Una settimana in Umbria – Itinerario

Se dovessi chiedere a 10 persone che hanno visitato l’Umbria a quale colore l’associano,  penso che la risposta sarebbe unanime: verde. L’Umbria è sicuramente la regione più verde d’Italia grazie ai suoi boschi e ad una natura che è presente ovunque, anche solo quando si percorre una strada in macchina. Di Umbria ho già scritto brevemente agli inizi di questo blog, ma è giusto scriverne più diffusamente e in maniera puntuale perché si tratta di una regione ideale sia per una vacanza che per un viaggio. È cioè una meta da vivere sia in un’ottica meditativa-religiosa o del relax  più totale che alla ricerca dell’avventura wild con escursioni a piedi, in bicicletta o in motocicletta. Sotto  entrambi  profili sta riscuotendo sempre maggior successo il “cammino di San Francesco”, un cammino che si conclude ad Assisi e collega tra loro luoghi riconnessi al Santo. Si può partire sia da Sud, addirittura da Roma, che da La Verna in Toscana. Non voglio aggiungere altro al riguardo per non perdere il filo del discorso e rimando per maggiori approfondimenti all’ottimo sito https://www.viadifrancesco.it/

 

  • Come raggiungere l’Umbria

L’Umbria del resto è al centro d’Italia con Terni ad appena 90 km / un’ora di macchina da Roma e le sue dimensioni tutto sommato ridotte le permettono di essere facilmente raggiungibile. Nota dolente sono però gli spostamenti: visto che i suoi centri di interesse turistico sono perlopiù  costituiti da piccoli paesi, bisogna quasi obbligatoriamente utilizzare mezzi propri. Il che significa che macchina, moto o bicicletta sono indispensabili! Gli autobus – intendiamoci – esistono, ma sono a frequenza ridotta e rallentano non poco un viaggio. In ogni caso il sito di riferimento per i mezzi pubblici è questo http://m.umbriamobilita.it/it

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  • Quando andare in Umbria

A sorpresa dico in estate. Io ci ho passato anche un ferragosto! È un periodo in cui in Umbria non si soffre eccessivamente il caldo. Svariati paesi poi organizzano feste in strada con i tavolacci all’aperto. Inoltre a Spello – precisamente a giugno – si celebra la famosa “infiorata”. Ovviamente però questa è una riflessione personale. Autunno e primavera sono pure ottime stagioni per visitare l’Umbria, però occhio agli eventi: luglio e dicembre sono i mesi dedicati ad Umbria jazz, mentre ottobre è tradizionalmente dedicato all’eurochocolate di Perugia.   Ciò detto, la domanda sorge spontanea: perché organizzare un viaggio in Umbria? Di motivi ce ne sono molteplici, ma ne cito tre: 1) è piena di borghi incantevoli rimasti immutati dal medioevo; 2) offre paesaggi bellissimi  e di grande varietà per via di un continuo susseguirsi di aree collinari e fondovalle fluviali. ; 3) si mangia bene.

  • La gastronomia umbra

Relativamente a quest’ultimo aspetto, per me andare in Umbria significa fare scorpacciate di funghi, strangozzi al tartufo, salumi e cacciagione. Venendo infatti da un territorio con una cultura  gastronomica del tutto diversa, l’Umbria è da sempre  stata una meta molto ambita per il mio insaziabile pancino. Tanto più che in Umbria resiste (e persiste)  ancora la tradizione dell’osteria  e – bandendo quasi parole da me odiate come gourmet – fa della tradizione e della genuinità dei prodotti la sua arma vincente a prezzi che raramente  superano i 30 euro ( evviva, evviva!). Quanto invece ai punti 1) e 2) di seguito cercherò di fornire un itinerario con florilegio di cose da vedere e da fare in Umbria, in particolare in una settimana in Umbria. L’Itinerario in questione, più in particolare, partirà da Sud e sarà concepito a circuito, concludendosi così quasi al punto di partenza.

  • Una settimana in Umbria. Itinerario

È una settimana molto densa in cui ho selezionato quello che, a parer mio, è il meglio dell’Umbria.   L’itinerario può però essere tranquillamente adeguato  all’esigenze e spalmato in 8 o 9 giorni.

Breve premessa

PER NON APPESANTIRE ECCESSIVAMENTE QUESTO POST HO DEDICATO DEI FOCUS SEPARATI AI SITI CHE MERITAVANO UN APPROFONDIMENTO E HO INSERITO UN APPOSITO LINK. In prosieguo illustrerò meglio cosa visitare indicando ciò su cui vale la pena soffermarsi e ciò che invece può eventualmente essere tralasciato in mancanza di tempo. PER AGEVOLARE IL LETTORE HO POI ANCHE INSERITO ANCHE DEGLI ASTERISCHI ACCANTO A CIASCUNA META SUGGERITA. Se noterete 3 asterischi significa che il sito merita tantissimo, viceversa un solo asterisco implica che la meta può eventualmente anche essere tagliata.lago-trasimeno-castiglione

ITINERARIO SUGGERITO IN UMBRIA:

 Primo giorno: Narni, cascate delle Marmore, Todi

 Secondo giorno:  Spoleto, Cascia, Norcia, Castelluccio di Norcia con i monti sibillini

 Terzo giorno: Rasiglia, Campello sul Clitumno, Trevi, Foligno

 Quarto giorno: Bevagna, Spello, Assisi

 Quinto giorno:  ancora Assisi, Perugia

 Sesto giorno: Gubbio e  Città di castello

 Settimo giorno: lago Trasimeno, Orvieto e…Civita di Bagnoregio

  • Primo giorno in Umbria

 

  • **Narni : dove si trova, cosa visitare

Cronache di Narni. Alla scoperta della città che ha dato via alle storie di Lewis e famosa per il condottiero Erasmo. Qui ogni strada ha una storia da raccontare. Leggi tutto qui

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  • ***Le cascate delle Marmore

Ho deciso di descrivere diffusamente su tutto ciò che c’è da sapere sulla cascata delle Marmore: storie, percorsi, attività da fare. Non mancano le informazioni sugli orari di visita e le tariffe. Leggi tutto qui

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  • *Todi – cosa vedere

Todi  è  un paesino molto scenografico che domina la vale del Tevere. Il suo cuore è nella medievale piazza del Popolo dove tuttora vi sono gli edifici rappresentativi del potere: Il Duomo dell’Annunziata in stile romano-gotico con il palazzo vescovile, il palazzo dei Priori e il palazzo del Capitano.  La visita può poi proseguire per i viottoli che si sviluppano attorno alla piazza – per raggiungere la quale bisogna prepararsi alla salita  – e proseguire fino alla bella chiesa di San Fortunato. Dove mangiare a Todi: un posto che mi è piaciuto particolarmente è stato Jacopone da Peppino, un’osteria vecchio stile che si trova attorno alla piazza principale di Todi.  Qui si va essenzialmente per mangiare gli strangozzi al tartufo o con i funghi da accompagnare ad un ottimo filetto. I prezzi poi sono in linea con quelli umbri ( 20/25 euro a persona).DSC02945

  • Secondo giorno in Umbria

  • Spoleto, Cascia, Norcia, Castelluccio di Norcia con i monti sibillini

La giornata tipo che propongo oggi miscela, come piace a me, cultura e natura. Spoleto è infatti la città più colta e – assieme ad Assisi – la più internazionale dell’Umbria, mentre la zona dei monti sibillini  è nota soprattutto per i suoi colori e i suoi paesaggi.

  • *** Cosa vedere a Spoleto

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Spoleto, Duomo

Spoleto infatti, oltreché per don Matteo ( presenza che rende questa cittadina ad alto tasso criminale al livello di Caracas), è  un centro noto per essere culturalmente assai vivace. Qui ogni anno si organizzano rassegne internazionali di teatro, cinema, danza e letteratura che attraggono appassionati. È una cittadina molto elegante e  ricca di cose da vedere. È infatti sempre stata una città importante. Lo testimonia il bel teatro romano, assieme a palazzi e piazza pensate con gusto e senso della programmazione. Splendida è infatti la passeggiata lungo il corso Garibaldi impreziosita dalla  Torre dell’Olio, così chiamata perché da qui veniva lanciato l’olio bollente per difendersi dagli attacchi ed oggi inglobata in Palazzo Vigili. In piazza della libertà vi è poi il teatro romano e il museo archeologico.   Il Duomo, tuttavia, rappresenta la principale attrazione di Spoleto. Si rivela, in maniera del tutto peculiare,  attraverso una scala che dà accesso ad una piazzetta situata in posizione più inferiore rispetto alla strada principale d’accesso. Questa simpatica anomalia regala un gioco prospettico inusuale e permette di apprezzare al meglio la facciata, tra cui i cinque rosoni e il mosaico centrale. All’interno della Chiesa, in stile romanico-rinascimentale, è tra l’altro possibile apprezzare gli affreschi di Filippo Lippi dedicati al ciclo delle storie della Vergine. Dopo il Duomo, nell’apprezzare gli archi e i tramezzi che impreziosiscono la cittadina, la visita può proseguire nella parte alta della città, in particolare verso la Rocca  Albornoziana.

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Proprio facendo il giro della rocca, si può poi accedere ad un luogo davvero spettacolare: il Ponte delle Torri eletto nel XIII secolo lungo 280 metri e ad un’altezza di 80. Vi assicuro che percorrerlo e affacciarsi da lì mette i brividi! Purtroppo, per motivi di sicurezza scaturiti a seguito del terremoto,  è ormai chiuso da 3 anni, ma pare che sarà riaperto a breve!

  • ***I monti sibillini : cosa vedere, cosa fare.

Prima di parlare dei Monti sibillini e di tutto ciò che c’è nei dintorni di Norcia, è d’obbligo fare una breve premessa. Ho conosciuto questo territorio ben prima del terremoto del 2016. Purtroppo da allora molte cose sono cambiati: Norcia è stata danneggiata e Castelluccio di Norcia praticamente distrutta. DSC03109 Castelluccio di Norcia Ci vorranno ancora degli anni per tornare alla normalità, ma evidenzio due aspetti molto positivi. Punto primo: le bellezze paesaggistiche di certo non vengono intaccate da un terremoto. Punto secondo: Norcia rimane e sarà sempre la capitale dei salumi! In merito al punto uno lasciami dire che la piana – chiamata pian grande –  che porta a Castelluccio è una delle cose più belle che abbia mai  visto. Ed è una valutazione che non faccio solo per il periodo della “fioritura”, quando cioè a maggio tutta la valle sboccia con mille colori e mille atmosfere, ma in senso assoluto.   Attraversare la piana di Castelluccio – a piedi, in macchina, a cavallo o in bicicletta – regala emozioni straordinarie.   Il suo paesaggio, del resto, cambia continuamente seguendo il corso delle stagione e creando un contrasto tra le montagne, d’inverno innevate e d’estate da film western, e i colori della piana. Norcia  invece – permettetemi di affermarlo – non è un bel paese. A Norcia infatti – e qui mi riallaccio al punto secondo – si è sempre andati prevalentemente per un motivo: il tour delle norcinerie. DSC03088 Norcia, piazza principale   Lo sfizio era ed è tuttora girare per il centro del paese saltando da una salumeria/macelleria/gastronomia/norcineria all’altra senza soluzione di continuità: salumi al tartufo, coglioni di mulo, salsicce e salami di cinghiale, cervo e maiale sono ovunque in bella esposizione deliziando gli appassionati del settore ( il sottoscritto è notoriamente tra questi). Cosa vedere nei dintorni: nelle Marche Ascoli Piceno

  • Terzo giorno in Umbria

  • Rasiglia, Campello sul Clitumno, Trevi, Foligno

 

  • ***Rasiglia

Il borgo delle acque è esattamente ciò che non ci si aspetterebbe mai di vedere, ma lo si aspetterebbe comunque solo in Umbria. Si tratta di una frazione del comune di Foligno che sembra uscire da un libro fantasy. Qui ne ho descritto le storie e soprattutto ho indicato cosa vedere a Rasiglia. Leggi qui

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  • **Foligno

Dopo Rasiglia è quasi obbligatorio fermarsi nel suo comune di appartenenza. Foligno è una città davvero suggestiva ricca di angoli di esplorare. Qui descrivo cosa vedere a Foligno. Specifico anche dove mangiare.

Foto di Foligno
Foto di Foligno
  • *Trevi

Ad un passo dalle fonti del Clitunno, sorge arroccato su una collina altresì lo scenografico borgo di Trevi. Si tratta di un paesino di circa 8.000 abitanti catapultato nel medioevo e nel rinascimento. Segnalo la Chiesa di San Giovanni  decollato, la Chiesa di San Francesco e Casa Petrucci

  • *Le fonti del Clitunno

Nel territorio del comune di Campello sul Clitumno sorgono le omonime fonti o, meglio, le “mitiche sorgenti” in cui i romani veneravano Giove Clitunno e dove anticamente – tramite il fiume Clitunno e poi il Tevere – si poteva raggiungere Roma. Le fonti oggi si estendono su una superficie di 10.000 mq con un laghetto caratterizzato da vegetazione lacustre appunto e in cui l’acqua, che regala riflessi turchesi e smeraldo, è animato da cigni e anatre che rompono il silenzio  impenetrabile dei pioppi cipressini. Le fonti in realtà sono perlopiù sotterranee e sgorgano in superficie attraverso fenditure presenti nella roccia.  L’effetto visivo che regalano però è spettacolare.

  • Quarto giorno in Umbria

  • Bevagna, Spello, Assisi

L’itinerario che propongo oggi inizierà a Bevagna, che si trova a due passi da Foligno, proseguirà nella parimenti vicinissima Spello e si concluderà ad Assisi.

  • *** Bevagna

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    La piazza principale di Bevagna

Visitare Bevagna è come tornare nel medioevo. Nulla sembra essere cambiato da allora. Qui descrivo cosa vedere a Bevagna non senza ricordarne la storia e gli aneddoti. Leggi qui.

  • ***Spello

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    A Spello si gareggia per avere il vicolo più fiorito

La città del Pinturicchio merita tante attenzioni. E’ una cittadina sospesa tra antico e moderno in un mix tale da renderla una meta imprescindibile. Qui ho descritto cosa vedere a Spello.

  • ***Assisi

Quando si parla di Assisi automaticamente il pensiero corre a San Francesco, un Santo che – tra le tante cose – fu anche un grande pellegrino che conosceva l’importanza del camminare. E, invero, San Francesco non ha peregrinato solo in Umbria e in Toscana, ma è andato anche a Santiago de Compostela e  in terra Santa per convertire il feroce Saladino! Ciò detto, ci sono tanti modi per visitare Assisi. Questo blog però non ha di certo il compito di “spiegare la fede”, né di organizzare pellegrinaggi ad Assisi, per cui ci si limiterà a scrivere di Assisi da un punto di vista turistico. Ovviamente però ciò non impedirà di scrivere di San Francesco e Santa Chiara: è impossibile andare ad Assisi e non immergersi nella realtà vissuta da questi grandissimi Santi.  Del resto se Assisi è il paese più internazionale dell’Umbria e il più visitato in assoluto è soprattutto grazie al “poverello”.

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San Rufino ad Assisi
  • Dove parcheggiare ad Assisi

Per questo motivo Assisi è una città perfettamente organizzata con un piano traffico studiato alla perfezione. Chi se la sente di camminare un po’ può parcheggiare a Santa Maria degli Angeli e poi raggiungere il centro storico a piedi  in circa 30 minuti.  Altrimenti le mura di Assisi che permettono di accedere al centro storico sono tutte circondate da parcheggi: il parcheggio di piazza matteotti, il  parcheggio Saba di piazza Giovanni Paolo II, il parcheggio di porta San Giacomo e il parcheggio di Porta Nuova. Nei pressi della rocca e del cimitero ci sono poi anche dei posti “a gratisse”.

  • Cosa visitare ad Assisi

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Ciò detto, prima di accedere all’interno delle mura dell’antica Assisi, la prima sosta che merita di essere fatta è sicuramente a Santa Maria degli Angeli, Chiesa che ingloba ed è stata costruita sopra la Porziuncola, la Chiesetta dove San Francesco volle morire. Se poi vogliamo tratteggiare un itinerario “logico” – tenendo però presente che le distanze sono minime e tutto sommato si può girare anche a zonzo senza essere meticolosi nel percorso –  le prime due fermate da fare nel centro storico di Assisi sono a Santa Chiara e nella Cattedrale di San Rufino. La prima, la Chiesa di Santa Chiara, è stata costruita subito dopo la morte della Santa nel XIII secolo attorno alla Chiesa di San Giorgio.  La facciata – sobria, ma imponente –  è realizzata a filari di pietra locale bianca e rosa, mentre all’interno si connota per un’unica navata a croce latina.   Quanto alla Cattedrale di San Rufino anche qui bastano pochi cenni:  è in stile romanico, risale all’XII secolo e probabilmente è stata costruita su un tempio romano.  Dopodiché, una volta arrivati nella piazza principale della città, dove una volta sorgeva il foro romano, proprio di fronte al Comune si verrà attratti dal “tempio di Minerva” dedicato originariamente ad Erode e risalente all’età augustea.

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Tempio della Minerva – Assisi

Questa origine è ancora evidente grazie alle colonne, ma non lasciatevi ingannare: nel ‘500 fu convertito in Chiesa e dedicato a Santa Maria. Lo testimoniano il campanile e gli interni – ovviamente risalenti ad un’epoca successiva – in stile barocco.  Di questo edificio Goethe scrisse: «Non mi sarei mai saziato d’osservare la facciata e la geniale coerenza dell’artista ch’essa dimostra. […] A malincuore mi strappai a quella vista, proponendomi di richiamare l’attenzione di tutti gli architetti su questa fabbrica, in maniera che se ne possa avere una pianta esatta.»  Il luogo artisticamente ed emotivamente più coinvolgente è però la Basilica di San Francesco, divisa in inferiore e superiore. Vi si arriva attraversando le vie medievali di Assisi tramite un giardino su cui è scritto Pax. La Chiesa è stata voluta da Papa Gregorio IX  due anni dopo la morte del Santo e affidata ai francescani. La Basilica superiore è caratterizzata da una facciata a capanna con un rosone centrale.  All’interno, in   stile gotico e con archi a sesto acuto, è possibile apprezzare  la più completa raccolta di vetrate medievali d’Italia, nonché gli splendidi affreschi di Giotto sulla vita di San Francesco. La Basilica inferiore, invece, ha la funzione di   chiesa sepolcrale ed ospita le spoglie di San Francesco. È un ambiente volutamente meno luminoso dove però spiccano affreschi di Giotto, Cimabue e dei loro allievi. Altro luogo di interesse è poi La Rocca maggiore, fortezza raggiungibile a piedi attraverso la porta Perlici e da cui si può ammirare tutta la vallata e scoprire che vi dimorò a lungo un giovanissimo Federico II di Svevia. Vi sono poi altre fermate da fare lungo il percorso: ad esempio davanti al piccolo oratorio delle Pellegrini, alla Chiesa di Santa Maria Maggiore, la Chiesa Nuova, San Pietro.  Santo Stefano, l’Eremo delle Carceri. Tra queste vi è anche la Chiesa di San Damiano, un po’ fuori città e dove san Francesco compose il cantico delle creature. Cosa mangiare ad Assisi: a) ciasculo ( salame spalmabile), gli umbricelli ( spaghetti al tartufo o alla norcina); c) la rocciata con ripieno di mele, nocciole, noci e uvetta.  

  • Quinto giorno in Umbria

  • Ancora Assisi e Perugia
  • *Perugia

Perugia è probabilmente la città meno umbra dell’Umbria. È una città universitaria con una forte presenza di immigrati. La delinquenza non manca e tantomeno la movida grazie ad una cospicua popolazione studentesca anche per via dell’università per stranieri e agli erasmus. Non è quindi la città dei lunghi silenzi in cui si conoscono tutti e dove non succede mai nulla. Pur essendo città grandicella, si visita agevolmente in poco tempo. Le sue origini etrusche, si fondono infatti perfettamente con il suo carattere medievale e rinascimentale. Il suo simbolo per antonomasia è probabilmente la fontana maggiore  con le sue vasche marmoree decorate da bassorilievi scolpiti.  C’è poi l’arco etrusco, enorme porta di accesso all’antica Perusia con blocchi in travertino.  Tra gli edifici da ammirare vi è poi il Palazzo dei Priori ( oggi sede del Municipio), il palazzo del Capitano del Popolo o di Giustizia, il palazzo della vecchia Università, palazo degli oddi marini clarelli, Palazzo Sorbetto, palazzo della penna, nonché la rocca paolina. Perugia è poi una delle città principali di umbria jazz – dove peraltro è stato ambientato il film “Quando arrivano le ragazze?” di Pupi Avati incentrato proprio sul jazz – e del cioccolato. A Perugia infatti ogni anno, grazie soprattutto alla perugina, si celebra l’eurochoccolate.

  • Sesto  giorno in Umbria.

  •  **Gubbio e Città di Castello.

Della città del Lupo ho deciso di scrivere in maniera particolare qui.  Gubbio infatti è una splendida cittadina che si sviluppa in salita e regala panorami mozzafiato.

Gubbio

  • Città di castello – cosa vedere

Se a Gubbio abbiamo già mezzo piede nelle Marche, spostandoci di 50 km a ovest fino a città di castello il mezzo piede diventa toscano. Lo si nota dal modo di porsi e di interagire degli abitanti, dalla gastronomia e da quella tendenza a dividersi in fazioni come solo in Toscana riescono ad esprimere.  Città di Castello, tra l’altro, è il principale centro dell’alta valle del Tevere, motivo per il quale si riconnette anche a Roma. Il simbolo della città di Città di Castello sono tuttavia i campanili visibili a distanza he esprimono la storica contrapposizione tra potere religioso e potere civico. Le mura – ben conservate – spesso raddoppiano cingono tutto il centro storico, dove vale la pena iniziare il tour da Torre Sant’Andrea e dal torrione di San Giacomo per dirigersi verso il palazzo del Podestà. Le più belle piazze della città sono però piazza Fanti e piazza Matteotti su cui si affacciano i principali palazzi cittadini ( Palazzo del Podestà, palazzo Vitelli-Bufalini Palazzo Bondi-Mancini e la torre civica Cosa vedere nei dintorni di città di Castello: nelle Marche Urbino, in Toscana Cortona.

  • Giorno 7 in Umbria

  • Lago Trasimeno, Orvieto e Civita di Bagnoregio

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  • *Il Lago Trasimeno

Borghi caratteristici, sport, passeggiate. Il lago Trasimeno ha molto da offrire e ne ho voluto scrivere qui nel post intitolato COSA FARE SUL LAGO TRASIMENO. 

  • ***ORVIETODSC02926

Orvieto ha tanto da offrire. Da vedere ad Orvieto c’è soprattutto il Duomo e il pozzo di San Patrizio, ma non solo: tutto il centro storico è davvero godibile. Ne ho scritto qui.

  • Civita di Bagnoregioviterbo2

La città che muore merita uno sconfinamento nel Lazio. Si tratta di un borgo delizioso che regala il fascino dell’inaccessibile. Ne ho scritto qui

  • COSA VEDERE NEI DINTORNI

In Toscana Montepulciano, Montalcino, Radicofani, San Casciano Bagni, Pienza, Cortona, Arezzo, Bagni San Filippo. Nelle Marche Ascoli e Urbino.

 

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