Civita di Bagnoregio, cosa vedere in un giorno.

Cosa vedere a Civita di Bagnoregio? Cosa c’è da fare a Civita di Bagnoregio?  Ve lo illustro di seguito con la solita semplicità.

  • Dove si trova Civita di Bagnoregio

Sebbene formalmente nel Lazio, precisamente nel cuore della Tuscia, Civita di Bagnoregio ha più di mezzo piede in Umbria, distando dal confine appena 8 km. Da Orvieto invece la distanza diventa di 18 km, 18 km  che – per via  di tornanti e strade sinuose  – possono essere coperti in quasi mezzora. Per questo motivo ritengo che Civita di Bagnoregio vada per forza di cose inserita in un itinerario in Umbria, perché geograficamente – seppur non da un punto di vista amministrativo – è parte dell’Umbria per storia e tradizioni

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  • Cosa vedere nei dintorni di Civita di Bagnoregio

Della provincia di Viterbo,  a dire il vero, ho già scritto in passato dedicando un post a Viterbo, la città dei Papi, e un accenno proprio a Civita di Bagnoregio. Il post in questione, intitolato “Viterbo e Civita di Bagnoregio in un giorno”, offre diversi spunti sulla storia, i monumenti e le cose da fare nel capoluogo della Tuscia. Rimando per questo alla sua lettura di questa cittadina tranquilla e silenziosa famosa per il culto di Santa Rosa e nella quale sono recentemente riandato percorrendo la via Francigena ( sì, la via Francigena passa da Viterbo!).

Sempre nei dintorni di Civita di Bagnoregio, è poi possibile trovare il bel lago di Bolsena, da pure sono recentemente passato grazie alla via Francigena ( e dove pure ho beccato un sacco di freddo e di pioggia!)

Volendo, si può anche andare alla scoperta della val di Paglia e sconfinare in Toscana nella val d’Orcia tra vigneti e acque termali. Della val d’Orcia ho già in mente di scrivere un bell’itinerario in futuro, ma – se mi volete far contento – date una occhiata ad un paesino che è entrato nel mio cuore. Si chiama Radicofani e io ho voluto raccontare in questo post tutto ciò che da vedere e da fare a Radicofani, paese di confine tra Stato della Chiesa e repubblica di Siena e famoso per essere stato il rifugio di Ghino di Tacco.

Radicofani, a dire il vero, l’ho scoperta proprio grazie alla via francigena al termine di una tappa estenuante. Della via francigena ho parimenti scritto il mio diario.

Se mi volete fare l’onore di leggere una delle esperienze sulla via francigena, potete dare una occhiata qui:

1 Da Siena  a Ponte D’Arbia

2 Da Ponte D’Arbia a San Quirico D’Orcia

3 Da San Quirico d’Orcia a Radicofani

4 Da Radicofani ad Acquapendente – con il Bolsena e Viterbo

  • Civita di Bagnoregio, il paese che muore.

La chiamano la “città che muore” per via dell’erosione che se la sta mangiando, anche se chiamarla città è assai azzardato. Civita infatti – frazione del comune  di Bagnoregio – è infatti più che altro un piccolo borgo con il fascino della città proibita, quasi perduta, e ormai  trasformata in una vetrina per turisti in cui essenzialmente si trovano trattorie, venditori di prodotti tipici e commercianti di souvenir.

Si trova su un cucuzzolo, nella valle dei calanchi, tra strati di argilla e di tufo a poca distanza dal lago di Bolsena e dalla valle del Tevere, che dall’Umbria si sposta verso il Lazio.  La sua fisionomia nei secoli è cambiata radicalmente. In origine infatti era attraversata da una strada che collegava i predetti territori e dolcemente percorreva le valli  del Fossato del Rio Torbido e il Fossato del Rio Chiaro.

Attualmente invece Civita di Bagnoregio, abitata da 16 persone contate, è raggiungibile esclusivamente per il tramite di un lungo ponte pedonale in cemento armato risalente agli anni ’60 e che dolcemente rivela pian piano la fisionomia del borgo.

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  • La storia di Civita di Bagnoregio

Visitarlo infatti è una gran bella esperienza, a partire dalla piazzetta principale da cui partono un po’ tutti i vicoli. Il consiglio è di farlo in giorni feriali o comunque in orari in cui l’affluenza di turisti è minore, altrimenti il rischio concreto è quello di dover scavalcare mandrie di fotografi in fila ad ogni angolo

Anticamente contava 5 porte, mentre attualmente  quella di Santa Maria o della Cava è sicuramente la principale. La struttura urbanistica è rimasta quella etrusca con i cardi e i decumani, anche se risulta evidente che le costruzioni risalgono al medioevo e al rinascimento.

Degli etruschi in realtà rimangono però numerose testimonianze, come è nel caso della rupe sottostante il belvedere di San Francesco ( nella parte esterna di Civita) in cui è stata rinvenuta una necropoli, nella grotta/tomba di San Bonaventura o nel tunnel .del   “Bucaione” che consente  l’accesso, dal paese alla Valle dei Calanchi.

Gli smottamenti e le frane hanno poi purtroppo distrutto le testimonianze delle tombe a camera scavate alla base della rupe.  Della particolare fragilità di Civita erano del resto consapevoli anche i romani, che infatti tentarono di irreggimentare i fiumi e di contenere gli smottamenti, ma con l’abbandono progressivo di questi sistemi di contenimento anche il paese fu poi abbandonato.

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  • Cosa vedere Civita di Bagnoregio.

Ciò premesso, la visita a Civita deve iniziare – come già accennato sopra – dalla sua piazzetta principale su cui si affaccia la chiesa di San Donato, palazzo Alemanni, il palazzo Vescovile, diverse casette medievali e un curioso mulino del ‘500. Qui, tra l’altro, è ben visibile anche la casa natale di San Bonaventura e la citata porta di Santa Maria caratterizzata dalle sculture che rappresentano due leoni che tra le zampe mostrano testa umana. Si tratta, a ben vedere, di una rappresentazione della rivolta degli abitanti di Civita contro la famiglia orvietana dei Monaldeschi.

Dalla piazzetta poi si snodano una serie di vicoli che permettono di esplorare meglio il borgo e apprezzare la rupe che si erge sulle valli circostanti.

A rendere però suggestiva la visita è però soprattutto il modo di arrivarci, rigorosaente a piedi e tramite una passeggiata su una strada scoscesa che poi si ricongiunge ad un lungo ponte in cemento armato. A me non piace usare toni enfatici quando descrivo una  località, ma devo ammettere che di Civita ho apprezzato i silenzi alternati ai rumori della natura. E’ difficile descrivere le sensazioni provate con le parole, ma – se posso essere sintetico – diciamo che Civita di Bagnoregio è soprattutto Tuscia.

E, anche se non si può si può spiegare, sappiate che non ci sono altre definizioni più calzanti: è pura Tuscia. È cioè gli Etruschi che si sentono e non hanno mai abbandonato questo territorio, è medioevo, è suggestione.

  • Quando andare a Civita di Bagnoregio?

Ogni stagione è buona. Consiglio però una bella domenica invernale in cui si può utilizzare la visita per una bella mangiata.

  • Quanto tempo per visitare Civita di Bagnoregio?

Un paio di ore sono più che sufficienti: il borgo è davvero piccolo.

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