Val d’Ega in estate : escursioni

Ci sono plurime ragioni per trascorrere le proprie vacanze estive in val d’Ega (in tedesco Eggental).

In sintesi sono:

  • Si tratta di un territorio meno invaso dal turismo di massa e, per questa ragione, è più autentico;
  • Si trova in una posizione strategica a circa 20 minuti di macchina da Bolzano e al confine con la val di Fassa, dunque è a ridosso dei 4 passi;
  • E’ più economica rispetto alle altre valli dell’Alto Adige
  • E’ di cultura autenticamente tedesca
  • Offre bellezze paesaggistiche di notevole fascino;
  • Ha ottimi impianti di risalita.
  • Vanta una superficie di 200 km², di cui il 70% è occupata da foreste

In questo post cercherò, tuttavia, di aggiungere qualcosina in più al fine di convincervi del fatto che la val d’Ega, se state cercando una vacanza tranquilla all’insegna delle passeggiate, può essere la scelta giusta. Procediamo per gradi.

  • Dove si trova la val d’Ega?

La val d’Ega è una delle valli dell’Alto Adige e prende il nome dall’omonimo torrente che poi si immette nel fiume Isarco. Si sviluppa tra la val d’Isarco e il passo di Costalunga che porta alla val di Fassa. Inoltre, grazie al passo di Lavazé, è collegata alla val di Fiemme.

Per organizzare al meglio un viaggio in val d’Ega tre – oltre ovviamente al narrabondo.com – sono i siti da tenere in considerazione:

https://eggental.com/it per le informazioni generali;

https://www.sentres.com/it/per le attività da fare e i percorsi da scegliere ;

https://www.bookingaltoadige.com/ per la prenotazione di alloggi ad un prezzo più vantaggioso ( non c’è infatti alcuna commissione aggiuntiva come avviene per altri siti di mediazione).

  • Cosa vedere in Val d’Ega?

La val d’Ega è una valle stretta, tanto che in alcuni punti risulta essere larga pochi metri. Ciò la rende poco soleggiata e un poco ombrosa, circostanza questa che però le dona altresì un fascino particolare. I suoi centri principali sono Nova Ponente e Nova Levante, ma ha un abitato anche a Carezza, Ega, Obereggen, Monte San Pietro, Cornedo all’Isarco e Collepietra. Non ha paesi particolarmente caratteristici, ma gode di una natura esplosiva di grande fascino.

Il lago di Carezza.

Nello specifico il lago di Carezza è sicuramente il luogo più emblematico della valle. Si trova a circa 1534 m. s.l.m. ed è incastonato tra boschi di abeti con lo sfondo del Latemar che si specchia nelle acque cristalline. Per questa ragione assume dei colori spettacolari quasi ad ogni ora del giorno ed è chiamato lago dell’arcobaleno ( in lingua ladina “lec de Ergobando“).

Alimentato da sorgenti sotterranee, raggiunge in primavera la sua estensione massima di 287 metri di lunghezza e 137 metri di larghezza.

Sì, effettivamente è un laghetto molto piccolo, ma – a dispetto delle dimensioni – è uno degli specchi d’acqua più importanti dell’Alto Adige proprio per i suoi colori intensi.

(La leggenda) – Tanto è vero che si narra che la Ninfa Ondina, che viveva nelle sue acque, fece innamorare lo stregone del Latemar e lo indusse ad escogitare uno stratagemma per rapirla: far apparire sopra il lago un arcobaleno che attraesse la ninfa. Quest’ultima, dapprima uscì dalle acque, ma – appena vide lo stregone – riuscì a fuggire. Cosicché lo stregone, preso dall’ira, prese l’arcobaleno e lo gettò con forza nel lago distruggendolo in mille pezzi. Per questo oggigiorno il lago regala i colori che rispecchiano tutti i colori dell’iride.

Per raggiungere il lago di Carezza bisogna percorrere la strada statale della Val d’Ega ( n. 241), che attraversa peraltro il passo di Costalunga e conduce a Vigo di Fassa. E’ possibile ammirarlo sia dalla statale che tramite terrazze, posizionate più in basso, che consentono anche di fare il giro del laghetto. Tenete presente però che d’estate è preso d’assalto dai turisti, per questo il consiglio è quello di andarci in orari inconsueti, magari a prima mattina.

(Curiosità).

  • D’inverno il lago di Carezza si gela
  • Nel 2018 fortissime raffiche di vento di oltre 120 km/h hanno portato all’abbattimento dei boschi circostanti. Ciò ha avuto forti ricadute sul paesaggio. Per ritornare alla situazione antecedente ci vorranno decenni.

Il Latemar

Con i suoi 2.846 m s.l.m. il massiccio del Latemar è uno dei simboli della val d’Ega.

In particolare il gruppo si estende tra le valli d’Ega, Fassa e Fiemme interessando dunque località quali Moena, Predazzo, Obereggen, nonché i passi di Pampeago, Feudo e Costalunga. Nel rinviare, per la descrizione approfondita dei percorsi, ai siti specializzati che ho riportato sopra, va detto che le vette del gruppo formano all’esterno quasi una struttura a semicerchio, mentre all’interno assumono la forma di un anfiteatro.

Il latemar

Il modo più agevole per godere del Latemar è tramite la seggiovia Oberholz che si prende a Obereggen. Una volta scesi dalla seggiovia, ci sono poi vari percorsi. Il più semplice è il cosiddetto Latemar 360° che permette di godere del paesaggio a 360° senza troppi sforzi: dopo circa 50 metri di dislivello infatti si raggiunge una piattaforma panoramica che permette di vedere dall’altro le località che ho citato sopra. Il consiglio è di seguire il sentiero n. 18. Lungo il percorso, peraltro, non mancano malghe in cui è possibile rifocillarsi o mucche con le quali…fare una foto.

⭐ ( Il rifugio torre di Pisa) I percorsi, tuttavia, sono diversi. Chi scrive è arrivato alla cima Cavignon a 2671 metri, meglio noto come rifugio Torre di Pisa. Qui, infatti, le dolomiti diventano spiritose per via di un pinnacolo obliquo che dà il nome al rifugio. Partendo dalla seggiovia è possibile seguire il percorso n. 516 per forcella dei camosci, dopodiché – una volta arrivati – si dovrà seguire dapprima il percorso n. 18 e poi il 22. L’escursione dura all’incirca 5 ore di cammino effettivo, di cui 3 per salire. Il percorso presenta taluni tratti impervi e soprattutto nella prima parte della discesa può essere…scivolosa.

E’ una escursione che da queste parti viene qualificata come di difficoltà media-bassa, per me invece è stata piuttosto duretta.

Il Catinaccio

La cima più alta del gruppo del Catinaccio ( o Rosengarten, se vogliamo dirlo in tedesco) raggiunge i 2.981 metri. E’ un gruppo imponente facilmente raggiungibile da più punti e ammirabile in tutta la sua imponenza in particolare dalla strada che porta a Nova Ponente. Qui siamo nel regno di Re Laurino, re dei Nani.

⭐ ( Il rifugio Paolina e la fronza alle Coronelle).Tra i tanti percorsi possibili chi scrive ha optato per un percorso “semplice” da fare in circa 3 ore effettive di cammino. Partendo dal rifugio paolina a quota 2.127 m ( la seggiovia per raggiungerlo è comoda, ma il percorso può essere fatto anche a piedi in circa un’oretta) sono andato in direzione di Fronza alle Coronelle (2.337 m).

Chi voglia dal rifugio Paolina può fare una deviazione per il monumento a Christomannos, un’aquila di bronzo dedicata al politico sudtirolese Theodor Christomannos

Dalle Coronelle si può poi scendere in circa 90 minuti fino a Nova Levante

Il Santuario della Madonna di Pietralba in Val d’Ega

E’ stato fondato nel 1553 a seguito del ritrovamento della statuetta miracolosa, una Pietà in alabastro. Più in particolare il ritrovamento fu operato da un contadino – Leonhard Weißensteiner – che diede il nome al Santuario e cui è apparsa la Madonna. Costui, guarito dalla malattia, in segno di riconoscimento, eresse una cappella. Nei secoli successivi venne poi realizzata una vera e propria Chiesa in stile barocco e un convento.

⭐ Oltre al santuario, tramite il sentiero n. 4 e un percorso di circa 20 minuti, si raggiunge la cappella originariamente eretta da Leonhard Weißensteiner lì dove è avvenuta l’apparizione mariana e vennero poi edificate delle piccole celle.

⭐ Da qui si possono vedere contemporaneamente il Latemar, il Catinaccio e addirittura la Marmolada.

Orari di apertura: dalle ore 7.30 alle ore 19

Cosa fare in val d’Ega?

Oltre alle passeggiate in montagna, trascorrere le vacanze estive in Val d’Ega significa poter fare tante altre attività all’aperto: mountain bike, ferrate, nordic walking, golf, minigolf, tennis, calcio, pallavolo, basket e nuoto.

Vediamo in concreto come fare queste attività:

A Nova Ponente c’è un bellissimo centro polisportivo in cui potersi cimentare nelle più svariate discipline.

In particolare al suo interno c’è un serissimo ( ma molto divertente) minigolf che è aperto da maggio fino ad ottobre osservando i seguenti orari:

  • Maggio, giugno, settembre e ottobre dalle ore 10.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 18.00 esclusivamente nei weekends.
  • Luglio e agosto., ogni giorno dalle ore 10.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 19.00.

Di golf club invece ce ne sono addirittura due, tra cui il più antico di tutto l’Alto Adige.

In particolare ci sono The Mountain Beast a Carezza ( par 70) e il Golf Club Petersberg a Monte San Pietro ( par 71 e a 18 buche).

Tennis, calcio, pallavolo e basket possono farsi presso il centro sportivo di Nova Levante . Il numero di contatto è +39 0471 614109

Quanto al nuoto, a Nova Levante c’è una piscina scoperta ( riscaldata) aperta da giugno ad agosto. Indirizzo e contatti:

  • Via Dolomiti 26a, 39056 Nova Levante. Tel.  0471 614 109

Dove mangiare in Val d’Ega?

Di tutti i ristoranti che ho provato ho scritto la recensione – pubblicata su questo blog – che vi invito a leggere. Quelli che ho maggiormente gradito sono:

  • Rosengarten, in via Rosengartenstraße 43 – Nova Ponente. Si mangia bene, si spende poco e il personale è simpatico ( il che non guasta mai). Si trova sulla statale di passaggio che collega Nova Ponente a Nova Levante.
  •  Gasthof Löwen a Nova Levante, via Dolomiti, 23. E’ un albergo, ma anche un ristorante aperto a chiunque. Ottimo sulla carne e i ravioli.
  • Marions Grillstube nel cuore di Nova Levante. Vicolo dell’Oste, 4. E’ una steakhouse.

Conclusioni.

Vale la pena trascorrere l’estate in Val d’Ega ?

La risposta dipende da voi. Se cercate una bella montagna in cui le giornate iniziano con tranquillità e terminano decisamente presto e sono catalizzate tutte dalle escursioni in montagna, sicuramente la val d’Ega è il posto che fa per voi. Non troverete bande che si esibiscono in canti tirolesi o nello jodel, ma un Alto Adige diverso: più raccolto, più intimo, ancora più tedesco rispetto al resto dell’Alto Adige. L’atmosfera, del resto, è diversa rispetto alla val Gardena e alla val di Fassa – che, peraltro, distano un tiro di schioppo e sono facilmente raggiungibili – e la val d’Ega non offre paesini come Ortisei, Moena e Canazei. Tutto ciò però – si badi bene – rappresenta un aspetto positivo: chi va in Val d’Ega ci va con convinzione ed una grossa fetta del turismo è costituito da “aficionados” che ci tornano da decenni. Per questo nelle strutture ricettive si respira un clima famigliare molto diretto e a modo. Inoltre la vicinanza con Bolzano fa della val d’Ega una meta privilegiata per chi vuole concedersi una “serata in città”. Dopodiché ci sono due montagne di tutto rispetto che vanno esplorate e approfondite come il Catinaccio e il Latemar. Gli amanti dell’escursionismo, delle ferrate e della mountain bike troveranno qui alcuni dei più bei percorsi delle Dolomiti.

Ciò premesso, se il mio primo articolo sull’Alto Adige l’ho voluto dedicare alla val d’Ega, che è il territorio che conosco da meno tempo, è proprio perché credo che meriti di essere valorizzata. Essendo meno “conosciuta” ( attenzione però, ciò non significa che non sia una meta turistica: in Alto Adige ogni centimetro quadrato è frequentato da turisti), nasconde molte sorprese. In particolare riserva sorprese positive per quanto riguarda i prezzi, essendo infatti meno cara rispetto ad esempio alla val Gardena e ad altre valli circostanti.

E qui mi taccio.

Sui dintorni della val d’Ega, infatti, basterà citare – da una parte – Vigo di Fassa, Moena, Canazei, il Pordoi, dall’altra Bolzano, Ortisei e Selva di Val Gardena. A breve, infatti, pubblicherò distinti articoli sulle altre valli da me visitate, compreso il mio itinerario in Trentino Adige che spazierà dalla val Venosta alla val Badia, passando per la val Passiria, la val di Fassa, la val di Funes e la val Gardena. Insomma, racconterò – seppur parzialmente – un pezzo importante di questa regione dalle tante identità e dalle forti radici che fa dell’accoglienza il suo segno distintivo. Quanto al tema su cosa mangiare in Val d’Ega, rinvio ad un separato post che scriverò a breve.

Leggi:

Sul narrabondo.com puoi altresì leggere articoli su

  • Verona, la città di Giulietta e Romeo.
  • Mantova, la città dei Gonzaga
  • Ferrara, la città degli Este
  • Valeggio sul Mincio e il parco Sigurtà
  • Venezia a carnevale

7 commenti

  1. Ho scoperto la Val d’Ega nel 2016, e mi è piaciuta così tanto che ci sono tornata in vacanza per ben due anni consecutivi (avevo scritto anche un post all’epoca, dedicato a Nova Ponente, se ti va di dargli un’occhiata lo trovi a questo link: http://voglioandareavivereinmontagna.blogspot.com/2016/11/voglio-andare-a-vivere-a-nova-ponente.html) 🙂 Personalmente la cosa che più mi aveva colpito era proprio la sua atmosfera “rilassata”, e il fatto che pur trovandosi a pochi km di macchina da Bolzano non fosse stata travolta dal turismo di massa come invece tante altre vallate limitrofe. Sicuramente per chi ama i posti poco affollati è perfetta, io ricordo di aver incontrato sempre pochissima gente lungo i sentieri – e tutti tedeschi! – ma in compenso ho ammirato prati di un verde che non ho mai più rivisto 🙂

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