Itinerario in Val di Chiana

L’itinerario in val di Chiana qui sviluppato seguirà il seguente sommario: 

  • Premessa generale
  • Cosa vedere a Cortona: centro storico e celle di San Francesco
  • Arezzo
  • Il lago Trasimeno
  • Città della pieve
  • Orvieto
  • Montepulciano
  • Chianciano Terme
  • La val d’Orcia
  • Siena
  • Valdichiana e gastronomia tipica

Per motivi di opportunità verrà dato maggior rilievo a Cortona e Montepulciano rinviando ad altri articoli del narrabondo per l’approfondimento delle altre località.

  • Premessa generale

Prima di illustrarvi il mio itinerario in val di Chiana consentitemi di spendere due parole introduttive di ordine geografico. La Valdichiana, infatti,  ricomprende la provincia di Arezzo, di Siena  e parte dell’Umbria. Per questo motivo,  se si vuole seguire un preciso iter storico- culturale, una visita alla val di Chiana può essere associata  ad un tour dell’Umbria.  E’ un suggerimento  che fornisco per dare un filo conduttore ad un viaggio, filo conduttore che, nella specie, è costituito anche dalla figura di San Francesco, il Santo di Assisi che, proprio in val di Chiana ( nello specifico a Cortona), si ritirò a lungo e di cui si sente ancora oggi  lo spirito nelle cosiddette “celle di San Francesco”.   Dopo aver letto quanto segue, vi invito pertanto a dare altresì un’occhiata  al mio Itinerario di una settimana in Umbria in modo da  inserirvi Cortona, cittadina che è vicinissima al lago Trasimeno, vicina a Perugia e Orvieto, nonché ad un’ora di macchina circa da Assisi.

La visita a  Cortona poi, a seconda delle disponibilità di tempo, può  essere abbinata alla grande ad un tour più complesso della val di Chiana con Montepulciano, ma anche ad un itinerario in Val d’Orcia. Di questo, tuttavia, scriverò meglio quando affronterò i dintorni di Cortona.

Per ora infatti, vi basti sapere che Cortona è in provincia di Arezzo ed  è uno dei principali centri culturali della  valdiChiana, comprensorio che, come già accennato, rientra nei territori delle province di  Perugia, Terni, Siena e appunto  Arezzo.  Si tratta, di fatto, del territorio da cui proviene la carne di chianina, razza bovina molto forte e invero molto gustosa  per tutti gli amanti della carne ( chi scrive è tra questi).  Ciò premesso, riguardo a Cortona, informazioni su strutture ricettive, percorsi particolari e altre attività li trovate  anche  sul portale http://www.valdichianaretina.com , però prima state a sentire quel che ho da raccontarvi.

  • Cortona, cosa vedere

  • Con itinerario in Val di Chiana

Cortona-Piazza-della-Repubblica

Cortona, infatti, è una cittadina di cui ho molto da scrivere e che nell’ambito di un itinerario in val di Chiana non può che assumere un ruolo centrale. A partire dal suo centro storico. Si tratta, del resto, di una città che si fa desiderare a lungo e fa apparire ogni scorcio una conquista, visto che sorge su una collina a 500 metri sul livello del mare ed è caratterizzata da continui saliscendi interrotti parzialmente solo nel  suo corso principale.  Divenuta celebre su un piano mondiale grazie al film “Sotto il sole della Toscana”, in realtà Cortona e i suoi dintorni hanno storicamente avuto un grosso peso sin dall’epoca etrusca e comunque pre-medievale sia per la loro posizione strategica, fondamentale per avviare rotte commerciali, sia per motivi difensivi: la collina di Cortona da valle appare inespugnabile.

E, invero, se la giornata lo consente, dal belvedere si può scorgere addirittura il profilo del lago Trasimeno.  Per  cui  la morfologia del territorio ha alimentato diverse storielle, come quella sul vecchio Noé che,  mentre navigava sul Tevere, decise di stabilirsi nella val di Chiana per circa 30 anni (di anni allora ne aveva già 108!). Suo figlio Cranio così ebbe così l’opportunità di fondare la città di Cortona!  Eppoi si narra anche che  Dardano, il fondatore di Troia, fosse nativo di Cortona: roba da matti. Nel medioevo Cortona fu poi fieramente ghibellina, passò sotto il controllo di Napoli e fu poi venduta a Firenze. Vanta poi diversi artisti. Su tutti il celebre architetto Pietro da Cortona, ma anche Luca Signorelli e Jovanotti.

Ciò brevemente premesso, non vi starò troppo a spiegare  come arrivare a Cortona: per raggiungerla servono mezzi propri ( moto, bici, automobile). Vi sono invero dei treni regionali sulla linea Roma – Firenze ( www.trenitalia.it) e degli autobus, ma si tratta di soluzioni che non permettono appieno del comprensorio e di spostarsi con disinvoltura. Per chi può muoversi con mezzi propri invece si può optare per  la strada panoramica per poi immettersi sulla SR71,  oppure per l’autostrada E35 / autostrada del sole con uscita a Bettolle.  Va poi brevemente specificato che tutto il centro storico di Cortona è ZTL, perché è importante capire dove parcheggiare a Cortona. Vi indicherò, pertanto, tutti i parcheggi di Cortona riportati sui siti istituzionali: Santo Spirito, parcheggio gratuito, Piazza Mercato,  La Moreta e Santa Maria Nuova nei pressi di Porta Colonia, la Fortezza.

cortona_centro_storico

Andiamo dunque direttamente al sodo: cosa vedere a Cortona ?

  • Il centro storico di Cortona

Innanzitutto le mura.  L’intera area storico è cinta dalle mure per una lunghezza complessiva di circa 3 km. Risalgono al V sec A.C., ma sono state ovviamente rimaneggiate lungo i secoli. Ciò premesso, appena si accede all’interno del centro, la prima cosa che si nota è come l’antica atmosfera  medievale sia stata preservata, come solo in Toscana sanno fare, con scorci, viottoli, scalinate, palazzi e soprattutto botteghe che creano nel loro complesso un’armonia unica.

Lo si noterà non appena si oltrepassa Porta Santa Maria per percorrere  via Roma fino al cuore pulsante di Cortona, ovverosia piazza della Repubblica.

Qui si noterà innanzitutto il Palazzo Comunale. L’edificio – in pietra – si connota per  sua ampia scalinata e per una torre – detta non a caso torre dell’orologio – che si caratterizza per un enorme orologio. In questa piazza, già dal periodo romano, c’era il foro con l’incontro del cardo e del decumano ed è incredibile che a tutt’oggi sia rimasto immutata, visto che si tiene periodicamente il mercato con gli ambulanti che offrono la  mercanzia più varia. Sempre in questa piazza, del resto, vi è anche un altro edificio con balcone e loggia che non può sfuggire. Si tratta, più in particolare, del trecentesco palazzo del Capitano del Popolo ( o palazzo Passerini).

Proprio seguendo il perimetro di palazzo Passerini, e quindi accanto a piazza della Repubblica, ci si troverà poi in piazza Luca Signorelli notando l’omonimo teatro dedicato al più illustre pittore di Cortona. Da notare vi sono lo storico edificio della cassa di risparmio di Firenze, nonché palazzo Casali con il  Museo dell’accademia etrusca di Cortona ( il Maec).

Del teatro Signorelli, in particolare, si nota lo stile neoclassico sia  per la scalinata che per la facciata  con copertura a volte su 7 arcate e 8 pilastri. Lo stile, di fatto, risponde pienamente ai canoni estetici di metà ‘800 ( si pensi su tutti ai teatri Massimo e Politeama di Palermo ), allorquando fu realizzato.

A poca distanza, percorrendo via Casali, si avrà poi l’occasione di ammirare il Duomo dedicato a Santa Maria Assunta con accanto il museo diocesano. L’edificio è stato costruito nel ‘400 su un tempo romano e si caratterizza per le volte a botte.  Questo, dunque,  è il vero cuore del paese. Se poi vi state chiedendo cosa vedere a Cortona ulteriormente, sappiate che c’è anche dell’altro.

Andando  nella parte alta del centro storico troviamo la trecentesca Chiesa di San Francesco importantissima soprattutto perché conserva un pezzo della Croce di Gesù, nonché – nel vicino commento – il saio, il cuscino e i 4 Vangeli di San Francesco.

Altri luoghi Sacri d interesse sono, inoltre, la Chiesa di San Cristoforo, il Santuario di Santa Margherita, la Chiesa di San Nicolò e la Chiesa della Santa Trinità. Per raggiungerle bisogna cimentarsi con salite piuttosto ripide e anche in una scalinata.

Dal Santuario di Santa Margherita  parte, tra l’altro, un’altra stradina che si conclude innanzi alla fortezza del Girifalco, fortezza che si caratterizza per una struttura assai irregolare e che si trova nel punto più alto di Cortona.   In breve posso dirvi che una fortezza esisteva già in epoca etrusca, ma l’impianto attuale risale al ‘500, allorquando  venne collegata alle mura che formano un cortile interno e furono aggiunti 4 bastioni. La cosa più bella della fortezza è però soprattutto il panorama sia sul centro storico di Cortona che su tutta la valle fino al lago Trasimeno. Nell’itinerario in val di Chiana che tenterò di sviluppare di seguito terrò conto proprio di questa vista, perché – quando si parla di Cortona e dintorni –  bisogna potersi spingere in almeno le 4 province che integrano la valle.

Ciò detto, prima di concludere la mia descrizione su cosa vedere a Cortona in centro,  consentitemi  di dedicare un breve cenno alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio, importante perché il venerdì di Quaresima del 1484 fu teatro di ripetuti miracoli con  un dipinto della Madonna con Bambino che iniziò a guarire gli ammalati.

  • Le celle di San Francesco

Il luogo che però in assoluto più mi ha colpito di Cortona – che pure è straordinario – non si trova nel centro storico di Cortona, ma a qualche chilometro di distanza e ancora più in alto. Si tratta di un eremo, inserito in un bosco, in cui si ritirò San Francesco nel corso di una delle sue peregrinazioni.

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Egli infatti si stabilì a lungo a Cortona  e, più in particolare, fondò l’insediamento  nel 1211 per poi ritornarvi nel 1226 e scrivere, secondo la tradizione, il suo testamento spirituale.  Si tratta di una località mistica a quota 550 m. s.l.m.  in cui si avverte pienamente il senso della preghiera e cui si accede attraverso un ponte che collega una valle molto stretta che asseconda un torrente. Qui San Francesco si ritirò si consiglio di un nobile di Cortona di nome  Guido Vagnottelli (che poi lo seguirò e diventerà il “Beato Guido”) in quanto vi erano delle piccole grotte scavate nella roccia utilizzate dai pastori. Per San Francesco la morfologia di questa località in realtà  aveva un significato ben preciso:  l’acqua evocava Cristo come acqua viva, la pietra la roccia su cui edificare la propria vita e  la  fenditura della montagna le piaghe di Gesù. E, invero, tutt’oggi questo spirito è ben avvertito in cui si reca alle celle perché si crea un senso di pace, ma anche di inquietudine che spinge alla ricerca. Qui San Francesco convertì Margherita da Cortona e alla sua morte Frate Elia fece costruire la prima porzione del Santuario che poi venne completato nel 1537 allorquando vi si stabilirono i Cappuccini.

Chi vi va, dunque, dopo una breve passeggiata tra i boschi, potrà in primo luogo visitare la cella di San Francesco che è stata ricavata nella roccia, l’oratorio,  la Chiesa dedicata a Sant’Antonio da Padova e la  Cappellina della Santissima Trinità.

  • Itinerari in val di Chiana : cosa vedere

Ebbene, dopo avervi più o meno illustrato tutte le tappe di una visita a Cortona, è tempo di cimentarsi a sviluppare un itinerario in val di Chiana.

lago-trasimeno-passignano-isole

  • Arezzo

Dopo Cortona, la prima tappa del mio itinerario in Valdichiana è Arezzo, ovverosia il capoluogo di provincia cui appartiene Cortona. Arezzo non è visitata come Firenze, Pisa e Siena, ma  merita di essere conosciuta.  Infatti  offre un centro storico  davvero grazioso ed è legata a Giorgio Vasari, Piero della Francesca, nonché a Pietro Aretino. Da visitare vi sono innanzitutto piazza Grande, il Duomo di San Donato, la basilica di San Francesco, La Pieve di Santa Maria, la Basilica di San Domenico e la casa – museo di Giorgio Vasari. E’ interessante visitarla soprattutto in occasione della celebre Giostra del Saracino  che si tiene due volte all’anno, ovverosia in notturna a  giugno (Giostra di San Donato)  oppure la prima domenica del mese di settembre.

  • Il lago Trasimeno

La tappa successiva tappa che suggerisco agli avventori che visitano Cortona è di andare a fare una gita sul lago Trasimeno anche in virtù della circostanza che è ben visibile da diversi punti di Cortona. Del Lago Trasimeno e, più in particolare, di cosa fare sul lago Trasimeno ho già scritto.  Nell’invitarvi a leggere il post, ricordo che dei 10 paesi che vi si affacciano  ce ne sono due particolarmente fascinosi, ovverosia  Castiglione del lago e Passignano sul Trasimeno.

  • Città della Pieve

A due passi dal lago Trasimeno, praticamente dall’altro lato rispetto a Cortona, vi è poi Città della Pieve, un paesino raccolto e molto carino  che si caratterizza per gli edifici in muratura che le fanno assumere il colore rosso.

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Città della Pieve, pur essendo   in Umbria ( in provincia di Perugia), di fatto risente molto delle tradizioni toscane sia per quanto riguarda la gastronomia che per quanto riguarda il dialetto. E’ inoltre il paese natale del Perugino di cui si possono apprezzare 4 opere in altrettante Chiese del paese. Idealmente dunque si lega a Cortona anche dal punto di vista artistico.  Su cosa vedere a Città della Pieve trovate su questo stesso blog l’itinerario.

  • Orvieto

Di Orvieto, del suo Duomo e del suoi apprezzatissimi prodotti tipici ho scritto nel post che vi linko. Tenete conto che Orvieto è la cittadina meglio raggiungibile dall’autostrada, per cui il tour della Val di chiana può iniziare proprio da qui,

  •  Montepulciano

Sempre nei dintorni Cortona trovate poi Montepulciano. Qui sarete in ogni caso in Val di Chiana con l’unica differenza che Montepulciano è in provincia di Siena e non più, come Cortona, di Arezzo.

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Confesso che Montepulciano è uno dei miei paesi preferiti della Toscana per via  del fatto che è abbastanza grandicello,  ricco di tradizioni  e, consentitemelo,  perché vi sono numerose botteghe che offrono assaggi di prodotti tipici. Una delizia per il palato prima di accedere lungo il cammino che si conclude nella piazza principale della cittadina! La visita  a Montepulciano consente, del resto, di godere  innanzitutto di godere di un magnifico panorama sui vitigni sia della val d’Orcia che della val di Chiana. E, invero, stata proprio questa sua posizione strategica a fare storicamente la sua fortuna prima con la repubblica di Siena e poi sotto i Medici.

Visitare questo borgo medievale – concepito a forma di “S” e racchiuso entro un cerchi di mura – consente poi  di fatto di poter vedere opere di architetti del calibro di  Antonio da Sangallo il Vecchio, Michelozzo, Jacopo Barozzi  e  Ippolito Scalza, ma anche di tornare con la mente ad un epoca – il medioevo – di cui si continua a parlare con disprezzo, ma che invece è stata una grande epoca.  Per iniziare la visita a questo paese – tutto costituito da salite e da discese – basta varcare una delle sue porte di accesso, quali porta al prato o porta delle farine.  Dopodiché basta seguire la strada principale del paese –  il Corso – da cui si scorgono vicoli stretti e angoli nascosti.  Lungo il percorso si potrà ammirare la colonna del marzocco – colonna marmorea con il leone fiorentino – palazzo avignonesi,  la Chiesa di Sant’ Agostino e una casa torre con una statua di pulcinella simpaticamente voluta da un vescovo di Napoli. Da segnare vi  sono poi la casa di Angelo Poliziano, che operava presso Lorenzo de Medici, e palazzo Cervini.

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E’ tuttavia la piazza grande, al cui centro si nota una fontana con un grifone e un leone, a ospitare i tesori più belli di Montepulciano. Qui infatti è possibile ammirare i simboli più importanti del potere politico e religioso: il Duomo ( stupendo), il palazzo del Comune con la sua torre, Palazzo Contucci e Palazzo Tarugi.

Salire sulla torre del Comune permette peraltro di apprezzare il più bel panorama sia su Montepulciano che sui suoi dintorni spingendo la vista addirittura fino a Siena e al monte Cimone.

Dopodiché il tour può agevolmente proseguire verso la fortezza,  la Chiesa di Santa Maria dei Servi e infine verso il Santuario di San Biagio. Quest’ultimo è  raggiungibile in meno di 15 minuti a piedi lungo un percorso piuttosto agevole e permette immergersi completamente all’interno della compagna toscana.

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  • Montepulciano – cosa fare in val di Chiana

Da ultimo meritano di essere sottolineati altri due aspetti relativi a Montepulciano.

In primo afferisce alle grandi tradizioni rievocative dell’epoca medioevale e rinascimentali tra cui il bruscello ( una rappresentazione teatrale), il cantiere internazionale dell’arte e il  Bravio delle Botti che si tiene nel mese di agosto cui ho assistito per puro caso. Nel corso di quest’ultimo evento in piazza Grande vengono allestiti stendardi rappresentativi delle famiglie patrizie e delle contrade di Montepulciano con spettacoli di sbandieratori e saltimbanchi.  Dopodiché si dà il via alla famosa corsa delle botti!

Il secondo aspetto afferisce alla tradizione del vino.

Qui si produce il famoso Montepulciano, in particolare il nobile di Montepulciano rinomato in tutto il mondo. Per questo vi sono diversi operatori che organizzano visite alle cantine con degustazione e wine tasting più tranquilli. Più semplicemente è poi possibile anche andare in una delle tante osterie presenti nel centro di Montepulciano.

  • Chianciano Terme

Infine, l’ultima tappa che voglio citare – seppur improvvidamente – è Chianciano Terme. Chi voglia può poi trovare in Chianciano Terme un punto di ristoro del  proprio itinerario in Valdichiana e sottoporsi alle cure termali fruendo degli effetti benefici delle acque.  Trovate informazioni di maggior precisione sul sito istituzionale: I dintorni di Chianciano terme

  • La val d’Orcia

Da Montepulciano e da Chianciano avrete poi più di mezzo piede in Val d’Orcia. Per questo motivo potrete agevolmente visitare borghi incantevoli, ricchi di storie e di tradizioni  come Pienza, San Quirico d’Orcia, Bagni San Filippo, Montalcino, Radicofani e le crete senesi. Il mio itinerario in Val d’Orcia sta attualmente riscuotendo molto successo e non posso non consigliarlo perché vi trovate tutto quello che può interessarvi.

  • Siena

Dalla val d’Orcia potrete poi risalire verso Siena, dove invero potreste andare partendo direttamente da Cortona. Definire Siena nei dintorni di Cortona è probabilmente offensivo per la città del palio. Siena, infatti, per quanto raccolta, offre infatti tantissime attrazioni a partire da piazza del campo, il Comune con la torre del Mangia, la Cattedrale e il battistero.

Non aggiungo poi altro: è davvero superfluo in questa sede.

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  • Val di Chiana : gastronomia tipica

Concludo questo articolo iniziato con la descrizione di cosa vedere a Cortona e poi proseguito con lo sviluppo di un itinerario in Valdichiana per invitarvi a non farvi sfuggire i prodotti e i piatti tipici propri  della zona. Mi riferisco in particolare ai salumi e alla carne di chianina,  ma anche alla  anguilla dell’ancione ( di solito affettato su un crostino di pane). Tipica della val di Chiana e della val d’Orcia sono poi i pici, pasta preparata a mano – tramite un procedimento denominato appiciatura – semplicemente con acqua e farina. I pici, tra l’altro, si associano molto bene ai sughi di cacciagione. In particolare all’anatra, ai sughi a base i carne di chianina, alla lepre, al cinghiale. Non dimentichiamo poi l’Aglione della Valdichiana IGP. Tra i vini poi non si può poi dimenticare   il Montepulciano.

 

 

 

 

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