Posillipo – cosa vedere

Dopo essermi occupato del Vomero,di seguito svilupperò una guida su cosa vedere a Posillipo. Ho infatti intenzione di pubblicare un serie di itinerari, quartiere per quartiere, leggermente più approfonditi rispetto alle solite guide su Napoli ( la mia però merita sempre una lettura)  Sulla falsariga dell’articolo sul Vomero, questo post – dedicato al promontorio di Posillipo  –  è finalizzato sia ad illustrare la Posillipo turistica che a fornire qualche curiosità sfiziosa per chi conosce Napoli già molto bene.  Per questo motivo ciò che consiglio di visitare ad un turista sarà evidenziato in rosso, mentre ciò che è di interesse per chi conosce già bene Napoli sarà in blu.pos1

Posillipo, del resto, è conosciuta soprattutto per il suo panorama incantevole, ma è pur vero che ospita degli edifici di grande interesse artistico e storico: ville romane, ville seicentesche, ville moderne.

Cosa vedere a Posillipo.

Indice: 

  • Premessa e brevi cenni storici su Posillipo
  • Da  Piedigrotta a via Orazio e alle rampe di Sant’Antonio
  • Villa Doria D’Angri
  • Palazzo Donn’Anna
  • Chiesa dell’Addolorata
  • Villa Rocca Matilde di Achille Lauro
  • Riva fiorita:  il mare, villa Volpicelli, villa Rosebery
  • Marechiaro
  • Mausoleo Schilizzi
  • Il parco archeologico di Pausilypon la baia di Trentaremi, l’isola di Gaiola e la villa  di Pollione.
  • Borgo del casale e Chiesa di Santo Strato
  • Il parco Virgiliano
  • Torre Ranieri
  • Nisida, il pontile di Bagnoli, città della scienza

 

  • Posillipo, cosa vedere

  • Premessa e cenni storici.

Posillipo ricomprende quel promontorio che chiude quasi in un abbraccio il centro Napoli e  divide quest’ultima dall’area flegrea. Il suo nome deriva dal greco pausilypon che significa «che fa cessare il dolore». I panorami mozzafiato del quartiere, infatti, erano già ambiti in epoca antica, in particolar modo nel mondo romano. E’ noto infatti che i ricchi romani amavano realizzare le loro seconde case proprio in Campania e tuttora  lo confermano numerose  testimonianze archeologiche ( a Capri, a Baia, a Bacoli, a Cuma, a Pozzuoli, ad Oplontis, a Stabia, ad Ercolano). A Posillipo, più in particolare, decise di costruire il suo buen retiro Publio Vedio Pollione realizzando una villa lussuosissima – seconda forse solo a quella di Lucullo che sorgeva dove oggi vediamo il castel dell’Ovo – e peraltro un anfiteatro a picco sul mare.pos3

Posillipo, per la verità,  nei secoli è stato un promontorio poco urbanizzato caratterizzato da ville isolate e da un borgo di pescatori separato dalla città. Tanto è vero che nell’800, attorno a Anton Sminck van Pitloo e  a Giacinto Gigante, nacque la scuola di Posillipo con le influenze di William Turner, Franz Vervloet, Joseph Rebell e  Johan Christian Dahl.  La scuola di Posillipo raggruppava, infatti, artisti dediti alla rappresentazione del paesaggio e della natura, paesaggio e natura che proprio a Posillipo erano ( e sono) di rara bellezza.  L’area, infine, è notevolmente cambiata dalla seconda metà del ‘900 in seguito alla crescita smisurata di Napoli e alla necessità di costruire nuovi villini. Tuttora Posillipo è uno dei quartieri più eleganti e d’elite di Napoli, ma – a differenza degli altri quartieri “per ricchi” – se ne sta in disparte con meno rumori, avendo nel panorama del golfo il suo riferimento costante.

 

  • Da  Piedigrotta a via Orazio e alle rampe di Sant’Antonio

Ciò detto, la visita a Posillipo può iniziare da Piedigrotta, ovvero dal luogo in cui in epoca romana era stata realizzata  la crypta neapolitana, la galleria che passava attraverso Posillipo per collegare Neapolis a Pozzuoli / Puteoli.

Qui, tra l’altro, è possibile ammirare la bellissima piazza Sannazaro  ( si scrive con una z) con la fontana della Sirena per rievocare la sirena Partenope che, dopo aver cercato di ammaliare Ulisse col suo canto, si suicidò per venire ritrovata esanime proprio  qui, a Mergellina, sullo scoglio San Leonardo. Sulla piazza affaccia peraltro la Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta e alle sue spalle il parco vergiliano ( con la e).

Il parco vergiliano merita una visita per 4 motivi:

a) E’ molto panoramico;

b) Ospita la tomba di Leopardi;

c) Vi si trova il cenotafio di Virgilio,   colombario di età romana considerato la tomba del poeta, con la scritta  “Mantua me genuit, Calabri rapuere, tenet nunc / Parthenope; cecini pascua, rura, duces”;

d) Vi sono numerosi reperti di epoca romana che evidenziano come in origine l’area flegrea, cui si accedeva tramite la crypta neapolitana, fosse una località termale molto ambita.

Non distante vi è, inoltre, la Chiesa di Santa Maria del parto con il monumento funebre per il poeta Jacopo Sannazaro.

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Panorama dalle rampe di Sant’Antonio: la collina del Vomero, castel dell’Ovo, il Vesuvio. In primo piano la riviera di Chiaia con piazza Sannazaro a Mergellina.

 

 

  • Le rampe di Sant’Antonio.

Andiamo però al sodo e iniziamo il nostro tour di Posillipo dalle rampe di Sant’Antonio, un posto spettacolare, eppure poco conosciuto dai non napoletani. Per via dei sensi unici ci si può arrivare  – magari passando per piazzetta leone a  Mergellina –  percorrendo via Orazio, la via più panoramica di Napoli. Si giungerà così  alla sommità delle rampe, davanti alla Chiesa di Sant’Antonio a Posillipo, con la terrazza affacciata sulla riviera di Chiaia, il Vesuvio e Castel dell’Ovo.

 

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Dopodiché si può scendere per 13 suggestive rampe sistemate nel ‘600 dal viceré duca di Medina de las Torres  – apparse in numerosi film, tra cui Piedone lo sbirro  con Bud Spencer – per ritornare a piazza Sannazaro.

  • Villa Doria D’Angri

In via Francesco Petrarca 80 si trova una splendida villa in stile neoclassico attualmente di proprietà dell’università Partenope. Si tratta di villa Doria D’Angri ed è una delle cose più particolari da vedere a Posilippo.

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Fu infatti commissionata all’inizio dell’800 da principe, di origine genovese,  Marcantonio Doria d’Angri. La sua particolarità è che sembra quasi uscire dalla roccia ed è stata pensata come un banco tufaceo che forma un solo corpo con la roccia su cui poi si innestavano giochi d’acqua con fontane presenti sui terrazzi laterali in un gioco prospettico che culminava nei giardini di Delizie.

  • Palazzo Donn’Anna

Da vedere a Posillipo vi è poi sicuramente palazzo Donn’Anna. Fu realizzato nel ‘600 da Cosimo Fanzago per Anna Carafa, moglie del viceré, ma rimase incompiuto a causa della rivolta guidata da Masaniello.

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Per questo nei secoli ha assunto il fascino delle antiche rovine ed è al centro di numerose leggende. Infatti dispone di due ingressi, uno da via Posillipo, l’altro dal mare. Per questo – confondendo un po’ la storia di Donna Anna con la regina Giovanna –   si dice nel palazzo si aggirino tuttora i fantasmi dei pescatori che attraccavano e poi venivano uccisi.

  • Chiesa dell’Addolorata

La Chiesa dell’Addolorata è uno dei rari esempi di edifici neoclassici napoletani sulla falsariga di San Francesco di Paola  al centro e di villa Lucia al Vomero . Risale al 1800 e, pur affacciando su via Posillipo, è quasi nascosta.

Chiesa dell'Addolorata, via Posillipo

L’esterno si caratterizza per un cupola centrale e  timpano triangolare ordinato su 4 colonne di stile dorico. La ricerca della prospettiva è poi valorizzata da scale in piperno che conducono all’atrio che precede l’entrata. Purtroppo – come accade per molte Chiese di Napoli – è in pessimo stato conservative ed è chiusa al culto. Assolutamente un’indecenza!

  • Villa Rocca Matilde di Achille Lauro

Per apprezzare questa villa nascosta tra la vegetazione bisogna quasi per forza avvicinarsi via mare. Si tratta di un palazzo seicentesco voluto dal  cancelliere Orazio d’Acunto e anticamente noto con il nome di villa Firmian ( dal nome dell’ambasciatore austriaco a Napoli Gotthard von Firmian). Passò poi nella disponibilità della facoltosa inglese lady  Dillon, vedova di un ammiraglio, che diede alla villa il nome di sua figlia Matilde.  Successivamente si sono avvicendati altri proprietari tra cui il turco  Isma’ el Pasha, ex governatore in  Egitto.

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Tra gli ospiti noti anche Garibaldi e Giosuè Carducci. Infine è stata di proprietà del celebre armatore Achille Lauro.  Accostarsi quasi davanti alla spiaggetta privata adiacente alla villa è tre le cose più belle da vedere a Posillipo, in quanto permette di apprezzare al meglio la struttura e i colori di una villa che si trova in un luogo incantevole e che ha ospitato per 4 secoli personalità importantissime.

  • Riva fiorita: villa Rosebery e villa Volpicelli

Il bel panorama di cui si gode da Riva Fiorita – con il Vesuvio sullo sfondo di castel dell’Ovo – dà contezza del perché in questo punto sorgano due ville bellissime. La prima è villa Volpicelli con i suoi torrioni, villa seicentesca restaurata a fine ‘800 e villa in cui ambientato un posto al sole ( nella soap opera è villa Palladini).

RIVAFIORITA1

La seconda è villa Rosebery, villa che attualmente è a disposizione del presidente della repubblica, ma che fu  voluta dall’austriaco Joseph Von Thurn per poi passare in mani francesi e infine  donata allo stato italiano dall’inglese Lord Rosebery. Si tratta di un luogo ameno con dei giardini bellissimi visitabile in occasioni speciali. Due curiosità sono che  la villa è chiamata anche “La Brasiliana”, in onore della moglie di Luigi di Borbone che era consorte dell’imperatore di Brasile, nonché   villa Maria Pia perché qui vi nacque la figlia di Umberto e di Maria José di Savoia. Per i napoletani poi riva fiorita è famosa anche perché vi è il famoso ristorante “Giuseppone a mare”. Insomma, si tratta di uno scorcio che non può mancare tra le cose da vedere a Posillipo per plurimi motivi.pos5

  • Marechiaro

A poca distanza da riva fiorita non può non citarsi Marechiaro, una dei luoghi più caratteristici da vedere a Posillipo. Il piccolo borgo ha assunto questo nome perché qui il mare è particolarmente placido ed è diventato famoso grazie alla Fenestella ( finestrella) con un garofano da cui il poeta Salvatore Di Giacomo trasse ispirazione per comporre la canzone Marechiaro. Tanto è vero che tutt’oggi su quella finestella un garofano non manca mai.  A Marechiaro, del resto, lasciandosi alle spalle la Chiesa di Santa Maria del Faro con la facciata progettata da Ferdinando Sanfelice con il suo inconfondibile stile barocco, bisogna andare a vedere soprattutto il panorama dal cosiddetto “scoglione”, da cui si vede Capri, la penisola sorrentina e il Vesuvio.

  • Mausoleo Schilizzi

Il mausoleo schilizzi è tra cose più curiose da vedere a Posillipo, in quanto si tratta di un particolarissimo monumento dedicato ai caduti della grande guerra e successivamente della seconda guerra mondiale. In realtà però è stato realizzato prima nell’ultima decade dell’800 in stile neoegizio.  In origine infatti doveva essere un mausoleo commemorativo per i famigliari del banchiere livornese Matteo Schilizzi, ma fu poi acquistato dal comune di Napoli come reliquiario. Il mausoleo fonde stili tra loro diversi e ospita, tra l’altro, una Chiesa a tre navate.mausoleo_schilizzi_napoli

  • Il parco archeologico di Pausilypon la baia di Trentaremi, l’isola di Gaiola e la villa di Pollione.NAPPP

Da un punto di vista storico e naturalistico il punto di maggiore interesse a Posillipo è probabilmente il parco archeologico di Pausilypon, luogo incantevole che fu valorizzato da Publio Vedio Pollione  che, nel 31 A.C., decise di ritirarsi a vivere qui facendo costruire una sontuosa villa, un teatro affacciano sul promontorio  a picco, un ninfeo e un piccolo complesso termale. Per accedervi bisogna attraversare le grotte di Seiano, ovvero un traforo in tufo di circa 770 metri risalente all’epoca romana e realizzato per collegare la villa di Pollione a quella degli altri patrizi romani e Pozzuoli e Cuma.

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Dopodiché si potranno osservare i resti della villa presenti in superficie ( altri sono a mare) e il magnifico teatro. Altri resti di domus romane si trovano lungo la spiaggia nei pressi di Marechiaro e di calata Ponticello. In particolare ci si riferisce  alla “scuola di Virgilio” – dove il poeta praticava le arti magiche – e alla villa degli spiriti ( o villarosa).

Molto suggestivo è poi l’isolotto della Gaiola, un isolotto quanto incantevole quanto temuto dai napoletani in quanto considerato «maledetto».  Infatti il facoltoso proprietario che vi costruì la villa tuttora visibile fu coinvolto in un tracollo economico, mentre i successivi proprietari persero addirittura la vita. In particolare lo svizzero Hans Braun morì e fu rinvenuto avvolto in un tappeto, mentre la moglie annegò in mare, il tedesco Otto Grunback fu colpito da un infarto, l’imprenditori   farmaceutico Maurice-Yves Sandoz   morì suicida in un manicomio, il barone Paul Karl Langheim finì sul lastrico, Gianni Agnelli assistette  alla morte di molti familiari,  Jean Paul Getty ebbe un  nipote rapito dalla ‘Ndrangheta e infine Gianpasquale Grappone vide la sua grossa società assicurativa fallire.pos7

  • Il Borgo del Casale

I posillipini doc sono affezionti al borgo del casale, uno dei nuclei più antichi di Posillipo che si sviluppa attorno alla Chiesetta di Santo Strato.

  • Il parco Virgiliano

Tra le cose da vedere a Posillipo non può poi nemmeno mancare il parco virgiliano ( con la I), anche detto parco della rimembranza, della vittoria o della bellezza. Pur essendo infatti un parco piuttosto piccolo,  è sicuramente il più panoramico di Napoli in assoluto, in quanto consente di avere una visuale fantastica su Posillipo con la baia di Trentaremi in primo piano, Capri, ma anche Bagnoli con l’isolotto di Nisida e i campi flegrei fino a capomiseno. E’ stato realizzato  nel periodo fascista e ha la forma di un cerchio con al centro un piano rialzato con un piccolo anfiteatro. Per molti podisti è il luogo più ambito di Napoli in assoluto.nisida

  • Torre Ranieri

Se vi capiterà di passare per via Manzoni, sicuramente avvisterete la torre Ranieri. Si tratta di di una torre risalente all’alto medioevo annessa ad una più ampia masseria fortificata.

  • Nisida, il pontile di Bagnoli, città della scienza

Permettetemi infine di sconfinare dagli stretti di confini di Posillipo per aprire una breve parentesi sull’altra Napoli, ovvero su Bagnoli. Il quartiere dell’area ovest di Napoli che si trova ai piedi di Posillipo è ben visibile da diversi punti di osservazione, a partire dal parco virgiliano. In particolare interessa da un punto di vista paesaggistico per l’incantevole isolotto di Nisida ( purtroppo non accessibile per via della presenza del carcere minorile). Si tratta nello specifico di un’isola di origine vulcanica  dal diametro di 0,5 km2 ed è quasi circolare se non per via di una insenatura naturale aperta verso il mare. A fronte di dimensioni ridotte ha però assistito ad importanti avvenimenti storici. In particolare Ulisse vi si riparò definendola isoletta delle capre, dopodiché Pollione o Lucullo ci costruirono una villa. Vi era tra l’altro anche la villa di Bruto che, assieme a Cassio, tramò contro Giulio Cesare. Nella stessa fu poi ospitato anche Cicerone. Della stessa dovrebbe esservi tracci nelle 4 grotte scavate nella roccia tufacea.  Nei secoli successivi vi venne poi costruito un monastero e la villa – fortezza della Regiona II di Angiò. Infine, a partire da Gioacchino Murat, l’isolotto ospitò detenuti.

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E’, dunque, un peccato che l’accesso allo stesso sia inibito e sarebbe opportuno iniziare a formulare delle iniziative per la riconversione di Nisida. Ciò fermo restando, Nisida può tuttavia essere ammirata relativamente da vicino grazie al pontile di Bagnoli, il pontile più lungo d’Europa che, per 900 metri, permette di godere di una passeggiata sul mare godendo anche del panorama di capo Miseno e del golfo di Pozzuoli.   Originariamente il pontile serviva per finalità industriali per lo stabilimento dell’Italsider.
Sempre a Bagnoli è poi possibile visitare l’interessantissima Città della Scienza. Per maggiori informazioni in proposito rinvio al sito http://www.cittadellascienza.it/

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