oltre 2500 reperti dal IV millennio AC. ad oggi, per proseguire con la villa comunale in stile liberty situata al lato del teatro Politeama. Proprio all’interno della villa si notano maioliche, vari in terracotta, nonché una cassa armonica in stile moresca e la cosiddetta fontana della flora. Al lato della villa, peraltro, vi è poi un edificio in stile liberty sede del museo del presepe, un altro protagonista dell’arte locale. Il tour può successivamente svilupparsi tra i palazzi Crescrimmano, Libertini di San Marco e monte delle Prestanze per poi dirigersi verso le Chiese di San Giuliano, di San Francesco di Paola, di Maria SS. del Monte, nonché il cimitero monumentale e il cosiddetto tondo vecchio.

Piazza Armerina

Precisamente al centro della Sicilia si trova Piazza Armerina, perla della provincia di Enna e una delle tre principali attrazioni della zona assieme alla citata Caltagirone, nonché ad Aidone con il sito archeologico di Morgantina. Pur essendo lontana dal mare, è stata fondata dai coloni greci e valorizzata dai romani. Tanto è vero che tuttora è possibile ammirare una testimonianza molto importante: la Villa Romana del Casale, celebre soprattutto per i suoi mosaici. E’ una villa costituita da 60 stanza su una superficie di circa 3500 metri quadrati. Scoperta nel 1950, a partire dal 1997 è stata dichiarata patrimonio dell’Unesco. Tra i mosaici più iconici si ricordano le “ragazze in bikini” e la “grande caccia”. All’interno del centro storico di Piazza Armerina si possono poi visitare la Cattedrale di Maria Santissima delle Vittorie, la chiesa di San Rocco, la Chiesa di San Pietro, il teatro Garibaldi, il castello aragonese e palazzo trigona,

Agrigento e scala dei turchi

L'itinerario in Sicilia del sud può poi continuare a svilupparsi in prossimità del mare, e cioè ad Agrigento, dopo un rapido attraversamento in macchina delle province di Enna e Caltanissetta. Qui i collegamenti non sono ottimali e sarà necessario impiegare circa 90 minuti.  Il solo evocare Agrigento rende quasi pleonastico parlare della sua attrazione principale: la splendida valle dei templi. Nel parco archeologico, situato a sud della città, si possono infatti ammirare ben 8 tempi realizzati tra il VI e il V secolo A.C.. Tra gli stessi quelli di Hera e della Concordia sono considerati i meglio conservati. Il biglietto di ingresso è di 12 euro. Assieme al parco archeologico è poi possibile visitare il piccolo museo archeologico. Il museo, infatti, si trova nel cuore della valle dei templi e al suo interno è possibile ammirare il Telamone ( iconico colosso in pietra) e l'Efebo in marmo, oltre a sarcofaghi e diversi manufatti ( in particolare una collezione di vasi). A circa 15 km da Agrigento vi è poi la celebre Scala dei Turchi, scogliera calcarea bianca che forma una "scala" naturale a picco sul mare. D'estate è presa d'assalto, anche se l'erosione ha reso necessario porre delle limitazioni agli accessi. 
Sciacca

Sciacca

Proseguendo verso ovest, sempre lungo la strada litoranea, a circa 60 km da Agrigento, si trova il principale centro balneare della provincia. Sciacca, più in particolare, è un gioiello sul mare ed è famosa soprattutto per le sue terme romane, per le ceramiche e i festeggiamenti del carnevale che si contendono con quelli di Acireale il primato in Sicilia. Tuttora la sua urbanistica è figlia di quella operata dagli Arabi, essendo ciascun quartiere recintato da mura per facilitare la distinzione tra i quartieri arabi, normanni, greci e franchi. Non offre un’edilizia ricca, essendo storicamente un borgo di pescatori, ma vanta comunque edifici di interesse. Come è nel caso della Chiesa di Santa Margherita, palazzo Steripinto e il Duomo. Sorprendente è poi lo stato di conservazione delle porte della città, tra cui porta Palermo. Nei dintorni va di sicuro visitato il castello incantato con oltre 3000 sculture di teste scolpite in tronchi d’albero da parte dell’artista Filippo Bentivegna. Sempre poco fuori dal centro va poi ammirato lo splendido mare di capo San Marco.

Selinunte

Ci spostiamo a questo punto nel trapanese, ultima provincia attraversata in questo splendido itinerario in Sicilia meridionale, per visitare il parco archeologico di Selinunte. Selinunte, nello specifico, sorge nel un piccolo borgo marinaro  di Castelvetrano, nei pressi della  foce del Belice, ed è il più grande parco archeologico d’Europa. Infatti l’area su cui sorge copre 270 ettari. All’interno del sito archeologico si possono identificare diverse aree specifiche. In particolare la collina Gàggera con il santuario di Malophoros, l’acropoli. la collina orientale, la collina manuzza e la necropoli. Sull’acropoli sono visibili templi ed alcune fortificazioni, mentre i 3 tempi grandi si trovano sulla collina poco distante. Nonostante i danneggiamenti avvenuti nei secoli passati, sono stati quasi ricostruiti il tempio di Hera e il tempio C.

Mazara del Vallo

Borgo di pescatori per antonomasia, Mazara del vallo per la sua posizione strategica nel canale di Sicilia è da sempre un crogiolo di culture. E’ stata, del resto, nell’ordine colonizzata da fenici, cartaginesi, romani, saraceni e normanni. Tanto è vero che la sua struttura urbanistica è un vero e proprio labirinto, costituito da vicoli stretti e tortuosi, degno di una kasbah. Per orientarsi poi ed essenziali devono essere i punti di riferimento: piazza della Repubblica, la Cattedrale normanna del Santissimo Salvatore, Piazza Mokarta  con il suo arco normanno, il Teatro Garibaldi, il Palazzo Vescovile e quello del Seminario vescovile. Il simbolo della cittadina è però costituito dal Satiro Sanzante, statua bronzea ellenica alta più di 2 metri di cui si conservano gli occhi.

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2 commenti

  1. Preso nota anche di questo.
    Ho un caro amico che abita a Siracusa e non vedo da anni, un giro della Sicilia potrebbe essere l’occasione buona anche per vedere un’isola che non ho mai avuto modo di visitare.

    "Mi piace"

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